Missili e fucili, coniugi napoletani in manette per traffico di armi verso Libia e Iran I due avevano rapporti con i sequestratori dei quattro italiani rapiti in Libia - www.Pontilenews.it


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CRONACA

 

01-02-2017

Missili e fucili, coniugi napoletani in manette per traffico di armi verso Libia e Iran

I due avevano rapporti con i sequestratori dei quattro italiani rapiti in Libia


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13.950 M14, un’eliambulanza per uso militare, 3 elicotteri mangusta A129, missili ed elicotteri d’assalto sovietici MI-17. Questa era solo una delle ultime forniture destinata al governo libico provvisorio del 2015. Autori del traffico illecito di armi e mezzi da guerra, non due professionisti trafficanti, ma una coppia originaria di San Giorgio a Cremano che dalla loro cittadina seguivano il commercio verso la Libia e l’Iran. I due coniugi, Mario di Leva e Anna Maria Fontana − ex assessore comunale di San Giorgio a Cremano − sono stati arrestati ieri insieme ad Andrea Pardi, capo della società italiana elicotteri impegnata nella vendita di elicotteri e mezzi convertibili per uso bellico all’estero.

 

L’arresto è arrivato dopo un blitz della polizia tributaria della guardia di finanza di Venezia seguito a un’inchiesta coordinata dal pool anticamorra con a capo il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli e i pm Catello Maresca, Maurizio Giordano e Cesare Sirignano. Il blitz ha coinvolto, oltre alla provincia di Napoli, anche quelle di Roma, de L’Aquila e di Salerno. I due coniugi, convertitisi all’Islam, sono accusati di traffico internazionale di armi. Tra gli indagati ci sono il figlio della coppia Luca di Leva, Mohamud Ali Shaswish, cittadino libico raggiunto da un decreto di fermo ma  al momento irriperibile, e altri due professionisti napoletani che risulterebbero implicati in una mediazione sospetta.

  

Dalle indagini è emerso come la coppia fosse addentrata nel commercio di armi nei paesi libici, tanto da risultare anche nelle intercettazioni che riguardavano il rapimento dei quattro italiani rapiti in Libia, terminata con l’uccisione di Salvatore Failla e Fausto Piano e il rilascio degli altri due ostaggi. Nella conversazione fatta dai due su Whatsapp si legge: «Hey hanno rapito quattro italiani in Libia», messaggio inviato da Mario di Leva al quale la moglie risponde: «Già fatto, notizia vecchia. Sto già in contatto». E ancora, la donna mostra sangue freddo quando parla dei rapitori con i quali avevano avuto rapporti commerciali: «Ce li hanno proprio quelli dove siamo andati noi. Già sto facendo, già sto operando con molta calma e molta cautela». 

di Clara Pellegrino
 





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