Giornata mondiale contro l’omofobia, ma quanto si è liberi in Italia? La data storica. Il 17 maggio 1990 l’omosessualità è stata eliminata dalla lista delle malattie mentali - www.Pontilenews.it


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CRONACA

 

17-05-2017

Giornata mondiale contro l’omofobia, ma quanto si è liberi in Italia?

La data storica. Il 17 maggio 1990 l’omosessualità è stata eliminata dalla lista delle malattie mentali


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«Oggi sono 27 anni che non sono più considerato malato...almeno dall'OMS. Giornata mondiale contro l'omofobia: l'omosessualità non è una malattia, l'omofobia si». È solo uno dei numerosi post che compaiono oggi su Facebook, per ricordare la Giornata Mondiale contro l’Omofobia, la Transfobia e la Bifobia (IDAHOBIT). Un evento mondiale, appunto, che ricorda la cancellazione dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali dell’OMS (Organizzazione Mondiale di Sanità), ma sono ancora molti coloro che pensano che le persone gay, lesbiche, bisex e transessuali debbano essere curate. Il rapporto annuale di Arcigay ha segnalato che dal 17 maggio 2016 i casi di aggressioni omofobe in Italia sono 196, un numero quasi raddoppiato nel corso di un anno. La cifra poi è sicuramente maggiore, in quanto sono stati conteggiati solamente gli episodi per i quali è stata data notizia, in quanto il rapporto monitorava i soli mezzi d’informazione.

 

In questa giornata, sono molti i personaggi sia della politica che attivi nel mondo Lgbtquia ad aver dedicato qualche minuto all’evento, anche semplicemente con una frase. «Guardate, sono uguali, eppure si completano ed è meraviglioso. Se voi due siete dello stesso sesso all’amore certo non importa. È l’amore che vi ha fatto incontrare vi ha fatto emozionare e camminare insieme, è l’amore che vi fa stare bene, che non vi fa sentire soli se siete lontani. Il tramonto non sbiadirà i suoi colori, se sarete proprio voi a baciarvi di fronte e lui. L’amore sarà sempre qualcosa di sbagliato, solo agli occhi di con non ha mai amato», queste le parole dell’omelia di Padre Rosario, utilizzate in un video diffuso poi dalla pagina social Fanpage.it. Un sacerdote “fuori dalle righe” (come si definisce lui stesso) che ha sposato diverse coppie gay a Quarto (NA) e che da sempre cerca di abbattere il muro che separa l’omosessualità dalla religione. «L’omofobia e la transfobia violano la dignità umana, ledono il principio di eguaglianza e comprimono la libertà e gli affetti delle persone», queste le parole invece del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, come riporta Il Corriere. «Qualunque forma di persecuzione in base all’orientamento sessuale costituisce, sempre e ovunque abbia luogo, una violazione inaccettabile dei diritti umani universali» afferma il Capo dello Stato, ricordando così davanti al Parlamento italiano la sua posizione sui diritti civili, per i quali aveva fatto un appello già nel suo discorso di insediamento.

 

Aurelio Mancuso Cupello, presidente di Equality Italia, oltre a ricordare su Facebook l’importate data, richiede alla politica di approvare la legge contro l’omofobia, ferma in Senato da diversi anni. «I senatori asciughino i loro fazzoletti e facciano finalmente il proprio dovere, dotando il nostro paese di norme che più volte ci sono state sollecitate dall'UE e attive in diversi paesi del mondo» conclude Mancuso nel post sul suo profilo social. Stessa strada è stata scelta dalla presidente della Camera Laura Boldrini la quale ha denunciato che le discriminazioni per l’orientamento sessuale sono ancora troppo diffuse. Thorbjorn Jagland, segretario generale del Consiglio europeo, si dimostra preoccupato per la situazione di discriminazione in Europa, ponendo particolare attenzione a quanto sta accadendo nelle ultime settimane in Cecenia. Proprio per questo è importante ricordare questa giornata, e operare affinché situazioni del genere vengano immediatamente fermate e punite. Ma in Italia, e non solo, la strada da fare prima che due persone dello stesso sesso possano passeggiare mano nella mano senza essere derisi o offesi è ancora lunga. Quando si potrà vivere la propria relazione senza essere giudicati? 

di Alessandro Bovo 

 





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