Ostia. Ultimo incontro con i protagonisti di Nanneò, il concorso-spettacolo dedicato a Mia Martini Intervista a Roberta Percoco, Erica Bianchi e Luna Aiello, tre fra gli otto concorrenti che si esibiranno al concorso-spettacolo il 21 e il 22 marzo - www.Pontilenews.it


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15-03-2017

Ostia. Ultimo incontro con i protagonisti di Nanneò, il concorso-spettacolo dedicato a Mia Martini

Intervista a Roberta Percoco, Erica Bianchi e Luna Aiello, tre fra gli otto concorrenti che si esibiranno al concorso-spettacolo il 21 e il 22 marzo


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A Ostia, presso il teatro Nino Manfredi, il 21 e il 22 marzo alle 21:00, andrà in scena il concorso-spettacolo curato dalla Start Promoting Entertainment di Mario Christos Marcello dedicato a Mia Martini, Nanneò. Otto concorrenti rivisiteranno otto brani (sconosciuti ai più) della grande Mimì che gli organizzatori del concorso hanno attribuito loro. Vi abbiamo già presentato le due band in gara, i The Rode e Il Bar della stazione, e i primi tre concorrenti, tutti di Ostia: Dario Emiliani, Alessandra Pallara e Anna Partini. Oggi vi proponiamo un ultimo incontro con i protagonisti di Nanneò (prima di ritrovarli sul palco, ovviamente). Abbiamo intervistato per voi Roberta Percoco, Erica Bianchi e Luna Aiello.

 

Roberta Percoco, 23 anni, Focene

Cos’è per te il canto?

Uno sfogo.

Cosa hai bisogno di sfogare?

Un lavoro che non mi piace, faccio la barista. Ma è l’unica cosa che è uscita fuori al momento. Ma vorrei lavorare con il canto.

E hai partecipato già a dei concorsi canori?

Quattro anni fa ho provato a entrare a X Factor, ma non ci sono riuscita. Ora c’è Nanneò. Non immaginavo nemmeno di superare le selezioni.

A questo proposito, tu hai scritto nelle tue note biografiche: «Associo le canzoni a periodi precisi della mia vita». Con quale canzone ti sei presentata alle selezioni di Nanneò? Perché?

Ho portato At last di Etta James. È la canzone con cui mi sono esibita per la prima volta a un saggio della scuola, avevo 17 anni. Da quel momento l’ho sempre usata nel mio repertorio.

A Nanneò canti invece La sola verità, di Mia Martini, del 1990. Come affronti la canzone?

La canzone mi piace molto, e devo dire che Mia Martini in generale mi piace. Ho sempre lasciato perdere il suo repertorio non perché non mi piaccia, ma perché Mia Martini aveva alle spalle una storia molto particolare, e se su certe cose non ci passi non riesci a interpretarle a 20 anni. Non mi sono mai presentata su un palco con una sua canzone perché non credevo di esserne all’altezza.

E come stai affrontando, ora, questa difficoltà interpretativa?

Sarà una bella sfida. Io poi sono timida, e l’esperienza di X Factor era per me proprio una prova per combatterla, per esempio. Ora sto studiando la canzone e spero di fare arrivare il messaggio che porta con sé.

Perché partecipi a Nanneò?

Innanzitutto mi è sembrata un’atmosfera “semplice”: le persone che ci sono dietro all’organizzazione sono umili e alla mano, carine. Mi hanno messo subito a mio agio. Non mi aspetto nulla di particolare dalla partecipazione a Nanneò. Già il provare a interpretare un brano cercando di trasmettere davvero qualcosa per me è un traguardo. Non voglio fare le cose come ho sempre fatto…

Cioè?

A pappardella, a memoria, e finisce là. Voglio regalare un’emozione a chi mi ascolta ed emozionarmi. E imparare da questa esperienza.

 

Erica Bianchi, 17 anni, Pomezia

Hai partecipato a numerosi concorsi e hai vinto numerosi premi. C’è un’esperienza in particolare che ti porti nel cuore?

Nonostante non abbia passato le selezioni per arrivare in finale ricorderò per sempre l’esperienza di Una voce per Sanremo dopo aver vinto in un concorso la possibilità di accedervi. Ricorderò il viaggio, l’Ariston e quelle audizioni. Tra l’altro avevo portato una canzone di Mia Martini, Notturno. Questa esperienza risale a tre-quattro anni fa.

Come sei venuta a conoscenza del concorso Nanneò?

Navigando su Internet, ho visto il bando su Facebook. Quando ho letto “concorso-spettacolo” mi si sono illuminati gli occhi e mi sono detta che avrei voluto provarci.

Ti piace esibirti?

Sì, mi piace stare sul palco, mi sento a casa mia. Mi sento di poter fare qualsiasi cosa quando sono sul palco.

E cosa ti aspetti da questo concorso?

Mi aspetto di crescere artisticamente confrontandomi con altre persone. Credo di poter dare qualcosa a loro, e che loro possano dare artisticamente e tecnicamente qualcosa a me. Credo che la cosa più importante di ogni concorso sia fare esperienza.

Ho letto che consideri tuo zio Alfredo Totti una figura davvero importante per il tuo percorso.

Sì, assolutamente. Prima di essere il mio maestro di canto lui è prima di tutto, per me, un maestro di vita. Lui c’è sempre e mi dà sempre consigli utili.

Qual è il consiglio più utile che ti ha dato?

Che per qualsiasi cosa faccia devo fermarmi un attimo e ragionare bene, e valutare tutte le opzioni che ho di fronte, per poi scegliere con il cuore.

Tu canti Fiore di melograno, di Mia Martini, del 1976. C’è un passo della canzone che ti colpisce particolarmente?

Mi piace moltissimo il ritornello, a livello di melodia. C’è un gioco di controcanti, di cori, rimanda un po’ alle melodie celtiche, con i suoi tamburi secchi. Ho pensato subito: «Questa è mia».

E a livello testuale?

Mi piace molto quando dice «non ho mai sopportato la mia gente dove c’è sempre chi ti fa la spia». Essendo un’adolescente e frequentando situazioni in cui i ragazzi sparlano e spettegolano mi ci ritrovo.

 

Luna Aiello, 16 anni, Ostia Antica 

Cosa ti aspetti dalla partecipazione al concorso Nanneò?

È il primo concorso a cui partecipo, quindi mi aspetto innanzitutto una crescita personale: il fatto di confrontarmi con altri ragazzi mi porterà sicuramente a una maturazione. Anzi, credo di essere cresciuta già dal primo incontro con gli altri, avendo avuto la possibilità di incontrare canzoni che non avevo mai ascoltato, anche se Mia Martini un po’ la conoscevo già.

Ti è stata assegnata la canzone Bambolina, del 1982, scritta dalla stessa Mia Martini, la quale dice del testo: «”Bambolina” è riferito a mia madre, ed è una storia di follia molto triste. Ho immaginato questa madre, che è stata una donna di una bellezza sconvolgente, che non riesce ad accettare né il fatto di invecchiare, né il fatto di essere madre, né il fatto di essere moglie di mio padre». Qual è il tuo rapporto con questa canzone? Sei riuscita a farla tua? È una canzone impegnativa.

È una canzone molto impegnativa, e ti dico sinceramente che un riscontro nella mia vita con questa canzone non c’è. Però quello che il mio insegnante di musica mi suggerisce sempre è di entrare nelle canzoni e farle mie anche se parlano di esperienze che non si sono mai vissute davvero. Ed io riesco comunque a immedesimarmi in un personaggio, probabilmente anche perché ho studiato teatro. Con questa canzone voglio lasciare il messaggio che Mia Martini voleva che fosse, non voglio snaturarla: di fondo c’è il rispetto per l’artista prima di tutto.

Cosa pensi dei talent show? Parteciperesti a un programma televisivo?

C’è stato un momento in cui ero molto molto convinta di partecipare a un talent, ma ora non più.

A quale momento della tua vita ti riferisci in particolare?

A un anno fa circa, ero molto convinta. Pensavo: “Appena compio 16 anni vado”. Poi però ci ho ragionato e ho capito che prima di iniziare un percorso del genere vorrei vivermi un po’ di più la musica. Vorrei fare più esperienze. E magari potrei scoprire che non c’è nemmeno bisogno di partecipare a un talent.

E pensi che sia difficile emergere?

Credo di sì. Però quando uno vuol fare arrivare un messaggio, alla fine il messaggio arriva.

E tu come vuoi fare arrivare il tuo messaggio? Ci sono molti giovani, o anche giovanissimi, che scelgono oggi di emergere attraverso YouTube, per esempio. Tu sicuramente partecipando a Nanneò hai deciso di metterti in gioco. Ma hai già anche altre idee?

Ora voglio dedicarmi solo a questo. Credo che fare le cose un po’ alla volta sia il modo giusto per farle bene.

Ti ispiri a qualcuno quando canti? Ti piacerebbe collaborare con qualcuno in particolare?

Mi ispiro in generale al cantautorato italiano, e in particolare a Tenco: la canzone che ho scelto per partecipare alle selezioni di Nanneò è sua. Un artista con cui avrei voluto collaborare è proprio Tenco, se avessi potuto. Solo l’idea di stare a un tavolino con lui a scrivere una canzone… Sì, sarebbe stato bellissimo.

 

In foto, da sinistra verso destra, Roberta Percoco, Erica Bianchi e Luna Aiello nella redazione di PontileNews.

di Vittoria Montesano
 





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