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ESTERI

 

30-11-2016

Infiltrato doppiogiochista nei servizi segreti. Preparava attentato

In Germania l’uomo nei mesi scorsi si era segretamente convertito all’Islam


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Un agente dei servizi segreti doppiogiochista che trama un piano per compiere attentanti nel paese. Non è la trama di un film di spionaggio ma ciò che hanno scoperto gli agenti segreti interni di Colonia. In particolare la spia faceva parte del Bfv, l’Ufficio federale della protezione della Costituzione con sede nella città renana. Le indagini condotte dalla procura di Duesseldorf hanno interessato un uomo di 51 anni di nazionalità tedesca, «bancario e padre di famiglia» che da quattro settimane era tenuto sotto controllo per alcuni comportamenti sospetti rilevati durante una missione che gli era stata affidata. L’uomo doveva fare da informatore sorvegliando le attività delle cellule islamiche attive in Germania.

 

Secondo Der Spiegel l’uomo avrebbe rilasciato una parziale confessione dichiarando che «il suo scopo era quello di infiltrarsi nell’Ufficio federale e raccogliere informazioni per un attentato dinamitardo contro la sua sede principale, nel quartiere Chorweiler di Colonia». Inoltre il 51enne, durante il suo ingaggio, si era segretamente convertito all’Islam tanto che neanche la sua famiglia ne era a conoscenza. Il passaggio alla religione di Maometto era avvenuta in un modo alquanto bizzarro: l’uomo aveva contattato per via telefonica Mohamed Mahmoud, un reclutatore e predicatore salafita che era a Berlino e che ora è tra le fila dell’Isis in Siria, per convertirsi e farsi reclutare tra le sue fila. Il passo falso dell’uomo è stato esprimersi «da estremista» sotto falso nome su internet, un particolare che non è sfuggito agli uomini del controspionaggio.

 

Un episodio che fa riflettere, una tragedia sfiorata che avrebbe avuto un epilogo sicuramente disastroso se i servizi segreti non fossero intervenuti in tempo. Una vicenda che a tratti ricorda quella di due degli attentatori dell’aeroporto di Bruxelles che fecero piombare nel terrore la città belga lo scorso 22 marzo. Il kamikaze Khalid el Bakraoui aveva lavorato proprio nell’aeroporto di Zaventem, mentre l’artificiere che si fece esplodere, Najim Laachraoui aveva lavorato per due mesi come addetto alle pulizie nel Parlamento europeo.  

 

di Clara Pellegrino
 





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