Referendum, Berlusconi in prima linea per il No Il Cavaliere alza la voce a favore delle dimissioni di Renzi nel caso di vittoria del No al referendum del 4 dicembre - www.Pontilenews.it


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POLITICA

 

16-10-2016

Referendum, Berlusconi in prima linea per il No

Il Cavaliere alza la voce a favore delle dimissioni di Renzi nel caso di vittoria del No al referendum del 4 dicembre


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Dopo due settimane di silenzio, Silvio Berlusconi riprende la sua ferma campagna a favore del No al referendum del 4 dicembre. Il leader di Forza Italia, nel corso di una manifestazione di FI a Corato (Bari), precisa che la campagna si intensificherà nelle prossime settimane, attraverso manifestazioni volte a spiegare «sempre più a fondo le ragioni del nostro impegno, che è per una riforma vera, profonda, radicale nelle nostre istituzioni». L’attenzione di Berlusconi è tutta per il post referendum che potrebbe – e dovrebbe, secondo l’ex premier – vedere le dimissioni di Matteo Renzi in caso di vittoria del No, poiché il Presidente del Consiglio «per sua stessa ammissione, dovrà trarre le conseguenze del fallimento di un progetto al quale ha legato la sua intera azione politica».

 

Il Cavaliere chiarisce i motivi della sua posizione, affermando di aver collaborato al processo riformatore, ma di essersene distaccato una volta appurato che questo avrebbe fortemente ridotto gli spazi della democrazia a vantaggio di un solo partito e singole persone. Per Berlusconi, quindi, il referendum non porta con sé una vera volontà di cambiamento, poiché l’obiettivo è invece assicurarsi il potere. La vittoria del No, però, non si tramuterà neanche nella vittoria dei partiti anti-sistema come il M5S che, continua il Cavaliere, «non è in grado di governare una grande città e tanto meno un Paese come l’Italia».

 

Immediate le reazioni alle parole dell’ex premier. Angelino Alfano, leader del Ncd, precisa che il governò non cadrà in caso di vittoria del No, perché «il voto sul governo si dà alle elezioni politiche». Il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Luca Lotti, replica invitando Berlusconi a «un confronto in tv». L’obiettivo del Cavaliere è chiaro, rientrare sulla scena nel periodo immediatamente successivo al referendum, chiamando in gioco i suoi storici cavalli di battaglia: elezione diretta del capo dello Stato, ridimensionamento del numero dei parlamentari, vincolo di mandato (non si può cambiare partito, pena le dimissioni), più poteri al premier e una riforma delle regioni nella direzione di un puro federalismo.  

di Serena Gazzaneo
 





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