‘Pino Daniele. Il tempo resterà’: il film di Verdelli nelle sale dal 20 marzo Un ritratto del cantautore napoletano costruito attraverso immagini inedite e testimonianze - www.Pontilenews.it


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CULTURA

 

15-03-2017

‘Pino Daniele. Il tempo resterà’: il film di Verdelli nelle sale dal 20 marzo

Un ritratto del cantautore napoletano costruito attraverso immagini inedite e testimonianze


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Emozionante e avvolgente come le sue canzoni e quell’inconfondibile timbro vocale. Non disattende le aspettative il docu-film di Giorgio Verdelli «Pino Daniele. Il tempo resterà» che attraverso una straordinaria serie di immagini inedite, performance musicali, stralci di interviste e testimonianze di amici e colleghi ricostruisce la carriera artistica del cantautore partenopeo dagli esordi negli anni ’70 con Na tazzulella e café sino alle ultime esibizioni. Una storia in cui Claudio Amendola, suo grande fan, presta la voce alla narrazione, ma le canzoni e le parole di Pino Daniele sono il filo conduttore che si lega saldamente ai luoghi più amati della sua Napoli, ripercorsi dal regista e dagli altri componenti di Napoli Centrale su un autobus guidato da Enzo De Caro e battezzato Vaimò, come lo storico tour dell’81.

 

«Il lavoro di ricerca di immagini di repertorio è stato reso possibile grazie alla grande disponibilità dei figli di Pino e di Fabiola Sciabbarrasi, mentre Alessandro Daniele ha partecipato alla realizzazione. Ho cercato di non battere sentieri  troppo battuti, anche con scelte musicali inconsuete, da ‘Schizzechea with Love’ a ‘Che te ne fotte’, e ho evitato qualsiasi accenno biografico diverso dalla musica», ha spiegato Verdelli che grazie alla sua profonda conoscenza del cantautore e a un lungo e paziente lavoro di ricerca tra gli archivi è riuscito a realizzare un ritratto inedito che ne evidenzia la grande umanità e umiltà e spiega il suo rapporto intenso con Napoli.

 

Video musicali rigorosamente live e attinti soprattutto dai concerti di Pescara del 1980 e di Roma alle Terme di Caracalla del 1992, si alternano a scorci di Napoli che sembrano avere impressa la sua musica su ogni pietra e persino nell’aria. E in quest’alternanza di sequenze si riesce a capire quanto Napoli, anzi Napulè, e Pino Daniele siano imprescindibili l’uno dall’altro, perché se la città l’ha creato, lui le ha dato una voce così forte da varcare i confini locali e riuscire a far breccia soprattutto sui giovani provenienti, indistintamente, da tutte le regioni d’Italia. Scorrono poi le immagini di Pino Daniele che duetta con grandi artisti italiani, tra i quali Pavarotti, la Mannoia, Jovanotti e Ramazzotti, assieme alle testimonianze di quanti lo hanno ammirato come Ezio Bosso che ne esalta l’umiltà e Vasco Rossi o di quanti hanno lavorato con lui come Giorgia. Merito del regista è anche quello di dare gran risalto alla sua immagine di musicista internazionale dando spazio a foto e riprese con Pat Metheney, Eric Clapton, Phil Manzanera per arrivare sino alla collaborazione con artisti africani.

 

Ci sono poi immagini rare come quelle girate durante il grande concerto di piazza del Plebiscito nel 1981 arricchite dal racconto dell’amico di infanzia, Peppe Lanzetta, che ricorda di averlo cercato a concerto finito e di averlo poi ritrovato da solo su un pullman, ancora incredulo e emozionato per il grandissimo successo ottenuto. Una delle scene più intense del film, però, si consuma quando a luci soffuse, nella sua abitazione, fa sentire per la prima volta all’amico Massimo Troisi una versione ancora in stato embrionale di Quando, canzone che compone per il film Pensavo fosse amore e invece era un calesse. Ma i momenti commoventi a volte lasciano il posto anche a scene divertenti come quella in cui Tullio De Piscopo, dentro un bar, improvvisa un assolo con un piattino e un cucchiaino.

 

Che il film sia ben riuscito lo dimostra la profonda commozione che James Senese, Tullio De Piscopo, Joe Amoruso e Tony Esposito, protagonisti anche loro della grande storia artistica di Pino Daniele, hanno manifestato ieri mattina dopo la presentazione del film alla stampa, tenutasi presso la Casa del Cinema di Roma. Tullio De Piscopo ha raccontato che Pino Daniele era riuscito a valorizzare le loro capacità dando spazio agli assoli dei suoi musicisti e quindi un pezzo di tre minuti durante un concerto poteva arrivare a durarne anche 12. Commovente il ricordo di Senese che lo descrive come l’anima del gruppo: «Pino adesso è rimasto nella mia anima. Pino sta qua, voi non lo vedete io lo vedo». Per Amendola, grande fan di Pino, il suo punto di forza era stato quello di  "dar vita ad un sound inedito in Italia e ad una band leggendaria, di cui tutti noi ammiravamo e conoscevamo ogni componente proprio come accadeva per le grandi band internazionali, dai Queen ai Doors. Una cosa che non è successa a nessun altro artista italiano".

 

Il film uscirà in circa 300 sale cinematografiche il 20, 21 e 22 marzo ma verrà presentato in anteprima al Teatro San Carlo di Napoli il 19, giorno del compleanno di Pino. Non esclude, però, Verdelli che tra qualche tempo  il film possa entrare in un circuito internazionale attraverso qualche festival. E noi ce lo auguriamo perché merita di essere visto anche se tra le tante emozioni che scatena c’è il grande rammarico di aver perso un artista che poteva dare ancora tantissimo alla musica. 

 

di Stefania D'Agostino
 





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