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CULTURA

 

28-05-2017

Rai e i deliri di indispensabilità: cosa succederebbe davvero se Clerici, Fazio ecc. le dicessero addio

Viene prima il conduttore o il programma? Questo è il dilemma


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Niente. Non succederebbe niente. Perdonate se vi forniamo subito il verdetto privandovi del sacrosanto diritto alla suspense, ma fa troppo caldo per coccolare un rospo in gola. Se Antonella Clerici, Fabio Fazio, Giancarlo Magalli, Massimo Giletti e/o chi per loro lasciassero la Rai, per chi guarda i programmi Rai non cambierebbe proprio niente. Partendo dal presupposto che nessuno è indispensabile, la minaccia di abbandono degli storici conduttori della televisione pubblica italiana – in risposta alla minaccia del tetto ai loro stipendi – è autoreferenziale: si basa sulla percezione che Clerici, Giletti, Fazio, Magalli, Conti e chi per loro hanno di sé, e poco su quella – che invece dovrebbero avere e considerare molto di più – della realtà che li circonda: il pubblico.

 

Provate a immaginare la Prova del Cuoco senza Antonella Clerici. Per aiutarvi starete sicuramente pensando a quando, prima nel 2008 e poi nel 2015, la conduttrice è stata sostituita rispettivamente per 21 mesi da Elisa Isoardi e per un giorno da Federico Quaranta, per la sua maternità prima e in seguito a un malore poi. Cosa è successo nelle vostre vite da telespettatori Rai in quei 21 mesi e un giorno? Niente. Anzi, pensateci bene: eravate incuriositi dalle nuove rigeneranti conduzioni. Avevate intuito che il format di Rai Uno funzionava anche senza la sua conduttrice storica. Avevate capito che Antonella Clerici non era indispensabile.  Lei, invece, nel 2015, in riferimento alla lunga sostituzione con la Isoardi di tanti anni prima, ha accusato mamma Rai su CorriereTv di averla «fatta fuori» dalla Prova del Cuoco con il pretesto della maternità anche per la stagione successiva (21 mesi di riposo, in effetti, sono tanti): «Dopo tanti anni in azienda l’essere fatta fuori mi ferì molto». Ma ha anche confessato: «Nel dolore però nacque l’opportunità di fare un grande Festival di Sanremo. E dopo Sanremo, quando mi fu chiesto “cosa vuoi?”, domanda aspettata dopo il grande successo del festival, io dissi: “Rivoglio la mia Prova del Cuoco». E l’ha riavuta.

 

La Rai, in quell’occasione, ha privato il suo pubblico dell’opportunità di rigenerarsi. Di gustarsi un cambiamento che non era stato affatto drammatico come qualcuno aveva temuto (e qualcun altro – leggi Antonella Clerici –, probabilmente, aveva sperato). Non ci sono state guerre civili per riavere indietro la Clerici, la Rai non ha perso ascolti, e il format della Prova del Cuoco è risultato vincente. È sopravvissuto alla sua conduttrice, che dunque si è dimostrata non essere indispensabile.

Provate ora a immaginare L’Eredità senza Carlo Conti, che ha annunciato di lasciare il programma di Rai Uno per altri progetti (sempre in casa Rai). Semplice, dal momento che il quiz show rimbalza dalla sua conduzione a quella di Fabrizio Frizzi come i treni Milano-Roma rimbalzano ogni giorno da un capolinea all’altro. Il programma, tra l’altro, nel lontano 2002, era partito con Amadeus: come vi siete dimenticati di lui, vi dimenticherete anche di Conti. Come un giorno vi dimenticherete di Frizzi e come vi dimentichereste di chiunque altro. Resterebbe un format televisivo che funziona. E resterebbe il suo pubblico, intelligentemente pronto ad affezionarsi a una nuova conduzione.

 

Pensate ora a cosa sarebbe L’Arena di Giletti senza la liturgia di Giletti. Il contenitore di attualità della domenica di Rai Uno, nato come spazio all’interno di Domenica in e poi diventato un programma autonomo, era destinato inizialmente alla conduzione di Mara Venier. Certo, con lei al posto di lui non sarebbe stata L’Arena che conosciamo, ma cosa sarebbe stata? E cosa sarebbe, ora, senza Giletti, e con un altrettanto (o più) bravo e informato e curioso e carismatico giornalista a condurla al posto suo? Quanto ci mettereste a dimenticarvi di dodici anni di domeniche con lui? Stessa domanda a proposito di Fabio Fazio e della conduzione di Che tempo che fa.

Intanto venerdì 26 maggio si è conclusa la stagione de I Fatti vostri (Rai Due). Giancarlo Magalli, ultimamente sempre più impegnato a litigare con gli storici co-conduttori Adriana Volpe e Marcello Cirillo, ha concluso l’ultima puntata del programma affermando: «Io posso dirvi solo che a settembre la trasmissione ci sarà ancora. Non so altro. Voi bussate e qualcuno vi aprirà». Cosa succederebbe se Magalli lasciasse I Fatti vostri? Qui la risposta non è Niente: avrebbe molto più tempo per stare sui social, dove è molto più divertente che in tv.

 

In conclusione, nessun dramma. Se la barca vuole andare, lasciamola andare: non è detto che sia peggio per noi. E poi non muore nessuno. Chi lascerà la Rai si sposterà altrove. Α Mediaset, a La7 o su una panchina in una piazza che sia, in caso di crisi di panico o di nostalgia, nessuno sarà così lontano da non poter essere raggiunto dall'irruente affetto di un fan.

di Vittoria Montesano
 





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