'Ti amo da morire', uomini che uccidono le donne I delitti passionali: ultimo appuntamento nel ciclo di eventi con la dottoressa Daniela Siciliano - www.Pontilenews.it


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CRONACA

 

09-11-2016

'Ti amo da morire', uomini che uccidono le donne

I delitti passionali: ultimo appuntamento nel ciclo di eventi con la dottoressa Daniela Siciliano


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L’amore può uccidere o commettere atti ignobili se sostenuto da una folle passione o dal desiderio del possesso? William Shakespeare, tessitore di grandi storie di amore, vendetta e morte, da Otello fino a Macbeth, paragonava la gelosia a “un mostro dagli occhi verdi che dileggia la carne di cui si nutre”, in grado di distruggere la persona che la prova. Questa follia trova applicazione nei grandi casi di cronaca nazionale, quelli in cui spesso le donne sono rimaste vittime di uomini accecati da un amore malato. Ogni tanto c’è un caso che sembra più disumano e per questo più esemplare: come quello di Sara Di Pietrantonio, la giovane ragazza romana arsa viva dall’ex fidanzato. In questo ultimo appuntamento sulla psicologia criminale, abbiamo chiesto alla psicologa ed esperta Daniela Siciliano, che ci ha accompagnato in questo ciclo di eventi, quali siano le cause che si nascondono dietro un omicidio passionale.

 

«Questi delitti hanno la passione e il possesso come movente. C’è la malata voglia di possedere, un bisogno di attaccamento esclusivo, di una dipendenza che porta a percepire un senso di abbandono. Chi uccide dice di “amare in modo incontrollabile”, di non riuscire a contenere una gelosia che lo rende cieco “ho perso la testa quando...”. Chi uccide ama in modo patologico, ma ama».

 

La gelosia può essere patologica?

«La gelosia altro non è che il sentimento che subentra all’idea di poter perdere qualcuno che si ama. Diventa di significativa importanza quando questo sentimento predomina la razionalità tanto da lasciare via libera alla paranoia, ovvero alla capacità del soggetto di costruire pensieri ossessivi non realistici, ma fantasiosi e/o immaginati. – Continua la dottoressa- La gelosia spesso è la benzina che alimenta la possessione: più temo di perderti più ti perseguito e ti controllo. Chiaro che alla base di tutto questo ci sono delle difficoltà emotive affettive e psicologiche che possono diventare anche patologiche e disfunzionali».

 

 Secondo lei sono cambiati i rapporti tra gli uomini e le donne con il tempo? 

«È la nostra società a essere cambiata. Alla base restano sempre le paure, le incertezze e le angosce di essere amati per quelli che si è. È la ricerca, talvolta spasmodica, di un amore incondizionato che nessuno mai potrà darci così come lo vogliamo noi, perché quell’amore è un amore che non esiste. In alcuni soggetti quindi, questa ricerca trova la giusta compensazione direzionandola verso sé stessi (amor proprio), in altri trova direzione patologica (possessione e gelosia), in altri ancora porta alla ricerca di in un sano equilibrio con il partner».

 

“Era un ragazzo così a modo” – è una frase che si sente dire dai vicini e amici dopo il delitto. Il mito del “ragazzo per bene” esiste davvero? Il lato oscuro è in ciascuno di noi?

«Tutti, compresi i “sani”, possiedono una parte malata. La differenza la fa quanto la parte sana riesce a gestire e contenere la parte malata, quanto è grande la parte malata e quanto la parte sana. Quindi, nelle frasi “sembrava un ragazzo per bene” non c’è dell’assurdo, anzi, anche lo psicopatico mostra sempre un lato (seppur piccolo o seppur utilizzato come esca) che potremmo definire “sano”, nel senso di comportamento apparentemente rispondente a quello adottato da soggetti non disfunzionali».

 

Gli omicidi passionali vengono percepiti come «privati» e «inevitabili», come se nessuno possa farci niente. Secondo lei si possono prevenire?

«Certamente è bene diffondere a livello informativo quali sono i segnali a cui prestare maggiore attenzione e dai quali prendere le giuste distanze. Molte sono le associazioni che offrono sostegno, ma poco si fa per una corretta informazione su quelli che possono essere indicatori da non sottovalutare, oltre che invitare tutti ad una giusta collaborazione».

 

Gli uomini picchiano le donne, spesso le pestano a sangue e alle volte le uccidono. Il femminicidio è combattuto da moltissime campagne di sensibilizzazione. Anche diversi programmi televisivi hanno trattato tematiche come la violenza sulle donne. Da Amore Criminale, in onda su rai tre, fino a Quarto Grado, in onda su Rete4. I dati Istat parlano di 6 milioni 788 mila donne che hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale.

di Giulia Bordini
 





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