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CRONACA

 

27-02-2018

Monica Lewinsky, 20 anni dopo il sexgate: ‘il mio è stato un abuso di potere’

Sull’onda dell’hashtag ‘mee too’, l’ex stagista di Clinton rivede la sua posizione e rivaluta l’impatto dei social network


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Il caso Weinstein, scoppiato lo scorso ottobre, ha avuto grande risonanza e più di una conseguenza:  non solo polemiche, confessioni e la caduta di uno dei produttori più importanti di Hollywood, ma anche un inaspettata solidarietà tra le donne di tutto il mondo, vip e non. L’inizio di quella che in breve tempo è diventata una vera e propria campagna contro gli abusi sessuali è stato l’hashtag #me too, lanciato per la prima volta su Twitter dall’attrice Alyssa Milano. Il suo obiettivo era quello di incoraggiare tutte le donne, che hanno subito molestie sessuali come lei, a denunciare e a «dare alle persone un senso della vastità del problema».

 

L’hashtag #me too ha fatto i giro del mondo ed è stato ritwittato da più di mezzo milione di persone. Tra queste anche Monica Lewinsky, l’ex stagista di Bill Clinton con il quale è stata coinvolta nel Sexgate, lo scandalo politico-sessuale che ha quasi portato alla condanna per impeachment dell’allora presidente. La donna, venti anni dopo quello scandalo, rivaluta la sua relazione, seppur consensuale, con uno degli uomini più potenti del mondo. A questo proposito ha dichiarato a Vanity Fair: «Sto cominciando a prendere in considerazione l'idea che in simili circostanze il concetto di consenso potrebbe essere discutibile , perché lo squilibrio di potere e la possibilità di abusarne esiste, anche se il sesso è consensuale. Il mio è stato abuso di potere».

 

Monica Lewinsky, che ha sofferto di stress post traumatico in seguito al Sexgate, è rimasta sorpresa della vicinanza che c’è oggi tra le donne, soprattutto se condividono il trauma di essere state vittime di abusi e commenta: «Non mi sarei mai sentita così isolata se fosse accaduto oggi» e ha aggiunto: «Se internet è stata la mia bestia nera nel 1998, oggi mi stupisco nel vedere che i social media salvano milioni di donne, perché virtualmente chiunque può condividere la sua storia #me too e sentirsi istantaneamente benvenuta in una tribù».

 

Foto: Daily Mail

 

di Francesca Splendori

 





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