Cultura rasta: fondamenti e segni distintivi. Non solo reggae Dai dreadlocks alla religione, come avvicinarsi al Rastafarianesimo - www.Pontilenews.it


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CULTURA

 

11-07-2017

Cultura rasta: fondamenti e segni distintivi. Non solo reggae

Dai dreadlocks alla religione, come avvicinarsi al Rastafarianesimo


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Dreadlocks, marijuana e musica reggae. Così, anche se in maniera riduttiva, si può riassumere l’identikit dei discepoli della cultura rasta. Nell’immaginario collettivo, coloro che si professano seguaci del Rastafarianesimo seguono uno stile di vita puro e rispettoso della natura: dal rifiuto di curarsi o cibarsi se non con prodotti naturali, alla non violenza. Il Rastafarianesimo implica l'astensione dal consumo di carne (a eccezione del pollo che invece è consentito) di uva e derivati, e l’imposizione una dieta vegetariana, oltre alla rinuncia al consumo di bevande alcoliche. Secondo la precettistica ebraica – il Rastafarianesimo ha anche una forte influenza ebraica – un cibo può essere consumato dall’uomo solo se è permesso (è il caso del pollo), cioè dichiarato “kasher o kosher”, ossia conforme alla legge dalla Torah.

 

Se è vero infatti che la suddetta religione affonda le proprie radici negli anni ‘30 del ‘900 quando sul trono di Etiopia fu incoronato imperatore Hailè Selassiè, al secolo Ras Tafari (da cui il termine rasta), salito al potere con i titoli di Re dei Re, Eletto di Dio e Luce del mondo, è pur vero che la cultura rasta è una questione soggettiva. I rastafariani considerano Hailé Selassié I di Etiopia Cristo nella Sua seconda venuta come Re dei re. Riferendosi al sovrano con il titolo di Jah Rastafari, vedono in lui la personificazione terrena di Jah (Dio); questa è l'interpretazione biblica delle credenze rasta. Non a caso la Bibbia è il fondamento della fede rastafariana.

 

Oggigiorno infatti, coloro che si avvicinano alla cultura rasta, che non deve necessariamente andare di pari passo con le ferree regole imposte dalla religione rastafariana, lo fanno per sentirsi parte di qualcosa. Dalla passione per la musica reggae al fascino che la storia della religione trasmette, fino alla semplice attrazione per i dreadlocks (le celebri trecce arrotolate, simbolo della cultura rasta) come acconciatura, svariate sono le motivazioni che uniscono giovani, e non solo, di tutto il mondo sotto un unico grande mantra: pace e amore.  Accantonando le origini storiche dell’etimologia del termine coniato per simboleggiare questa cultura, nella modernità la genesi del Rastafarianesimo si può far risalire agli anni ‘70 del ‘900 in Jamaica, quando un tale, che risponde al nome di Robert Nesta Marley, segna in tal senso una vera svolta.

 

Mettendo in musica i propri pensieri, Marley è stato ed è tutt’ora considerato il fautore del veicolo di messaggi del Rastafarianesimo. La musica reggae come concepita da Bob Marley e Peter Tosh (altra pietra miliare del genere) riesce, come pochi generi musicali sanno fare, a tirar fuori quel senso di rilassatezza e pace interiore da chiunque la ascolti. Proprio per raggiungere quel senso di pace, nella cultura rasta è consuetudine fare uso di marijuana (ma non dei suoi estratti come l’hashish). La marijuana ha tuttavia molteplici funzioni: può essere infatti assunta in qualità di erba medicinale, ma anche – nel contesto religioso – come strumento meditativo portatore di saggezza e come ausilio alla preghiera.

 

 Tornando ai dreadlocks, i rastafariani sono universalmente riconoscibili per questa eccentrica acconciatura, segno distintivo della cultura rasta. Si tratta di lunghe e resistenti ciocche di capelli annodate che caratterizzano la chioma di molti fedeli. Si tratta tuttavia di una pratica facoltativa. Esiste infatti una minoranza che ai dreadlocks dice no, pur condividendo in pieno i princìpi della cultura.  Questa pratica comporta la consacrazione del proprio capo e dunque l'astensione dalla cura della capigliatura.

 

Altro punto cardine della cultura rasta nella sua versione tradizionale è sicuramente la ribellione al  sistema corrotto di Babilonia, dove, stando alle credenze dei fedeli rastafariani, risiederebbe il male. Ispirandosi alla Bibbia, il Rastafarianesimo identifica con il termine Babilonia il mondo attuale basato sul denaro. Il sistema economico, la cultura e il linguaggio imposti da questa società oppressiva vengono messi in contrapposizione con Zion, la terra promessa (identificata con l'Etiopia) che un giorno accoglierà il popolo del Dio Jah. Insomma, che siate credenti, amanti della musica reggae o solo fumatori abitudinari di marijuana, che abbiate o meno in testa delle “liane”, quella rasta è una cultura che offre diversi spunti, religiosi e musicali su tutti, a cui chiunque può aprirsi.

 di Stefano Ferrera

 





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