Strage di Las Vegas: le questioni ancora aperte Sthephen Poddock, il killer, possedeva 42 armi. E' terrorismo? - www.Pontilenews.it


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ESTERI

 

03-10-2017

Strage di Las Vegas: le questioni ancora aperte

Sthephen Poddock, il killer, possedeva 42 armi. E' terrorismo?


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Las Vegas. È salito a 59 morti e 527 feriti (ma potrebbe aumentare di ora in ora) il bilancio della strage che ha funestato la città del Nevada. Ieri Stephen Poddock, 64 anni, ha aperto il fuoco contro la folla dalle finestre di una stanza al 32esimo piano dell’hotel Mandalay Bay. Si tratta di uno dei primissimi alberghi che apre la famosa via dei casinò, sempre gremita di turisti. Il killer ha sparato su una folla di circa 20 mila persone, mentre si svolgeva il Route 91 Harvest Festival: un concerto di musica country ben presto trasformatosi in tragedia. Stephen Poddock, asserragliato nella stanza, si è tolto la vita prima che venisse catturato dalla polizia. Tra i morti anche due agenti, fuori servizio, che assistevano al concerto.

 

Secondo quanto rivelato dalla polizia, Poddock aveva nascosto nella propria auto del nitrato di ammonio, un composto chimico utilizzato anche per realizzare esplosivi. Delle 42 armi ritrovate, una parte era detenuta nella sua abitazione, una parte nella stanza d’albergo, dove ne sono state rinvenute ben 23, di cui 19 fucili e centinaia di munizioni. Un vero e proprio arsenale da guerra composto da pistole semiautomatiche, fucili d’assalto, maxi caricatori e munizioni. E proprio con una di queste armi, in pochi secondi, ha dato il via al massacro con raffiche di colpi a ripetizione.

Gli investigatori sostengono che il killer avrebbe modificato un fucile d’assalto AK-47, come quelli usati in guerra, in modo tale da poter sparare i colpi in sequenza più rapida, tenendo semplicemente premuto il grilletto. Quella di Las Vegas, considerata il massacro più sanguinoso della storia americana moderna.

 

Matrice islamica? La polizia di Las Vegas da subito aveva escluso che si trattasse di un atto terroristico, definendo la strage come «più un’azione di un lupo solitario»; tuttavia l’Isis ha rivendicato il massacro con un comunicato sul web, secondo quanto riportato dal Site, che monitora le attività jihadiste. Ma fonti dell’amministrazione Usa e un dirigente dell’Fbi persistono nello smentire questa tesi, sostenendo che «non c’è alcun segnale che indichi un legame di Las Vegas con gruppi del terrorismo internazionale» (Ansa). Anche il fratello del killer, Eric Poddock, ha smentito l’affiliazione all’Isis del killer, e ha dichiarato in un’intervista al Daily Mail on line che «non c’era alcuna indicazione che potesse fare una cosa del genere. Era uno normale. Qualcosa deve essere successo, siamo scioccati».

  

Come riportano i media americani facendo riferimento a fonti investigative, Stephen Poddock si sarebbe convertito all’Islam mesi fa, e questo è anche quanto riferito in un secondo comunicato dell’Isis, trasmesso da Amaq, l’agenzia dello Stato Islamico. Samir Al-Hajib sarebbe il nome che Stephen Poddock avrebbe assunto dopo la conversione all’Islam, allo stato attuale nessuna fonte investigativa lo ha confermato.

 

La strage di Las Vegas ha riportato in auge l’annoso dibattito sulle armi “facili” in America, ossia la libertà dei cittadini americani di acquistare liberamente fucili e pistole, e sulla sempre maggiore diffusione di questi strumenti di morte. Il presidente Usa Trump ha sempre difeso il secondo emendamento alla Costituzione, che garantisce ai cittadini americani la difesa armata. E mentre l’America e tutto il mondo piangono i morti della strage di Las Vegas, ai piani alti della politica Usa si ritiene che non sia ancora arrivato il momento giusto per modificare le leggi sulla detenzione di armi.

di Carla Maria Casula

 





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