La straordinaria ordinarietà di Fabrizio Frizzi Sorriso sincero, occhi strizzati fino a formare due fessure e quel leggero movimento della testa all’indietro, ecco cosa ci lascia il conduttore gentile - www.Pontilenews.it


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CULTURA

 

26-03-2018

La straordinaria ordinarietà di Fabrizio Frizzi

Sorriso sincero, occhi strizzati fino a formare due fessure e quel leggero movimento della testa all’indietro, ecco cosa ci lascia il conduttore gentile


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C’è sempre un segno distintivo che caratterizza e rende riconoscibile un personaggio televisivo. Per Pippo Baudo è l’iconico “L’ho inventato io!” , per il presentatore Nunzio Filogamo è stata la frase “Cari amici vicini e lontani, buonasera”. Per Fabrizio Frizzi non c’è. Frizzi si è fatto ricordare per altro, entrando a gamba tesa tra i presentatori più amati e stimati del panorama televisivo italiano. Abituati ormai a un tipo di conduzione audace, quasi presuntuosa, e molto spesso pretenziosa, Fabrizio Frizzi ha incarnato il garbo dei primi conduttori, pionieri del piccolo schermo che, con l’avvento della televisione, si sono affacciati con pacatezza e ossequiosità nei nostri salotti.

 

Sorriso sincero, occhi strizzati fino a formare due fessure e quel leggero movimento della testa all’indietro che, quando il sorriso si trasformava in una risata, diventata più accentuato. Che sia stato questo il segreto di Fabrizio Frizzi? Una semplice, straordinaria “ordinarietà” in grado di farci apprezzare e ricordare questi piccoli particolari. Un fenomeno davvero, se si pensa che oggi per farsi ricordare si è pronti a lanciarsi da un aereo e passare mesi su un’isola deserta, o a presenziare nei salotti televisivi calpestando la propria dignità e quella altrui. Sì, Fabrizio Frizzi è stato proprio un fenomeno. Ci ha accolto dopo una giornata trascorsa tra scuola e compiti, noi bambini cresciuti negli anni ’90, che verso le 19:00 abbandonavamo tutto per prendere posto sul divano e gustarci una puntata di Luna Park. Sempre noi che insieme ai nostri genitori non perdevamo una puntata di Scommettiamo che…? condotto dal 1991 al 1995 da Fabrizio Frizzi insieme a Milly Carlucci e aspettavamo il momento in cui il conduttore avrebbe pronunciato la fatidica domanda che dava inizio alla gara.

 

Màrquez scriveva: Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perché non sai mai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso”. Frizzi l’ha fatto. Anche in questi ultimi 5 mesi da combattente ci ha sempre regalato un garbato, sincero sorriso, e noi ci siamo innamorati di lui ancora di più.

di Clara Pellegrino
 





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