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CRONACA

 

27-10-2017

La Fontana di Trevi si tinge di rosso. Le sanzioni sono l'unica difesa?

Dopo 10 anni la fontana più famosa del mondo diventa location per proteste, rivendicazioni e riflessioni 


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A volte ritornano. Un gesto annunciato quello di Graziano Cecchini che nel pomeriggio di ieri, eludendo i controlli presenti, ha versato nella Fontana di Trevi un colorante rosso e deturpato il monumento rappresentativo di Roma. Un gesto pianificato e frutto di una ormai nota protesta contro il degrado in cui versa la città di Roma. «É sempre stata lo specchio del Paese e oggi Roma è spenta, addormentata in mezzo alla sua sporcizia e alla sua corruzione». Con queste parole, sul suo profilo Facebook, l’autore motiva il gesto e la protesta che porta avanti da anni.  

 

L’episodio riapre il dibattito sull’efficacia delle procedure in tema di sicurezza della Capitale e del suo patrimonio artistico. La Fontana di Trevi rientra nella lunga lista delle fontane, (sono 40), per le quali la sindaca Virginia Raggi ha emesso un’ordinanza che stabilisce una serie di divieti a tutela del patrimonio artistico, storico e archeologico. Ordinanza che prevede, per i trasgressori, una sanzione amministrativa pecuniaria da 40 a 240 euro. 

L’ordinanza è un deterrente? Se alla base del gesto vandalico c’è una motivazione di natura ideologica, (Graziano Cecchini ne è un esempio), rinnovata negli anni e neanche celata, non si spegne con una multa. Potrebbe accadere per un gesto di inciviltà occasionale, forse, compiuto da un cittadino in un giorno di ordinaria follia. Studi recenti dimostrano come, il più delle volte, una sanzione “alleggerisca” l’animo del trasgressore, quasi a incentivarlo. A Roma chi rompe paga, e la prevenzione? 

 

Non è casuale la scelta della fontana, neanche il colore rosso, tantomeno il giorno scelto. Proprio ieri 26 ottobre è stato diffuso sui social Rosso Trevi – due volte nella storia, un documentario, a cura di Marco Gallo, che racconta i dieci anni di “performance” dell’artista Cecchini, dalle 500mila palline colorate fatte scivolare sulla scalinata di Trinità dei Monti, fino all’esordio il 19 ottobre 2007, a Fontana di Trevi che si colora di rosso per la prima volta. Questi particolari introducono una riflessione sulla qualità dei controlli e sulla quantità delle risorse umane preposte ad attuarli. Nonostante fosse un gesto annunciato anche su Facebook, la vigilanza presente ieri è risultata inadeguata e non straordinaria come richiedeva il caso. Pacta sunt servanda (i patti devono essere osservati): questo è quanto riportato sulla maglia indossata da Graziano Cecchini ieri. E i monumenti?

 

di Barbara Pignataro

 

 

 





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