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CRONACA

 

24-05-2017

Ancora negatività nei confronti della nuova proposta per la riforma del gioco


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Dopo l'Anci Toscana, che ha espresso il suo parere nei confronti dell'ultima proposta di accordo per il gioco e per i casino sul web, ora è il momento di esaminare il parere del Capogruppo Mdp in Consiglio Regionale della Toscana che, nella persona di Serena Spinelli, “spera” che tutte le Regioni ed i Comuni, protagonisti principali di questa telenovela ludica, esprimano un parere nettamente contrario a quanto l'Esecutivo ha proposto sui giochi in Conferenza Unificata. In prima analisi, sembrava che in questa bozza d'accordo si rispecchiasse il “volere” dei più, ma evidentemente così non è, tanti “personaggi” d'accordo non sono e temono di perdere, con la sottoscrizione di questa proposta, una parte dei propri poteri, “conquistati duramente” in questi anni. Insomma, “l'orticello” di ogni Regione sembra debba essere difeso strenuamente ed, a questo punto, bisognerà anche tirare le somme su queste “contrarietà” se è vero che il Sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta, vuole “chiudere la questione” durante questa seconda settimana di maggio. In pratica, anche queste riflessioni del Capogruppo Mdp in Consiglio Regionale della Toscana ritengono che questa ultima proposta d'accordo abbia fatto “passi indietro come un gambero” ed era quasi “meglio la proposta precedente”. Nella proposta di luglio si ravvisava solo che fosse uno “schiaffo alla battaglia portata avanti da Enti Locali, Regioni ed Associazioni”, mentre in questa ultima bozza il contenuto è assolutamente da rivedere e da ridefinire in modo totale! La proposta con il “distanziometro nazionale” ridotto a 150 metri (che proprio non piace ad alcuno) rasenta il ridicolo, in quanto nella maggior parte delle Regioni si conteggia in 300 metri se non in 500, come nella Regione Toscana. Ed in più la bozza “riduce in modo insostenibile” i luoghi sensibili che, invece, le Regioni continuano ad “allungare”: e su questo argomento (dei cosiddetti luoghi sensibili) le Regioni “tirano fuori gli artigli” in quando ritengono siano proprio gli Enti Locali, conoscitori particolari dei rispettivi territori, a doverli definire ed a dettagliarne l'elenco. Senza contare che l'ultimo testo della bozza “allenta” le maglie anche sulle ore di chiusura che i Sindaci possono stabilire per gli esercizi di gioco: l'Esecutivo le fa passare da 8 a 6 per mettere in atto “uno sconticino a favore del gioco” che, secondo le Regioni e particolarmente per la Toscana, è uno sconticino che non dovrebbe essere proprio preso in considerazione. A sostegno della stretta che si vorrebbe per il gioco d'azzardo (pubblico), viene da dire che questo fenomeno non ha paragoni con altri comparti dell'economia nazionale: continua a crescere in modo esponenziale ed ha un giro di affari da capogiro, quasi 95 miliardi di euro che rappresenta più o meno il 4,4% dell'italico prodotto interno lordo. Per questo, la tematica del fenomeno del gioco d'azzardo andrebbe affrontata in modo più massiccio, poiché va a toccare la salute dei cittadini e la salvaguardia dei territori. Per sostenere ulteriormente la proprie negatività nei confronti dell'ultima bozza dell'accordo per la riforma del settore ludico, si fa anche riferimento all'impegno messo sul campo da tante associazioni che, da anni, si applicano per lottare contro il gioco d'azzardo ed a quelle che ne sono le derive: anche queste associazioni stanno manifestando una schietta ostilità verso le misure proposte dall'Esecutivo tra le quali non si è notata la totale abolizione della pubblicità al gioco su qualsiasi mezzo di comunicazione.

 





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