Cellulari e tumori. Quando i giudici tolgono la toga e vestono i panni di scienziati La scienza non ha mai confermato la relazione tra l'insorgenza di tumori e le onde elettromagnetiche. Il tribunale sì - www.Pontilenews.it


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CRONACA

 

21-04-2017

Cellulari e tumori. Quando i giudici tolgono la toga e vestono i panni di scienziati

La scienza non ha mai confermato la relazione tra l'insorgenza di tumori e le onde elettromagnetiche. Il tribunale sì


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Da oggi in poi, nelle aule di tribunale, alla dicitura La legge è uguale per tutti sarebbe bene aggiungere l’inciso “e non tiene conto delle nozioni scientifiche”. L’ultima sentenza — risalente al 30 marzo scorso ed emessa dal giudice Luca Fadda del tribunale di Ivrea — ha infatti riconosciuto il legame tra lo sviluppo del tumore al cervello e l’uso del cellulare. Il caso riguarda un dipendente della Telecom ammalatosi di cancro durante i 15 anni che ha trascorso nell’azienda,. Secondo la sentenza emessa dai giudici, a causargli il cancro è stato il contatto con il dispositivo mobile per oltre 3 ore al giorno. Ora l’Inail è obbligata a pagargli per tutta la vita una rendita vitalizia come rimborso per il danno causatogli dal proprio lavoro.

 

La sentenza ha innescato non poche polemiche a causa della scarsa aderenza con gli studi scientifici che non hanno mai confermato un legame diretto tra onde elettromagnetiche e l’insorgenza di tumori. La scienza si espresse a riguardo già alla fine degli anni Settanta, quando la dottoressa Nancy Wertheimer e il dottor Ed Leeper cominciarono a studiare le conseguenze dei campi elettromagnetici sui bambini che abitavano nei pressi di linee elettriche ad alto voltaggio. I due ricercatori avevano infatti notato un’alta incidenza di leucemie e di alterazioni del sistema nervoso nei bambini in questione. In più di quarant’anni la scienza ha esplorato orizzonti prima sconosciuti, realizzando ricerche molto più approfondite che, però, non hanno chiarito in pieno come, e se, possano intercorrere relazioni tra le onde elettromagnetiche e gli organismi a loro esposti.   

Sulla pagina dell’Airc — Associazione italiana per la ricerca sul cancro — si legge come sia «ormai scientificamente assodato che i campi elettromagnetici interagiscono con i tessuti biologici». L’effetto che le onde elettromagnetiche hanno sul corpo umano è il riscaldamento che è direttamente proporzionale alla frequenza delle onde che ci circondano. Normalmente i livelli a cui siamo esposti non sono abbastanza rilevanti per far sottendere una relazione tra essi e la generazione di tumori nell’uomo. Inoltre, non sono noti gli effetti che l’esposizione prolungata alle radiofrequenze o ai campi elettromagnetici producono. E non è neanche dimostrata la relazione tra l’aumento dell’insorgenza di tumori in bambini e adulti e l’esposizione frequente ai dispositivi elettronici. 

di Clara Pellegrino
 





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