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SCIENZE E TECNOLOGIA

 

16-06-2015

Arriva la lampadina grande quanto un atomo. Il materiale? Grafene

Dagli esperimenti di Edison all'invenzione della Columbia University


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È stata inventata la lampadina più piccola del mondo. A dircelo è la rivista Nature Nanotechnology. Chi lʼinventore? Un gruppo di ricercatori della Columbia University. Ma se tutti conoscono la storia della lampadina elettrica e del suo creatore Thomas Edison, altrettanto non possiamo dire del nuovo prototipo del team guidato da Young Duck Kim. Dunque sarà bene fornire qualche dettaglio su questa nuovo scoperta, di cui poco si sa.

 

Forma e composizione. Secondo quando riportato sulla rivista, la forma utilizzata per la lampadina è quella di un atomo. Per quanto riguarda la composizione, il team di ricercatori ha utilizzato filamenti di grafene, ovvero un materiale sottilissimo dallo spessore di un atomo di carbonio, che ha la resistenza meccanica del diamante e la flessibilità della plastica. A questi filamenti, attaccati a elettrodi metallici, è stata applicata una corrente elettrica che li ha fatti riscaldare: il grafene ha così raggiunto temperature superiori ai 2.500˚.

 

Utilizzo. Queste piccolissime lampadine di grafene potrebbero segnare una svolta nel futuro della teconologia. Il motivo? Grazie alla loro luminescenza, potrebbero benissimo illuminare display super sottili, flessibili e trasparenti, e così aprire la strada alle comunicazioni ottiche basate sul grafene. 

 

Lʼidea. In realtà lʼidea di utilizzare il carbonio per accendere le lampadine, non è propriamente farina del sacco di Young Duck Kim e del suo team. Difatti, i ricercatori non avrebbero fatto altro che ritornare sul materiale che lo stesso Edison aveva utilizzato nei suoi primi esperimenti.  La differenza con lʼinventore della lampadina riguarderebbe il modo in cui il grafene condurrebbe il calore e che gli consentirebbe di raggiungere temperature così elevate, senza però fondere gli elettrodi di metallo. Difatti,  i filamenti sarebbero staccati dal substrato di silicio sul quale il grafene verrebbe depositato. In questo modo la propagazione di calore viene concentra nella parte centrale, con il risultato che la temperatura diventa così elevata in quel punto, che il materiale emette luce.

di Giulia Bordini
 





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