Omicidio Ilaria Alpi, aperto un nuovo fascicolo dopo anni di depistaggi Si ricomincia da capo con lo stesso interrogativo: chi ha ucciso Ilaria Alpi e Miran Hrovatin? - www.Pontilenews.it


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CRONACA

 

17-02-2017

Omicidio Ilaria Alpi, aperto un nuovo fascicolo dopo anni di depistaggi

Si ricomincia da capo con lo stesso interrogativo: chi ha ucciso Ilaria Alpi e Miran Hrovatin?


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20 marzo 1994, guerra civile somala. In un contesto di disordine sociale autoctono e internazionale, cadono vittima di un agguato a Mogadiscio Ilaria Alpi – inviata del Tg3 – e il suo operatore Miran Hrovatin. Da quel giorno, e per 23 lunghi ed estenuanti anni, la domanda è una sola: chi li ha uccisi? Difficile già allora, quasi impossibile sembrerebbe oggi dopo così tanto tempo trovare una risposta. Sono stati anni di depistaggi, di sparizioni di prove, di anomalie, di commissioni di inchiesta nominate ad hot per risolvere il caso ma che, di fatto, hanno allungato i tempi e aumentato i dubbi. Ilaria e Miran sono stati uccisi perché stavano indagando su un traffico di rifiuti tossici e armi di respiro internazionale che li ha resi testimoni da eliminare. Questa la più accreditata delle ipotesi, che allora come oggi è avallata dai taccuini di Ilaria, da sempre al vaglio e sotto l’occhio degli inquirenti. Ma qualcosa non torna e sin da subito tale ipotesi è stata accompagnata da un’altra via aperta dai colleghi di Ilaria: è stato un omicidio casuale, ai giornalisti era stato dato l’ordine di stare attenti, Ilaria e Miran non l’hanno rispettato. 

 

Per l’omicidio della giornalista e del suo operatore, nel 2000 finì in carcere un cittadino somalo: si tratta di Hashi Omar Assan, tradito da un connazionale, Ahmed Ali Rage detto “Gelle”, che lo riconobbe come autista del commando di assassini di Ilaria e Miran. Il presunto colpevole venne condannato a 26 anni di reclusione, scontandone però solo 16, poiché Gelle ammise di aver dichiarato il falso sotto la pressione degli italiani che, avendo fretta di chiudere il caso, gli avevano offerto denaro e fuga dalla Somalia in cambio della sua testimonianza. Hassan è stato assolto lo scorso 19 ottobre in via definitiva dai giudici di Perugia, i quali hanno espresso sconcerto sulle modalità di gestione del teste Gelle, lasciato nel frattempo volare a Londra dove è stato rintracciato dalla trasmissione Chi l’ha visto nonostante il personale di Polizia lo tenesse in custodia in Italia. 

 

Ed è su questo punto che il caso di Ilaria e Miran si riapre. La procura di Roma ha aperto un nuovo fascicolo, partendo dalle anomalie legate alla gestione del testimone Gelle evidenziate dalla Corte d’Appello di Perugia. I reati ipotizzati – per ora contro ignoti – sono falso in atto pubblico, favoreggiamento e calunnia. A sollecitare l’apertura di un nuovo fascicolo, affidato dal procuratore Giuseppe Pignatore al sostituto Elisabetta Ceniccola, la madre di Ilaria Alpi, Luciana, con il sostegno dell’avvocato di famiglia Domenico D’Amato. Si ricomincia da capo, ma con lo stesso interrogativo: chi e perché ha avuto interesse a soffocare la verità cercando di nascondersi dietro a un colpevole di comodo?

di Serena Gazzaneo
 





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