Obbligo vaccini all'asilo nido, approvata la prima legge regionale. Solo il M5s è contrario L'Emilia-Romagna, secondo il presidente Bonaccini, 'apre la strada a livello nazionale'. Ma per i pentastellati la legge è un 'metodo coercitivo' - www.Pontilenews.it


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POLITICA

 

23-11-2016

Obbligo vaccini all'asilo nido, approvata la prima legge regionale. Solo il M5s è contrario

L'Emilia-Romagna, secondo il presidente Bonaccini, 'apre la strada a livello nazionale'. Ma per i pentastellati la legge è un 'metodo coercitivo'


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Obbligo di vaccinazione per tutti i bambini che vogliano accedere ai nidi, pubblici o privati che siano: in Emilia Romagna la legge è stata approvata. Come si legge sul sito della Regione, bisognerà aver somministrato ai bambini l’antipolio, l’antidifterica, l’antitetanica e l’antiepatite B per consentire l’ingresso dei piccoli a scuola. Entro un mese le regole attuative. Il presidente della giunta regionale Stefano Bonaccini ha parlato di «misura a tutela della salute pubblica e dei bimbi più deboli» e si è augurato di aprire, così, la strada a livello nazionale. A votare contro la prima legge approvata da una Regione italiana, il Movimento 5 Stelle. Astenuti Sel, Ln, Fdi e Fi.

 

L’articolo 6, comma 2, della nuova legge regionale dell’Emilia Romagna sancisce che «costituisce requisito di accesso ai servizi educativi e ricreativi pubblici e privati l’avere assolto gli obblighi vaccinali prescritti dalla normativa vigente», salvo in caso di eventuali pericoli, accertati e documentati, per i bambini. Il M5s ha espresso voto contrario, come ha dichiarato a Repubblica Raffaella Sensoli, consigliera regionale del M5s e vicepresidente della Commissione Politiche Sociali, per «il modo, che in questo caso è sostanza». «Il Partito Democratico vuole attuare un metodo coercitivo: obbligare i genitori che vogliono iscrivere all'asilo nido i propri figli a vaccinarli. Tra l'altro così si toglie non un servizio, ma un diritto ad accedere ai servizi educativi».

 

Dunque, secondo la portavoce del M5s, non è con la legge che si indirizzano i cittadini: «Noi non siamo contro le vaccinazioni, riteniamo che costringere i genitori possa produrre l'effetto opposto. Chi è convinto a non vaccinare i figli continuerà ad esserlo perché ancora una volta la politica ha dimostrato che non vuole dialogare con i cittadini. Il Pd ha voluto piantare una bandierina e basta. Aumenta il clima di sfiducia nelle istituzioni e nella politica e loro cosa fanno? Approvano misure coercitive». Cosa fanno? Si permettono di approvare una legge, tornando alle dichiarazioni della Regione Emilia-Romagna, “solo” perché «i bimbi che frequentano delle comunità hanno un maggior rischio di contrarre malattie infettive, rischio che aumenta notevolmente in presenza di basse coperture vaccinali, dal momento che virus e batteri circolano maggiormente. Dunque, è importante vaccinare per proteggere tutti i bambini (in forza della cosiddetta “immunità di gregge), a maggior ragione i più deboli (immunodepressi, con gravi patologie croniche, affetti da tumori): per loro l’unica possibilità di frequentare la collettività è che tutti gli altri siano vaccinati».

 

Bonaccini ha definito a Skytg24 «sconcertante» il voto contrario del M5s.

L’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha indicato il 95% di vaccinati come limite al di sotto del quale la popolazione non sarebbe protetta. In Emilia-Romagna, nel 2015, si arrivava al 93,4%. 

di Vittoria Montesano
 





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