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CRONACA

 

03-11-2017

L’Isis stava per commercializzare in Italia la ‘droga del combattente’

Sequestrati più di 24 milioni di pasticche


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È chiamata “droga del combattente”, la sostanza a base di tramadolo usata in Medio Oriente e in Libia per aumentare le capacità dei guerriglieri sotto sforzo durante i combattimenti, che stava per essere commercializzata anche in Italia. La droga sintetica è stata sequestrata dalla guardia di finanza di Gioia Tauro in collaborazione con l’ufficio antifrode della dogana del porto della città. Un traffico che avrebbe rimpinguato le casse del sedicente Stato islamico di ben 50 milioni, e che in Italia sarebbe stata venduta a 2 euro a pasticca.

 

L’operazione è nata lo scorso maggio, dopo che il II gruppo della guardia di finanza di Genova aveva sequestrato la cosiddetta droga del combattente rintracciata nel porto della città ligure. La sezione antiterrorismo della direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria  ha coordinato l’operazione in seguito alle indagini portate a termine dal comando provinciale di Reggio Calabria, in collaborazione con l’Ufficio antifrode della dogana di Gioia Tauro. Come riporta l’Ansa, le fonti investigative estere hanno confermato che il traffico di droga partiva direttamente dall’Isis, e aveva come obiettivo quello di sovvenzionare i gruppi estremisti in Libia, Iraq e Siria.

 

Sarà per la vicinanza e la posizione geograficamente strategica dell’Italia, che l’Isis ha individuato nella Penisola un corridoio dove poter commercializzare la droga sintetica che avrebbe fruttato milioni. Una questione, quella della centralità del nostro Paese, che giova allo Stato islamico. L’Italia, infatti, si presta bene come ingresso, sia di persone che di merci, per arrivare nei Paesi europei posti più a nord. Ne è un esempio Anis Amri, il terrorista che ha compito una strage a Berlino il 19 dicembre scorso. L’uomo nel 2015 aveva soggiornato da un connazionale nel Lazio, precisamente ad Aprilia in provincia di Latina. Dopo l’attentato Anis Amri ritornò in Italia per dirigersi nuovamente verso Roma o Napoli, ma trovò la morte a Sesto San Giovanni durante una sparatoria con la polizia.

di Clara Pellegrino
 





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