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CULTURA

 

20-04-2017

È il compleanno della Nutella: gli spot che hanno fatto la storia

La crema di nocciole e cacao compie 53 anni. Gode di ottima salute, nonostante l’allarme olio di palma


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Correva l’anno 1964: giorno 20 aprile, il primo barattolo di Nutella usciva dalla fabbrica di Alba (Cuneo). Sono passati 53 anni, ma la crema spalmabile prodotta dall’industria dolciaria Ferrero, a base di nocciole e cacao, non sembra invecchiata di un minuto. Il suo elisir di lunga vita è un successo planetario, sancito dal marchio distintivo del suo gusto inconfondibile. Il nome, che è cambiato nel corso degli anni, è il suo biglietto da visita: nel 1946 è conosciuta come Pasta Giandujot, chiaro richiamo al suo ingrediente principale; nel 1951 si trasforma in SuperCrema. Ma gli ottimi risultati raggiunti a livello di vendite spingono la Ferrero nella direzione dell’internazionalizzazione del prodotto, iniziando proprio dal nome: la crema si trasforma nel 1964 definitivamente nel marchio Nutella, da “nut” (nocciola, in inglese) addolcito dal suffisso più orecchiabile -ella.

 

Da goloso alimento, la Nutella si è tramutata sin dalle origini, negli anni Sessanta, in fenomeno di costume. Ad imprimere la crema al gianduia nell’immaginario collettivo mondiale ci hanno pensato gli spot, che di anno in anno hanno scritto la storia di un mito tutto italiano, proponendo novità – nel design dei barattoli, soprattutto – e crescente volontà di adeguamento alle mode e agli stili di vita. 

 

Un gusto genuino per una merenda sicura. Negli anni Sessanta, ci pensa Carosello a delineare il profilo “casalingo” di Nutella, con una pubblicità che vede protagonisti i bambini nell’atto di spalmare la crema della Ferrero su diversi tipi di pane. Siamo ancora lontanissimi dalla bufera alimentata dai venti dell’olio di palma, il prodotto gode di una crescente fama che si consolida attorno a figure familiari di riferimento. Nello spot di Carosello il centro è la madre dei bambini, intenta ad elencare le proprietà nutritive della Nutella, merenda sicura e rassicurante.  

 

Il Gigante Amico e Jo Condor. Nel 1971, il protagonista televisivo per eccellenza è sempre Carosello e a dare un volto amico alla Nutella ci pensano i due eroi tv del momento: il Gigante Amico richiamato da un coretto per salvare il villaggio terrorizzato dall’uccellaccio Jo Condor. La réclame (per usare il linguaggio dell’epoca), lanciata dai due personaggi, continua il filone inaugurato negli anni Sessanta. «Ti ricordi, mamma? Ieri tua mamma ti dava Nutella e oggi tu la dai al tuo bambino», recitava il comunicato ufficiale, ancora una volta pretesto per elogiarne le proprietà semplici e genuine con la voce dei membri della tipica famiglia italiana. Nello stesso periodo, la Ferrero lancia anche un nuovo barattolo, il vasetto “Pelikan”, da 400 grammi, che nel nome richiama i diffusissimi boccetti d’inchiostro per le penne stilografiche. 

 

“La crema da spalmare che ha più amici nel mondo”. Negli anni Ottanta, la Nutella è ormai colazione e merenda più famose del mondo. Gli spot sottolineano come quel processo di “internazionalizzazione” sia cosa fatta e riuscita con successo. Testimonial sono sempre i bambini, di nazionalità diverse, ciascuno sorridente e pronto a gridare nella propria lingua: «Nutella è buona», «Nutella is very good», «Nutella ãr god».  

 

Speedy Gonzales & Co. Nel 1991,i bicchieri della Nutella si animano: arrivano i personaggi della Warner Bros, capeggiati da Speedy Gonzales, che lanciano – oltre alla nuova collezione di barattolini in vetro – anche i primi gadget (come le spillette a tre dimensioni con i personaggi dei cartoni animati). Se avete ancora un bicchiere con l’immagine di Speedy Gonzales che sorride con sguardo beffardo, tenetevelo stretto. I collezionisti farebbero follie. 

 

Lo scandalo olio di palma. Cacao, nocciole, zucchero, latte e… olio di palma.Quest’ultimo, tra gli ingredienti della Nutella e di moltissimi altri prodotti, ha generato il caos nel 2015, quando ha iniziato a diffondersi la voce – poi giudicata priva di base scientifica – della sua dannosità per l’uomo e per l’ambiente. Aziende come la Barilla reagiscono con un dietrofront immediato, togliendo l’olio vegetale dai propri cibi. “Senza olio di palma” a lettere cubitali inizia a comparire sulle confezioni, ma le vendite continuano ad abbassarsi, preda di quella strategia del terrore in filo spinato costruita attorno all’olio vegetale. A pagarne le spese è soprattutto la Nutella, ma la Ferrero decide di non soccombere all’allarme e – complice l’anniversario dei 70 anni dalla nascita dell’azienda – risponde con una campagna di difesa che trasforma lo svantaggio in un punto di forza: lo spot, che ripercorre la storia della Ferrero, culmina con un messaggio: «Il nostro olio di palma è sicuro», in quanto conforme agli standard fissati dall'agenzia Europea per la sicurezza degli alimenti. Da deterrente, lo scandalo si trasforma in assist perfetto per la Ferrero, che può ribadire come “genuinità, salute e sicurezza” siano stati, da sempre, tratti distintivi dei loro prodotti. Tra allarmi e allarmismi, una cosa è certa: dopo 53 anni di vita splendente, i consumatori hanno temuto di dover davvero immaginare «che mondo sarebbe senza nutella».

di Serena Gazzaneo
 





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