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CULTURA

 

27-05-2017

Comincia il Ramadan, ma l’Isis non ci lascia a digiuno dal terrore

E dall'America un giornalista musulmano insegna il galateo del Ramadan


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È iniziato oggi 27 maggio, il Ramadan, periodo fondamentale per i fedeli islamici che si concluderà il 24 giugno. Cade nel nono mese del calendario islamico e ogni anno può capitare in un periodo o una stagione differente, in quanto si basa sul mese lunare ( il mese ha inizio con la luna nuova visibile per la prima volta e termina dopo la luna calante). Dura sempre tra i 29 e i 30 giorni, e si tratta di uno dei cinque pilastri della religione islamica. Con il Ramadan si ricorda «il mese in cui fu rivelato il Corano come guida per gli uomini e prova chiara di retta direzione di salvezza» (Sura II, v. 185).

 

Tutti sanno che il fulcro del Ramadan è il digiuno, che deve essere osservato dall’alba al tramonto. È previsto un pasto leggero al mattino: il Suhoor, un piatto di riso o frutta, da consumare prima della prima preghiera della giornata. A fine giornata, dopo la quarta preghiera, c’è l’Iftar: un pasto serale molto ricco, composto per lo più da carne e riso. La sera ci si dedica anche alla preparazione di dolci tipici ad alto contenuto calorico. Questo pasto, servito dopo il tramonto, è anche un momento di incontro e condivisione con amici e parenti, a volte organizzato a buffet. Ovviamente anche il Ramadan concede delle eccezioni: nonostante il digiuno sia una pratica consigliata anche durante altri periodi dell’anno in maniera volontaria, ne sono esenti ragazzi in età pre-puberale, anziani, donne incinte e mestruate, oppure i fedeli che si trovano in viaggio.

 

 

Ovviamente non bisogna astenersi solamente dal bere e dal mangiare; per purificare lo spirito bisogna stare “a digiuno” anche da comportamenti e discorsi peccaminosi e, ovviamente, dall’attività sessuale. Tuttavia, il digiuno non è l’unico atto di fede a cui sono invitati i musulmani durante il mese del Ramadan, è anche un momento da dedicare alla carità e alla misericordia, in cui i fedeli sono invitati a donare almeno il 5% dei propri risparmi ai meno fortunati.

 

Qual è il significato di queste privazioni durante il Ramadan? La devozione e l’abbandono dei valori mondani sono centrali; l’anima viene purificata dai fattori nocivi che la “inquinano”, ma è anche una lezione di autodisciplina e autocontrollo. Certo è che il videomessaggio diffuso dall’Isis su Youtube ieri, 26 maggio, sembra suggerire tutt’altro che la purificazione dello spirito con atti di altruismo. «I fratelli musulmani che non possono raggiungere le terre dell'Isis attacchino gli infedeli nelle loro case, nei loro mercati, nelle loro strade e nelle loro piazze», si legge nel messaggio diramato nel video intitolato “Dove sono i leoni della guerra?”. Il messaggio si conclude con l’invito a colpire: «Non disprezzate le vostre opere: il prendere di mira i cosiddetti innocenti e i civili è per noi prezioso e particolarmente efficace, e dunque andate avanti e possiate ricevere la grande ricompensa del martirio nel Ramadan».

 

In un’epoca come la nostra diventa difficile accettare e comprendere rituali, come il Ramadan, che dovrebbero purificare lo spirito dell’uomo e indurlo alla misericordia verso gli altri. L’integralismo ha il potere di veicolare le idee verso nuove direzioni di terrore, e ora che la minaccia del terrorismo islamico si è avvicinata bussando alle nostre porte, i nostri cuori, più che il nostro cervello, non sembrano più capaci di distinguere la fede musulmana scevra dal fondamentalismo, da quella utilizzata per scatenare odio e paura. A sdrammatizzare ci ha pensato la CNN, che ha pubblicato sul suo sito l’articolo “Ramadan for non-Muslims: An etiquette guide”, di Saeed Ahmed. Una sorta di galateo da seguire per la civile convivenza durante il periodo di Ramadan tra musulmani e non musulmani, soprattutto sul posto di lavoro. L’ultima regola del codice: «But please don't say, "I should fast, too. I need to lose weight”. Ramadan's not about that!» («Per favore, non dite “dovrei digiunare anche io. Ho bisogno di perdere qualche chilo”. Non è questo il senso del Ramadan!»). Alle porte dell’estate qualcuno potrebbe pensare che “Ramadan” sia il nome di qualche nuova dieta.

 

di Sara Iacono

 





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