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ESTERI

 

10-11-2016

Secondo giorno dopo la vittoria di Trump: oggi l'incontro con Obama

In migliaia sono scesi in strada per protestare al grido:'Non è il mio presidente'


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Il primo giorno, dopo la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali statunitensi, è stato quello in cui gran parte di analisti ed esperti si sono accorti di aver capito poco di questa campagna elettorale. In questa seconda giornata, invece, Trump verrà ricevuto da Barack Obama alla Casa Bianca. Un incontro che servirà per cominciare quel passaggio di consegne, che in America dura oltre un mese, prima dell’insediamento effettivo come nuovo presidente degli Stati Uniti. Un momento storico, certamente, perché Trump dovrà formare il nuovo governo e scegliere chi mettere nei posti chiave dell'amministrazione. Dall'altra parte, però, è ben noto come i due uomini, Donald e Obama, non vadano d'accordo per niente.

 

Il magnate in passato aveva appoggiato la cosiddetta teoria dei "birthers", secondo la quale Obama sarebbe nato in Kenya o in Indonesia e non nelle Hawaii definendolo, dunque, un "presidente illegittimo". Più di recente, Trump ha accusato Obama di essere il fondatore del gruppo terroristico dello Stato Islamico. Dall'altra parte, Obama, che nella corsa alle presidenziali ha sostenuto e appoggiato pubblicamente la candidata democratica Hillary Clinton, aveva bollato il signor Trump come "non idoneo" per la carica. Tuttavia, nel discorso di ieri ha esortato tutti gli americani ad accettare il risultato delle elezioni di martedì: "Tutti sono tristi quando si perde ma il giorno dopo dobbiamo ricordare che siamo una squadra sola. Non siamo democratici o repubblicani, prima di tutto siamo americani e patrioti che vogliono il meglio per il Paese". E ancora, "Farò di tutto perché il prossimo presidente abbia successo".

 

Nel frattempo in migliaia sono scesi per le strade di diverse città degli Stati Uniti per protestare contro l'elezione di Donald Trump: sotto la Trump Tower a New York, a Chicago, Seattle, Portland, Oakland, San Francisco, Los Angeles, Boston, Filadelfia, Detroit, Austin e perfino davanti alla Casa Bianca. Molti hanno gridato lo slogan "Non è il mio presidente". Altri hanno bruciato effigi dai capelli arancioni dell'uomo d'affari. Ma che piaccia o meno Trump diventerà il 45 ° presidente degli Stati Uniti, dopo essersi assicurato la vittoria su Hillary Clinton. Il giorno dell'ingresso di Donald e della nuova first lady Melania alla Casa Bianca è atteso per il 20 gennaio prossimo.

 

di Giulia Bordini
 





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