Manifestazioni e scontri in piazza: 'l'estrema' unzione della politica La campagna elettorale diventa sempre più tesa, scontri previsti anche per oggi in centro a Roma - www.Pontilenews.it


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POLITICA

 

24-02-2018

Manifestazioni e scontri in piazza: 'l'estrema' unzione della politica

La campagna elettorale diventa sempre più tesa, scontri previsti anche per oggi in centro a Roma


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L'aria pre-elettorale si fa sempre più tesa. E sempre più violenta. Sono di pochi giorni fa, infatti, le notizie in merito alle due aggressioni dei due attivisti politici di fazioni opposte. A Perugia, un trentasettenne — di cui non è nota l'identità —, è stato aggredito mentre affiggeva manifesti del partito Potere al Popolo di cui è militante, mentre a Palermo il dirigente di Forza Nuova, Massimo Ursino, è stato assalito a pochi giorni dalla visita in città del leader del partito Roberto Fiore. In questo secondo caso, l'aggressione è stata rivendicata da un gruppo anonimo antifascista.

 

L'episodio di Macerata è stata la miccia che ha dato il via al libero sfogo dell'irrequietezza pre-elettorale che da tempo aleggiava nel Paese. Dal 10 febbraio in poi, infatti, è stato un susseguirsi di notizie di cronaca in cui a fare da protagonista è stata la violenza. A partire dal carabiniere aggredito nella giornata delle manifestazioni antifasciste, fino all'atto vandalico sulla lapide di Aldo Moro, passando per le “passeggiate per la sicurezza” di Forza Nuova, più passano i giorni e più il vortice delle rivendicazioni si fa intenso. Sono gli estremi a condurre questa campagna elettorale 2018. Perché a ogni azione risponde una reazione uguale e contraria: all'aggressione del loro dirigente, i militanti di Forza Nuova hanno risposto invadendo gli studi di La7 durante la registrazione di una puntata del programma diMartedì, condotto dal giornalista Giovanni Floris. La richiesta violenta – l'intimidazione è violenza – di uno spazio per poter esprimere il proprio punto di vista,  invocando a gran voce la democrazia, è un ossimoro. Non c'è assolutamente spazio in un contesto democratico per l'uso della violenza. E non deve esserci spazio in campagna elettorale per l'uso intimidatorio dei mezzi di comunicazione. Perché quello che emerge da questo scenario è lo sfruttamento manipolatorio della paura degli elettori, specialmente sul web, in cui la comunicazione esce totalmente dai binari democratici per deragliare verso dinamiche estremiste/fuori sistema – come, ad esempio, quella fascista.

 

Che sarebbe stata una campagna elettorale diversa dalle altre, era già noto, ma in vista delle elezioni del 4 marzo ormai ci si può aspettare di tutto. Coloro che dovrebbero essere i protagonisti di questi giorni, vengono messi in secondo piano e bloccati dalle derive estremiste. Si percepisce l'assenza della capacità del sistema politico di incanalare l'irrequietezza e mitigare la paura, di creare le condizioni per un confronto politico nel rispetto delle opinioni altrui. Il linguaggio esasperatamente violento del web che si è dovuto sopportare in questi ultimi tempi ha di fatto alimentato un sentimento di instabilità politica, in cui l'assetto democratico è stato messo in secondo piano. Come se le parole fossero svuotate del loro significato: così “democrazia” diventa solo uno strumento usato per legittimare delle azioni che di democratico non hanno assolutamente nulla. Ciò che rimane è solo la violenza, che resta sempre da condannare, senza alcuna attenuante. 

 

Foto Ansa

di Eleonora Savona

 





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