#WhatsAppDown, per fortuna c'è Twitter L'importante è condividere - www.Pontilenews.it


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SCIENZE E TECNOLOGIA

 

20-05-2017

#WhatsAppDown, per fortuna c'è Twitter

L'importante è condividere


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Secondo blocco in quindici giorni per WhatsApp. L’applicazione messaggistica ha smesso di funzionare, l’ultima volta, intorno alle 19 di mercoledì 17 maggio. È un qualcosa che accade in maniera ormai praticamente ciclica. L’altro arresto era infatti avvenuto il 3 maggio scorso. In quel caso l’app ha smesso di funzionare per ben due ore, all'incirca dalle 22.30 a 00.30, gettando nel panico gli utenti di tutto il mondo. Tutti si sono riversati sul web alla ricerca di spiegazioni. A dare conforto i soliti social network, dove l’hashtag #whatsappdown è entrato subito fra i trend.

 

«Menomale che c'è Twitter, pensavo di essere diventato asociale #whatsappdown»; «Questo #whatsappdown sta durando un po' troppo…»; «Entrare su Twitter solo per scoprire se fosse un problema solo mio. Fatto. #whatsappdown»; «Vi immaginate se un giorno andasse in tilt Twitter? E poi noi come faremmo a sapere se è una cosa generale o no? #whatsappdown»; «Un minuto di silenzio per la gente che dava nuovamente la colpa al proprio Wi-Fi. Invece è ancora colpa di WhatsApp #whatsappdown»: questi alcuni dei tweet più ironici durante il blocco di WhatsApp.  La sensazione data da questi blackout è quella di una sorta di diffusa dipendenza dalla tecnologia. Un qualcosa che si pensa di controllare, quando in realtà è lei a dominare e padroneggiare.

 

Una spunta, due spunte, vediamo se sono azzurre, ma perché non ha risposto: sono questi i principali pensieri da quando ci si sveglia a quando si va a dormire da quando esiste l’applicazione messaggistica gratuita. La dipendenza la si coglie proprio nel caso dei blocchi. Infatti, perché invece di leggere un libro o vedere un film, ci si riversa su altri social? Solo per scoprire se il problema è un qualcosa che riguarda tutti. Per trovare nuovi luoghi virtuali in cui confrontarsi e condividere. Ad ogni modo,  ci vediamo al prossimo blocco, viene da dire.

di Gianpiero Farina

 





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