Vaccino anti-eroina positivo sui roditori. A breve i test sull'uomo Lo Scripps Research Institute è pronto a dar vita all’antidoto contro l'overdose da eroina - www.Pontilenews.it


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16-02-2018

Vaccino anti-eroina positivo sui roditori. A breve i test sull'uomo

Lo Scripps Research Institute è pronto a dar vita all’antidoto contro l'overdose da eroina


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Gli scienziati dello Scripps Research Institute (Tsri), in California, hanno proposto un vaccino anti-eroina che porterebbe a una sensibile riduzione dell’uso di questa droga. Sperimentato con esito positivo sui topi, a breve potrà essere testato anche sull’uomo. L’obbiettivo del vaccino non è solamente prevenire l’overdose, ma anche eliminare le ricadute dei tossicodipendenti nell’uso di questo oppiaceo. Dati alla mano, l’eroina, dopo il boom tra gli anni Ottanta e Novanta, è tornata ad essere una delle droghe più utilizzate. Questa, tra l’altro, non viene più solamente iniettata, ma anche sniffata e fumata. In Italia, il problema è ancora molto presente. Secondo l'ultima Relazione del Governo al Parlamento (2017), i consumatori sarebbero 280mila. Il dato ancora più preoccupante è che questa droga è molto diffusa tra i giovani. Tra gli studenti quasi 17mila ne fanno uso dieci o più volte al mese, e torna a crescere il numero di studenti che riferisce di averla provata almeno una volta nella vita: dall'1,3% del 2015 all'1,5% nel 2016 (quasi 37mila studenti).  

 

Nel 2016, su 266 decessi per droga, il 73% è stato causato dall’eroina. La maggior parte degli assistiti presso i Servizi per le Dipendenze (Serd), ovvero il 70% (più di 100mila persone), sono dipendenti proprio da questa droga. Questi sono i preoccupanti numeri in Italia, ma l’eroina è un problema per molti paesi, e proprio per questo motivo, già dal 2013, lo Scripps Research Institute sta cercando un vaccino che ne riduca sensibilmente la diffusione e l’uso. Il vaccino anti-eroina agisce istruendo gli anticorpi del sistema immunitario su come attaccare le molecole di eroina, impedendo alla sostanza di raggiungere il cervello. La molecola dell'eroina non attiva in modo naturale una risposta anticorpale, quindi i ricercatori hanno cercato il modo di collegarla a una proteina trasportatrice (carrier) che avverte il sistema immunitario di iniziare a produrre anticorpi, diminuendo così i suoi effetti. Lo scorso luglio, lo stesso gruppo di ricercatori, guidato da Kim Janda, aveva presentato i risultati dei primi test sul Journal of the American Chemical Society. 

 

I nuovi risultati, invece, pubblicati sulla rivista Molecular Pharmaceutics, mostrano come la nuova formulazione sia sicura ed efficace sui roditori e, inoltre, presenta un adiuvante, l'allume, già approvato dalla Food and Drug Administration degli Stati Uniti, che rende ancora più forte il vaccino. Ora, i ricercatori sono pronti a sperimentare clinicamente gli effetti del siero sugli esseri umani. Una buona riuscita dell’esperimento sarebbe un colpo importante nei confronti di una delle droghe più pericolose degli ultimi quarant’anni.  

 

di Valerio Marcangeli

 





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