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POLITICA

 

20-12-2016

Il latino da laboratorio delle leggi elettorali. Come nascono Mattarellum, Porcellum e gli altri nomi

Il successo dei finti latinismi si deve a Giovanni Sartori


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Cosa fai per rendere altisonante, accattivante, d’effetto, un termine? Lo proclami in latino. Per aspera ad astra – attraverso le asperità alle stelle –, anche la politica si serve della lingua antica per divulgare i suoi prodotti. Le leggi elettorali, materia ostica per gli elettori, pane duro da masticare e difficile da digerire, hanno nomi, lo avrete notato, latineggianti – ma che non derivano dal latino –, che tanto piacciono alla gente, e ancor di più ai giornali. La trovata fortunata fu di Giovanni Sartori, politologo e sociologo. Fu lui l’inventore del latinorum delle leggi elettorali italiane. Fu lui, in un editoriale pubblicato sul Corriere della sera, a chiamare Mattarellum la legge elettorale proposta da Sergio Mattarella, allora deputato della Democrazia Cristiana,  in vigore tra il 1993 e il 2005. Il nome piacque, e si diffuse. Stampa, tv, radio, politici e popolo iniziarono a chiamare la legge elettorale come Sartori insegnò.

 

Nel 2005, Roberto Calderoli propose un nuovo sistema elettorale proporzionale con premio di maggioranza e liste bloccate, che egli stesso, non troppo soddisfatto, definì «una porcata». Se quello di Calderoli non fu proprio un francesismo, arrivò Sartori con un altro artificiale latinismo. E fu subito Porcellum.  Che poi venne fuori essere incostituzionale. Nel 2013 fu la volta di Consultellum, legge elettorale rimasta in vigore fino all’Italicum (2015). Il renziano nome Italicum punta tutto sul patriottismo, ma evoca disgraziatamente l’Italicus, il treno Roma-Monaco di Baviera colpito da un attentato dinamitardo nel 1974. E non fa rima con Mattarellum, Porcellum e Consultellum: infatti non piacque a Sartori, che rivendicò: «Siccome sono io che ho inventato a suo tempo le etichette Mattarellum e poi Porcellum, oramai mi è venuto il vizio e così provo ancora. Italicum proprio non mi va. Sa di treno. Al momento proporrei Bastardellum. Ma si intende che si può trovare di meglio».

 

Ora, come Mattarella ha fatto presente, per andare alle elezioni servirebbe «un sistema che armonizzi le leggi per l’elezione di Camera e Senato». Che nome latino avrà? Anticinquestellum, come teme Beppe Grillo? Gentilonum, pena la mancata terminazione in -ellum, a Sartori non piacerebbe. Forse proporrebbe Ombrellum: non per mandare tutti a quel paese, ma come metafora del nuovo governo, ombra di quello di Renzi.

 

di Vittoria Montesano
 





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