Norcia, dipinto del '600 sparito dalla chiesa di Santo Stefano De “Il perdono di Assisi” restano solo il telaio e la cornice d'opera, si indaga per furto - www.Pontilenews.it


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CRONACA

 

06-11-2016

Norcia, dipinto del '600 sparito dalla chiesa di Santo Stefano

De “Il perdono di Assisi” restano solo il telaio e la cornice d'opera, si indaga per furto


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Norcia. “Il perdono di Assisi” un raro dipinto realizzato nel 1631 dal pittore francese Jean Lhomme, che lavorò su commissione di Papa Urbano VII, è sparito dalla chiesa di Santo Stefano, nella frazione di Nottoria, fortemente danneggiata dal recente terremoto. Dopo l'allarme lanciato dal parroco e l'amara scoperta della sparizione, i carabinieri del Nucleo di tutela del patrimonio artistico hanno avviato un indagine per furto, ma non si escludono anche altre ipotesi, come la possibilità che il dipinto sia stato messo in salvo da qualcuno per paura di nuove forti scosse.

 

Le indagini sono iniziate dopo una segnalazione su Facebook che riferiva di “sciacalli” entrati nella chiesa di Santo Stefano il 30 novembre. Del dipinto, svanito nel nulla, restano solo il telaio e la cornice d'opera. La grave sparizione è stata segnalata sul web dal critico d'arte Alberto D'Atanasio, che nel 1989 aveva studiato e analizzato l'opera in un testo critico e che ha postato la foto della preziosa opera d'arte raccomandando di farla girare il più possibile affinché i ladri “queste bestie” non possano vendere “un pezzo di noi”.

 

Nella zona rossa di Norcia, intanto, tra scosse continue, maltempo e sciacallaggio, si cerca di pensare al futuro. Un domani che riparte anche dalla salvaguardia dell'importante patrimonio artistico della città. Sono iniziate, infatti, le operazioni di messa in sicurezza dei beni culturali danneggiati dallo sciame sismico e di quelli considerati in pericolo, come la Pala di Jacopo Siculo, un'opera del 1541, rimasta miracolosamente indenne e che è stata recuperata nel pomeriggio di sabato presso l'ex chiesa di San Francesco, oggi auditorium. Estratta da una squadra speciale dei vigili del fuoco e grazie all'utilizzo di una gru molto alta, l'opera è stata trasferita a Spoleto nel deposito speciale di S. Chiodo.

 

di Simona Russo
 





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