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SPORT

 

02-10-2017

Dalla (Serie) A... alla Z: il campionato raccontato in 21 parole

Il punto sull'avvio di stagione


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2 ottobre 2017: 7 giornate di campionato, prima della seconda sosta stagionale. In vetta alla classifica della Serie A, a punteggio pieno, c’è un incantevole Napoli, ma subito sotto troviamo Inter e Juventus. Inseguono Lazio e Roma, mentre il Milan è sempre più in crisi. In coda, sempre meno speranze di salvezza per il Benevento. Ecco l’avvio di stagione raccontato dalla A alla Z.

 

  • A: Atalanta. La prima squadra in ordine alfabetico, quella che l’anno scorso ha stupito tutta Italia. E che quest’anno ha iniziato a farsi conoscere anche in Europa. Il primato nel girone di Europa League e il rocambolesco pareggio di ieri sera contro la Juventus rendono molto positivo l’avvio di stagione dei bergamaschi.
  • B: Bonucci. L’uomo arrivato al Milan per «spostare gli equilibri» non ha iniziato di certo nel migliore dei modi. Ha sulla coscienza errori importanti nelle tre sconfitte subite dai rossoneri in quest’inizio di campionato.
  • C: Centravanti. I bomber sempre più protagonisti quest’anno, come lo scorso. “Il gallo” Belotti, costretto ieri a uscire dal campo anzitempo per un infortunio al ginocchio, ha voglia di continuare ad alzare la cresta, Immobile è inarrestabile, Dzeko è in stato di grazia, Icardi ha fatto 6 gol, ma non segna su azione da oltre un mese, Higuaìn è in netta ripresa dopo un avvio così e così, Kalinic ha iniziato bene, mentre il Napoli è sempre più Mertens-dipendente.
  • D: Dybala. Abbiamo appena parlato di grandi numeri 9. Lui fa un ruolo diverso, è un attaccante che ama svariare su tutto il fronte offensivo, è un 10, anzi è il 10. 10, come i suoi gol nelle prime 7 di campionato. Un avvio straripante, macchiato dall’errore dal dischetto di ieri sera che pesa molto sul risultato finale della sfida tra Atalanta e Juve.
  • E: Europa. Come hanno iniziato la stagione le italiane impegnate nelle competizioni europee? Tutto sommato in maniera molto positiva: la Roma, inserita in un girone di ferro, è seconda nel girone con 4 punti dopo il pareggio interno contro l’Atletico Madrid di Simeone e la vittoria in terra azera contro il Qarabag. Anche Juve e Napoli sono seconde a parità di punti rispettivamente con Olympiakos e Shaktar Donetsk. In Europa League le cose vanno addirittura meglio con Milan e Lazio a punteggio pieno dopo due partite e una strepitosa “Euro-Atalanta” in testa al girone con 4 punti, dopo la prestigiosa vittoria casalinga con l’Everton e il pareggio in terra francese a Lione.
  • F: Florenzi. Doveroso un tributo a una grande persona, prima che un grande calciatore. Alessandro Florenzi ha sofferto tanto, dopo i due gravi infortuni nel giro di pochi mesi, ha tenuto duro, non ha mollato e ieri sera a San Siro, 546 giorni dopo, è tornato al gol, facendo felice la sua Roma e anche tutti gli amanti del calcio. 
  • G: Giovani italiani. La Serie A è sempre più ricca di giovani talenti italiani che iniziano a muovere i primi passi nel calcio che conta. Da Mattia Caldara (’94) che sembra un veterano, al figlio d’arte Federico Chiesa (’97) che ha preso in mano la sua Fiorentina, passando per Federico Bernardeschi (’94) che ha firmato il suo primo gol con la maglia della Juventus. Roberto Gagliardini (’95) ha preso in mano le chiavi del centrocampo dell’Inter, Niccolò Barella (’97) è un pilastro del Cagliari, Gigio Donnarumma (’99) è l’uomo copertina del Milan di Montella. Il diavolo ha scoperto e lanciato Patrick Cutrone (’98) che segna con una regolarità pazzesca, mentre i “millenials” Moise Kean (2000) e Pietro Pellegri (2001) hanno già messo la loro firma in due diverse stagioni di Serie A.
  • H: Higuaìn. “Il pipita” ha iniziato la stagione in maniera non proprio brillante. Il gol all’esordio con il Cagliari e nella terza giornata di Serie A con il Chievo non sono bastati a soddisfare le esigenze dei tifosi juventini che lo vedono appesantito e fuori forma. Allegri lo ha lasciato riposare per poi rilanciarlo in un momento delicato come la sfida di Champions con l’Olympiakos, dove l’argentino ha spazzato via le critiche firmando il gol-vittoria. Anche ieri sera ha messo la sua firma nella sfida contro l’Atalanta, ma il gol non è bastato per portare a casa i tre punti. I bianconeri, rimontati dai nerazzurri, hanno dunque perso la vetta della classifica prima della sosta.
  • I: Inter. Il gioco latita, i risultati arrivano. 6 vittorie e un pareggio nelle prime 7 di campionato, 14 gol fatti, 3 subiti e miglior difesa del campionato. Gli uomini di Spalletti, dopo le convincenti vittorie all’esordio con Fiorentina e Roma, hanno iniziato a faticare nelle sfide successive, ottenendo quasi sempre il massimo risultato con il minimo sforzo, grazie anche a una difesa ritrovata e a un solito super-Handanovic. La coppia Perisic-Icardi fa rima con gol.
  • L: Lazio. Una conferma, più che una sorpresa. Una squadra solida, unita, compatta, bella da vedere e vincente, schiantata solo da un grande Napoli. Grandi meriti vanno a Simone Inzaghi, allenatore giovane, italiano e molto in gamba, Luis Alberto è la sua grande scoperta, mentre Immobile è diventato davvero “Ciro il grande”.
  • M: Milan. Tanti nuovi arrivi, poche grandi prestazioni. Non è facile assemblare una squadra praticamente nuova in poco tempo: magari Montella ha bisogno di tempo, ma i tifosi vogliono i risultati. 12 punti in 7 giornate, arrivati grazie alle vittorie su Crotone, Udinese, Cagliari e Spal, non proprio potenze così blasonate. Due pesanti sconfitte consecutive per 2-0 contro Samp e Roma e squadra in grande difficoltà. E dopo la sosta c’è il derby…
  • N: Napoli. “Napoli 7 bellezze”: la squadra più in forma del campionato, la più convincente, la capolista. 7 vittorie su 7 sono frutto di un grande lavoro di Maurizio Sarri, di un travolgente Mertens, di un meraviglioso Insigne e di un inarrestabile Callejon. Intanto lo sfortunato Milik si è fermato di nuovo per un infortunio al crociato.
  • O: Obiettivi da centrare. La lotta-scudetto sembra dirigersi sempre più sull’asse Torino-Napoli, con i partenopei attualmente in vantaggio, ma consapevoli della grande forza della Juventus. A Milano per Inter e Milan la Champions è la priorità da cui ripartire, mentre le romane sono lì che insidiano e combattono per un posto in Europa, senza dimenticare Atalanta, Fiorentina, Torino e Samp che vogliono un posticino in Europa League. Le neopromosse Spal, Benevento e Hellas Verona sperano di non tornare subito in cadetteria, ma devono fare i conti con il Crotone, con un Genoa in caduta libera e con il Sassuolo orfano di Di Francesco. Si augurano di disputare un campionato senza rischi e da metà classifica Udinese, Chievo, Cagliari e Bologna.
  • P: Portieri. Il ruolo che implica maggiore responsabilità. Ottimo inizio per Buffon, che a dispetto dell’età si sta confermando un fuoriclasse tra i pali; bene, anzi benissimo Handanovic che sta letteralmente salvando l’Inter; mentre Allison della Roma sta mostrando qualità non indifferenti. Reina mostra ancora qualche lacuna, Donnarumma è il futuro del Milan e della Nazionale; hanno iniziato nel migliore dei modi gli italiani Sportiello e Sirigu, così come gli albanesi Berisha e Strakosha. Meno bene, per usare un eufemismo, Nicolas del Verona e Belec del Benevento.
  • Q: Quagliarella. Il pasticcere di Castellammare”, nonostante la carta d’identità, continua a trascinare la sua Sampdoria a suon di gol. 4 in 5 presenze in questo inizio di stagione, anima candida e “candita” di una Samp che ha iniziato molto bene, tramortita soltanto da una scatenata Udinese lo scorso sabato.
  • R: Roma. Rimpiazzare Spalletti sembrava un’impresa impossibile. Eusebio Di Francesco, però, dopo un avvio non proprio esaltante, sembra aver trovato la giusta chiave nella sua nuova Roma. 4-3-3 offensivo, alternanza di giocatori, gruppo unito e bel gioco sono le migliori qualità della Roma di inizio stagione, che tra campionato e Champions League ha infilato la quinta vittoria consecutiva.
  • S: Sarri. L’allenatore del Napoli, partito dalla terza categoria e primo in classifica con i partenopei. Il “sarrismo” è un neologismo che va assai di moda in questo periodo, perché il Napoli gioca bene come non mai e i risultati arrivano, grazie alla grande mano del tecnico toscano.
  • T: Tifosi. I passionali, gli sfegatati, quelli che ogni domenica animano e colorano lo stadio, quelli che incitano la propria squadra fino a perdere la voce, quelli che macinano chilometri per sostenere la propria squadra: sono loro la parte bella del calcio.
  • U: Umiltà. Un elemento fondamentale per diventare qualcuno, un valore raro nel calcio di oggi che dovrebbe tornare di moda. Lo sa bene il gioiellino della Fiorentina Federico Chiesa, che in un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport spiega come suo padre Enrico (ex calciatore di Lazio e Parma, tra le altre) gli abbia trasmesso questo valore, fondamentale per diventare davvero qualcuno.
  • V: VAR. Il VAR o la VAR? VAR sì o VAR no? Benedetto VAR o maledetto VAR? Quest’anno la tecnologia è scesa in campo e lo strumento VAR (Video Assistant Referee) è certamente una delle più grandi innovazioni del calcio moderno. Ogni domenica c’è chi lo benedice, chi lo maledice, chi lo invoca e chi lo vuole evitare. Di sicuro è un’innovazione che ha diminuito sensibilmente il numero degli errori arbitrali, sebbene poi chi giudica le immagini è un altro arbitro: dunque l’errore ci sta, è umano.
  • Z: Zero. I punti in classifica del Benevento, fanalino di coda della Serie A. Troppo grande il divario con le altre squadre, l’allenatore Baroni deve lavorare molto per cercare di iniziare a fare punti per centrare una salvezza che, al momento, pare impossibile. Intanto il presidente Tavecchio pensa a un campionato a 18 squadre, come una volta.

di Francesco Margiotta

 





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