'Planetarium': al cinema ombre, illusioni e fantasmi. 'Più espressionismo, come Sorrentino' Rebecca Zlotowski e Louis Garrel a Roma per la presentazione del film con Natalie Portman all'interno della rassegna 'Rendez-Vous' - www.Pontilenews.it


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CULTURA

 

07-04-2017

'Planetarium': al cinema ombre, illusioni e fantasmi. 'Più espressionismo, come Sorrentino'

Rebecca Zlotowski e Louis Garrel a Roma per la presentazione del film con Natalie Portman all'interno della rassegna 'Rendez-Vous'


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Laura (Natalie Portman) e Kate (Lily-Rose Depp) sono due sorelle americane che praticano sedute spiritche. A Parigi, durante il loro tour europeo, incontrano Andrè Korben, rinomato produttore cinematografico francese. Korben decide, per gioco, di sottoporsi a una seduta spiritica privata con le due ragazze e, profondamente colpito da tale esperienza, offre loro di girare il primo vero film che dimostri l'esistenza dei fantasmi. Questo è Planetarium, presentato a Roma, all'interno della rassegna cinematografica sul cinema francese 'Rendez-Vous', dalla regista Rebecca Zlotowski e dal bel teneboroso Louis Garrel (The Dreamers, Mon Roi).

 

«Il film nasce con l'idea di approfondire il tema delle ombre, delle illusioni, dei fantasmi. "Al buio si vedono più cose”, diceva qualcuno. In questo senso mi ha affascinato da subito l'idea di raccontare una storia che avesse a che fare con lo spiritismo e ho così giocato anche con la macchina da presa, tentando di nasconderla, ma allo stesso tempo di utilizzarla per mostrare l'invisibile», afferma la regista parigina. Nel cast, oltre al già citato Garrel nei panni di un buffo attore alcolizzato - «per me è un attore comico più che drammatico, ma in molti non lo hanno ancora compreso», sostiene l'autrice – è presente Natalie Portman reduce dalla candidatura agli Oscar per Jackie. «Ho conosciuto Natalie circa dieci anni fa e ho sempre coltivato il desiderio di lavorare con lei. Le ho proposto il ruolo e lei ha accettato prima che la sceneggiatura fosse completata. C'è un'espressività nella sua recitazione che è molto differente dalla recitazione francese. Con lei l'attore diventa quasi co-autore del film, e per me la cosa è eccitante e complementare al mio ruolo». Nonostante i rimandi alle tematiche politiche del tempo – il film è ambientato negli anni '30 e tocca, tra le altre cose, anche l'antisemitismo – l'atmosfera che si percepisce in Planetarium è di perpetua sospensione onirica, una bolla di sapone fragile e pericolante, all'interno della quale si muovono i personaggi costantemente ignari di ciò che accadrà loro. In questo senso l'opera della Zlotowski si discosta molto dal cinema naturalista francese – tra i produttori vi sono anche i fratelli Dardenne – e rimanda invece a una messa in scena espressionista, che punta con forza sulla potenza delle immagini e sulla centralità della finzione. A confermare ciò è lo stesso Garrel con parole di elogio per il cinema italiano: «Il linguaggio naturalista è ormai utilizzato da tutti in Francia. Al cinema naturalista preferisco quello espressionista. In Italia, ad esempio, avete Sorrentino con le sue immagini di incredibile impatto».

 

L'autrice di Belle Epine (2010) e Grand Central (2013) si è poi soffermata sulla necessità personale di realizzare questo film, così come sulla propria concezione di cinema: «Ero affamata, avevo voglia e necessità di girare un nuovo film. Le riprese dei miei primi due lavori sono durate poco, sentivo quindi il bisogno di spingermi ancora oltre, di approfondire il rapporto con gli attori, di trasportarli verso una trance fisica. E spero di esserci riuscita», aggiungendo poi che «il cinema è una testimonianza non di ciò che vive, ma di ciò che scompare». In uscita nelle sale italiane il 13 aprile, Planetarium è stato presentato, fuori concorso, alla 73esima edizione del Festival di Venezia

di Giorgio Federico Mosco
 





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