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CRONACA

 

05-06-2015

Domenico morto in gita: appurata l’assenza di droghe nel sangue

Gli accertamenti genetici e tossicologici portano a nuove rivelazioni


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Nuove rivelazioni nel caso di Domenico Maurantoni, il diciannovenne padovano deceduto il dieci maggio in seguito ad una caduta dal balcone del quinto piano dell’albergo milanese dove pernottava. Il giovane era ospite con i compagni di classe presso l’hotel Da Vinci per la gita organizzata dal liceo Ippolito Nievo di Padova che frequentava. L’albergo, collocato in Comasina, in via Senigallia del capoluogo lombardo, è un ampio complesso che vanta svariate collaborazioni con le scuole secondarie italiane. L’obiettivo della gita era quello di visitare l’Expo. Domenico avrebbe steso una dettagliata relazione, come sua abitudine in qualità di studente brillante, il giovane difatti si distingueva per la sua passione per lo studio. Il 118 giunto alle 8,30 di mattina di quella domenica nulla ha potuto trovandosi dinanzi il corpo senza vita del ragazzo.

 

Gli accertamenti, inizialmente fatti in sede di autopsia, hanno evidenziato l’assenza di droghe, come da testimonianze dei compagni di classe. Rilevata solo la elevata presenza di alcool nel sangue. Confermato anche il fatto che Domenico non presentasse disturbi psichici che possano lasciar pensare ad un suicidio, ne sono state rinvenute prove che possano portare a questa conclusione. Gli amici e i docenti lo definiscono infatti come un “ragazzo buono, tranquillo e maturo rispetto alla sua età”. In occasione degli accertamenti la polizia ha però riscontrato importanti incongruenze. La più rilevante si evince dai lividi presenti su un braccio, incompatibili con la caduta ma relativi secondo ricostruzione ad un contatto fisico. Dagli ematomi si evince che il giovane, prima di precipitare, sia stato coinvolto in una colluttazione della quale però nessuno dei coetanei ha fatto parola.

 

A distanza di quasi un mese, in seguito ad ulteriori e più approfonditi accertamenti medico legali, sono emersi nuovi dettagli. Il primo particolare rilevato è quello relativo alla diversa corrispondenza di alcool presente nello stomaco e nel sangue. In quest’ultimo si è rilevato quasi un grammo di liquido per ogni litro. Probabilmente perché Domenico non aveva avuto il tempo di metabolizzare il grosso quantitativo alcolico riscontrato. Il secondo fondamentale dettaglio evinto dagli accertamenti è il fatto che sotto le unghie del giovane sono state rilevate delle tracce genetiche. I diversi residui di dna estratti devono essere sottoposti ad approfondite analisi con l’obiettivo di individuare il soggetto col quale Domenico è entrato in contatto prima di precipitare dal balcone dell’albergo. La presenza di materiale organico sotto le unghie del ragazzo potrebbe non coincide con la tesi della caduta incidentale. Seppur esigui sono un ottimo indizio per risalire all’individuo che potrebbe far chiarezza sulle dinamiche effettive dell’accaduto.

 

Al momento gli atti relativi agli accertamenti genetici e tossicologici restano parziali e non sono ancora stati incorporati agli atti sottoscritti dai tre consulenti Luca Sironi, Marzio Capra e Giulio Giovannetti assegnati al caso dal pm Claudio Gittardi impegnato nella coordinazione dell’indagine della Squadra Mobile di Milano. Il prossimo passo dell’inchiesta prevede la comparazione dei residui di dna ricavati dalle unghie di Domenico con il materiale biologico individuato nel corso dell’indagine. Fra questi il dna prelevato da tutti i compagni di classe del diciannovenne. Altre tracce si stanno ricavando dagli ematomi presenti sul braccio del ragazzo. L’insieme di questi elementi devono essere relazionati agli atti per permettere agli inquirenti una ricostruzione totale dell’episodio. Attualmente non è stata ancora depositata presso la Procura il resoconto  parziale strutturato sulle verifiche scientifiche. I consulenti provvederanno al deposito entro questa settimana.

 

La principale ipotesi presunta è che il giovane abbia bevuto sino al momento della caduta e la cosa spiegherebbe perché Domenico presentasse valori alcolici differenti fra sangue e stomaco, quest’ultimo difatti probabilmente non ha avuto il tempo di smaltire il liquido. Il tasso alcolico riscontrato è elevato ma non equivalente a mille, quantitativo necessario alla perdita di coscienza o alla incapacità di intendere. Inoltre si ipotizza che la presenza di dna sotto le unghie sia dovuta al probabile tentativo del giovane di salvarsi dal precipitare dalla finestra. Si suppone infatti che questa sia la prova del fatto che Domenico abbia attuato un ultimo disperato tentativo di salvarsi aggrappandosi ad un altro individuo.

 

Gli ulteriori accertamenti garantiscono la possibilità di inquadrare l’ora nella quale è deceduto Domenico. Al momento i riscontri medico legali permettono di individuare fra le 5,30 e le 7 di mattina l’orario della morte del giovane. Questa tempistica è basata sulle verifiche inerenti all’ultima assunzione alcolica di Domenico evinta dall’autopsia. Si attende per questo dato il deposito della prima parziale relazione sottoscritta dai tre consulenti legali. Altro step preposto dall’indagine è quello di rivedere le dichiarazioni rilasciate dagli ospiti della struttura alberghiera. I presenti dichiarano di non aver udito grida nei corridoi dell’hotel ne particolare caos quella domenica. I compagni di stanza invece affermano di aver visto un uomo sulla cinquantina che si aggirava costantemente sul piano dove alloggiavano gli studenti. Ma di questa affermazione non vi sono riscontri e la cosa combacia con altre incongruenze riscontrate nelle varie dichiarazioni dei liceali. Difatti combacerebbe con una trovata omertosa dell’intero gruppo per distogliere l’attenzione dai responsabili.

 

In seguito al deposito della relazione firmata dai tre consulenti gli inquirenti avranno la possibilità di ricostruire in modo dettagliato l’effettiva dinamica della caduta dalla finestra dell’albergo del giovane, rivelatasi non accidentale. Il tipo di caduta è denominata “a piombo” ed è avvenuta in posizione parallela alla parete dello stabile. L’incongruenza risiede nel fatto che Domenico sia caduto di spalle secondo le ricostruzioni attuali, cosa che dimostrerebbe di essere stato spinto. L’inchiesta si concentra sull’osservazione degli atteggiamenti insoliti rilevati in Domenico e nei suoi compagni di scuola durante le ventiquattrore che precedono la caduta del giovane. Molti particolari restano sconosciuti, ma le indagini non tarderanno a risolvere gli interrogativi rimanenti in quanto legati in parte al materiale organico reperito sulla scena e sul corpo del giovane. Questi dettagli sono infatti relazionabili alle altre incongruenze riscontrate. Secondo gli inquirenti non è da escludere ne l’ipotesi dello scherzo terminato in tragedia ne quella relativa ad una probabile colluttazione finita in disgrazia.

 

Inoltre quando il corpo del giovane è stato ritrovato dall’imbianchino dell’albergo Mohamed M., intervenuto sia a “Quarto Grado” che “A chi l’ha Visto”, non indossava ne mutande ne pantaloncini ma solo la canottiera. Entrambe gli indumenti erano di fianco al corpo privo di vita del ragazzo. Domenico era sdraiato sul fianco in una pozza di sangue. La cosa strana è che gli indumenti fossero sporchi mentre il giovane non presentava gli stessi residui di terra. L’ipotesi è quella di un atto di bullismo terminato in tragedia.

 

Nel frattempo sui social network si è diffuso l’invito rivolto a tutti ad accendere una candela quale gesto di saluto in memoria del diciannovenne. Il gruppo denominato “Vogliamo verità e giustizia per Maurantonio Domenico” che ha organizzato l’evento virtuale, ha fissato nella data di mercoledì dieci giugno, nella mezz’ora fra le 21,30 e le 22, l’accensione delle candele virtuali, esattamente allo scoccare di un mese dalla scomparsa del giovane.

 







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