Vip nel mirino dell’Isis? Qualcosa sta cambiando La minaccia su un biglietto rinvenuto sul luogo dell’attacco al Borussia Dortmund. Potrebbe trattarsi di una cellula tecnologicamente più evoluta - www.Pontilenews.it


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ESTERI

 

13-04-2017

Vip nel mirino dell’Isis? Qualcosa sta cambiando

La minaccia su un biglietto rinvenuto sul luogo dell’attacco al Borussia Dortmund. Potrebbe trattarsi di una cellula tecnologicamente più evoluta


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«Tutti gli attori pagani, i cantanti, gli atleti ed altre celebrità in Germania ed in altre nazioni crociate sono sulla lista di morte dello Stato Islamico». È questo il contenuto del biglietto ritrovato sul luogo dell’attacco al pullman della squadra di calcio tedesca del Borussia Dortmund. Sono i vip il nuovo obiettivo del terrorismo di matrice islamista, che continuerà a mietere vittime – come si legge sul biglietto – «fino a quando non saranno rispettate le seguenti condizioni: ritirare i Tornado dalla Siria, chiudere la base aerea di Ramstein». Gli esperti di intelligence, però, sollevano dubbi importanti sull’origine dell’attacco.

 

Lo cautela che permea l’intera dinamica dell’episodio è dovuta a due ragioni: il dichiarato cambio di obiettivo e la natura dell’ordigno usato per colpire la squadra tedesca. I terroristi hanno sempre puntato ad ambienti affollati, al fine di punire il maggior numero possibile di “infedeli occidentali”. Atleti e personaggi dello spettacolo erano stati finora solo un mezzo per colpire i grandi luoghi di incontro frequentati da gente comune: tragici simboli del modus operandi terroristico sono il locale francese Bataclan e lo Stade de France durante gli attentati di Parigi del novembre 2015. Se l’attentato al bus del Borussia Dortmund fosse di matrice islamista, la Germania dovrebbe fare i conti con una cellula terroristica nuova, più sofisticata nella forma e nei metodi, che ha scelto un’altra (delle tante) modalità ordinate dal Califfato per eseguire stragi. Al momento ci sono solo due sospettati per la mancata mattanza: un iracheno, arrestato ieri pomeriggio, e un altro uomo di nazionalità tedesca tuttora ricercato. I loro nomi sono associati agli stessi ambienti islamisti frequentati da Anis Amri, l’attentatore tunisino di Berlino.  

 

La tipologia dell’ordigno pone altri freni all’individuazione dell’origine dell’attacco. È stato fabbricato da mani esperte e conteneva esplosivo militare convenzionale misto a chiodi, metodo di stampo anarchico che apre la strada alla possibilità del “terrorismo interno”. Come riporta Il Messaggero, una seconda rivendicazione dell’attentato è arrivata tramite Twitter dal gruppo Antifa, collettivo antifascista internazionale di ispirazione comunista, anarchica e socialista libertaria, che si oppone all’ascesa dell’estrema destra alle prossime elezioni tedesche. Il bus del Borussia Dortmund – secondo quanto si legge nella rivendicazione – è stato attaccato perché la squadra non si impegna abbastanza per fronteggiare razzisti, nazisti e populisti di destra. Ma la magistratura federale tedesca è cauta sull’ipotesi di terrorismo interno, poiché lo spettro della matrice islamista aleggia anche sulla tipo di bomba utilizzato. Da San Pietroburgo al bus della squadra di calcio tedesca, infatti, i terroristi hanno sperimentato una tecnica che supera la modalità kamikaze. Non più uomini pronti ad immolarsi o a farsi uccidere, ma ordigni comandati a distanza che ne rendono superflua la presenza.  

 

Le indagini sull’attentato al Borussia Dortmund proseguono con prudenza. Ancora troppe le piste da analizzare, tutte con la stessa accuratezza. La matrice islamista, però, resta la più probabile per i tedeschi, che potrebbero trovarsi a fronteggiare una cellula terroristica tecnologicamente più avanzata e più evoluta rispetto ai terroristi “tradizionali” che hanno attaccato Bruxelles, Nizza, Londra e Berlino. 

di Serena Gazzaneo
 





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