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ESTERI

 

20-12-2016

Attentato Berlino. Merkel sgomenta, ma l’Europol l’aveva avvisata

L’attentato avrà conseguenze sulla campagna elettorale


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Che la Germania, così come la Francia, siano tra i primi Paesi europei a essere sotto il mirino dei terroristi è cosa nota. L’Europol – l’ Ufficio europeo di polizia che gestisce la sicurezza dei cittadini dell’Unione europea - aveva sotto la lente di ingrandimento la Germania, soprattutto dopo i molteplici potenziali attentati sventati in questo mese, ma passati in sordina. Ieri non è andata così. L’attentato avvenuto a Berlino, e rivendicato dal sedicente Stato islamico, è stato portato a termine nonostante l’elevata allerta sicurezza. L’Europol, infatti, aveva avvisato Angela Merkel dell’elevato rischio che correva la Germania durante le feste natalizie.

 

Attraverso il suo portavoce Steffen Seibert, Merkel ha scritto un messaggio su Twitter dove si dice «sgomenta» aggiungendo di essere in lutto per i morti. Un fulmine a ciel sereno per la cancelliera che si apprende abbia ignorato l’allarme lanciato dall’Europol. Già da inizio dicembre, infatti, il coordinatore europeo delle politiche antiterrorismo Gilles de Kerchove aveva alzato il livello di allerta in concomitanza delle festività natalizie e dei tradizionali mercatini natalizi che richiamano molti turisti. In Germania l’indifferenza della Merkel sta suscitando scalpore e indignazione influendo significativamente sulle elezioni che si terranno il prossimo autunno.

 

Uno dei punti principali intorno al quale verte la campagna elettorale già iniziata è l’immigrazione. Appena accertato che l’attentato avvenuto ieri sia di matrice islamica, è facilmente deducibile che il partito anti immigrazione Alternativa per la Germania, già in salita nei consensi, continuerà la sua ascesa. Uno degli artefici dell’attentato consumatosi ieri sera, catturato dalla polizia dopo un tentativo di fuga, è pakistano e viveva in un centro d’accoglienza per richiedenti asilo allestito a Berlino. Anche lui come molti profughi sembra sia arrivato dalla rotta balcanica.   

 

di Clara Pellegrino
 





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