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CULTURA

 

21-04-2018

Il vademecum del bravo passeggero dei mezzi pubblici

I sei comportamenti insopportabili del viaggiatore maleducato


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La vita del pendolare, e in generale di coloro che usufruiscono dei mezzi pubblici per spostarsi, non è certo facile. Ogni mattina un uomo si sveglia e sa che dovrà correre più di Usain Bolt per non perdere il treno. O l’autobus. O la metropolitana. O tutti e tre insieme. Tra i vari inconvenienti come le coincidenze di orari tra un mezzo e l’altro, le vetture non sempre in buono stato e il traffico ingolfato già alle 8:00 di mattina, ci si mettono anche gli stessi viaggiatori a rendere sempre più difficile la maratona giornaliera. Passeggeri indisciplinati, maleducati ed egoisti, questo vademecum è per voi.

 

IMPARATE A SALIRE E A SCENDERE DAI MEZZI PUBBLICI

Purtroppo sembra che solo i pochi eletti investiti di una magica e misteriosa aura di buonsenso siano in grado di capire l’ancestrale regola: quando si sale su un mezzo pubblico bisogna dare la precedenza a coloro che scendono o escono dalla vettura. Quel millesimo di secondo che recuperate nel salire, ostruendo il passaggio altrui, non vi servirà a nulla se non a guadagnare un bonus di insulti utile per la vostra collezione.

 

IMPARATE A USARE LE SCALE MOBILI DELLE STAZIONI E DELLE METROPOLITANE

Sembra strano, ma c’è una regola anche per salire sulle scale mobili. E a quanto pare vale un po’ in tutto il mondo (il riferimento non è casuale e ora capirete il perché). Secondo la norma, chi usufruisce della scala mobile deve rimanere a destra se ha intenzione di non camminare e di lasciarsi trasportare, lasciando così lo spazio a sinistra a coloro che invece la percorrono camminando. Non sono solo gli indisciplinati italiani a farlo, ma anche i turisti stranieri che quando arrivano nel Belpaese non tardano ad adeguarsi alle nostre cattive abitudini.

 

SE LA CAVALLERIA È MORTA, È ORA CHE RESUSCITI

«Siamo nel XXI secolo» oppure «Donne, avete voluto la parità? Non lamentatevi». Quante volte l’avete sentito dire dai cosiddetti “maschi moderni” — che in confronto l’uomo di Neanderthal era il non plus ultra della galanteria —? È ora di sfatare questo mito. Se sui mezzi pubblici si libera un posto, invece di tuffarcisi sopra, è buona norma guardarsi un attimo intorno per vedere se nei paraggi non ci siano persone anziane (sia donne che uomini in questo caso) o signore. Ricordate che quel posto non è un galeone pieno d’oro, e voi non siete Barbanera.

 

UOMINI, EVITATE IL MANSPREADING

Non è una parolaccia, ma un’attitudine posturale che gli uomini assumono molto spesso quando di siedono sui mezzi pubblici: la posizione a gambe larghe. Oltre che di poca classe, è anche alquanto fastidiosa per chi è seduto vicino a voi, dato che in questo modo si tende a invadere lo spazio altrui. Addirittura, l’anno scorso a Madrid, è stata lanciata una petizione che ha raccolto molti consensi. L’invasione dello spazio altrui vale, naturalmente, non solo per gli uomini ma anche per le donne: anche se il sedile accanto al vostro è libero, non vuol dire che debba essere occupato da borse, buste o valigie.

 

IL KEBAB NON È IL CIBO MIGLIORE DA MANGIARE SUI MEZZI PUBBLICI 

Evitate di mangiare cibi maleodoranti sui mezzi pubblici. Abbiamo nominato il kebab, ma la stessa cosa vale per la frittata di cipolla, il panino con i broccoletti o qualsiasi altra cosa che emani un odore molesto per il nostro olfatto. I cattivi odori che trasudano dalle persone che non conoscono l’esistenza di saponi e deodoranti sono già una punizione abbastanza dura.  

 

AGLI ALTRI PASSEGGERI NON IMPORTA NIENTE DELLA VOSTRA "CONFERENCE CALL"

Non siete il presidente degli Stati Uniti, ergo, potete intraprendere la vostra chiamata quando siete scesi dai mezzi pubblici, a meno che non sia una questione impellente. In questo caso è preferibile che parliate con un tono di voce sommesso e che la chiamata sia rapida. La stessa cosa vale quando ascoltate la musica. Non siete Bob Sinclair: la playlist dei vostri brani musicali preferiti non interessa a nessuno. Esistono degli oggetti chiamati cuffiette che vi permettono di sentire in privato tutta la musica che volete.

 

Alcuni problemi affrontati in questo breve compendio potranno sembrarvi ovvi e di facile rimedio, quasi trascurabili. Ma il problema non è da sottovalutare. Ci sarà sempre un passeggero che entrerà in metro scavalcando gli altri, si siederà, spoglierà il suo panino con salsiccia e broccoletti dalla carta stagnola e lo addenterà mentre parla al telefono in vivavoce. Buon viaggio.

di Clara Pellegrino
 





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