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CRONACA

 

25-04-2018

25 aprile. Anpi e Brigata Ebraica, un sodalizio impossibile

Anche quest'anno la Brigata Ebraica non parteciperà alla manifestazione della Liberazione organizzata dall'Anpi


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Continuano le divisioni in occasione della giornata della Liberazione. Dopo gli avvertimenti dei giorni scorsi, come riportato dall'Ansa, la Brigata Ebraica di Roma, ieri 24 marzo, ha comunicato che non parteciperà alla manifestazione di oggi organizzata dall'Anpi. La motivazione è la presenza della comunità palestinese, con le proprie bandiere e kefieh (tradizionale copricapo arabo, perlopiù palestinese). Anche quest'anno perciò sfuma per l'Italia l'occasione di festeggiare la liberazione dal nazifascismo nella completa unità. Il corteo per il 73esimo anniversario della Liberazione organizzato dall'Anpi, che a Roma partirà alle ore 9:30 da via Genocchi (parcheggio della Regione Lazio) e arriverà a Porta San Paolo, ancora una volta non presenterà tra i partecipanti la Brigata Ebraica. Quest'anno, dopo le polemiche degli anni scorsi, sembrava finalmente essere stato trovato un accordo tra l'associazione organizzatrice e la comunità ebraica. Invece si registrerà un'altra assenza da parte dei rappresentanti ebrei.

 

«Non parteciperemo al corteo unitario a Roma. La Comunità ebraica il 25 aprile andrà alle 9:30 alle Fosse Ardeatine e poi alle 10:00 a Via Tasso per un momento pubblico di raccoglimento per ricordare la Liberazione dell'Italia dal nazifascismo» (Ansa), è stato questo il comunicato diramato dalla Brigata Ebraica dopo la mancata presa di posizione dell'Anpi. I rappresentanti della Comunità, nei giorni scorsi, avevano chiesto all'associazione organizzatrice di scegliere tra loro e i palestinesi. La risposta dell'Anpi: «L'evento vuole rivendicare lo spirito unitario della resistenza italiana. A questo, e non ad altro, è dedicata la manifestazione di mercoledì che auspichiamo veda sfilare finalmente insieme Anpi e Comunità ebraica a Roma» (Ansa), ha fatto sì che la Brigata Ebraica, insoddisfatta della mancata presa di posizione da parte dell'associazione, optasse nuovamente per un'assenza alla manifestazione del 25 aprile.

 

Le polemiche in riferimento al 25 aprile non sono una novità. La Liberazione dell'Italia dal nazifascismo per mano dei partigiani, permise la fine dell'incubo chiamato Seconda Guerra Mondiale. Da lì in poi, però, il giorno della "Liberazione" - e ciò appare come un controsenso - anziché essere festeggiato con unità in tutto il paese, ha continuato a generare divisioni. Fino a quest'anno, la Brigata Ebraica effettuava una manifestazione parallela a quella dell'Anpi. La motivazione? Sempre la stessa: "O loro, o noi". Sostanzialmente questa la presa di posizione della Comunità ebraica con l'associazione partigiana, per via della presenza, al corteo, di minoranze filopalestinesi, secondo i fatti storici inclini alle posizioni di Hitler e Mussolini. Quest'anno sembrava potesse essere quello buono per la presenza ebraica al corteo, ma ancora una volta è arrivata la fumata nera.

 

Il retrofront è nato dall'appello lanciato dalla Comunità palestinese di Roma di voler sfilare con i propri vessilli e i propri simboli: «Parteciperemo al corteo di Roma del 25 aprile sfilando con le kefieh e le bandiere palestinesi e rilanciamo l'appello a tutti i sinceri antimperialisti, antifascisti, antirazzisti, antisionisti, a tutte le resistenze internazionali alla partecipazione». In reazione a tale dichiarazione, la Brigata Ebraica ha richiesto l'azione, mai arrivata, dell'Anpi, che ha portato infine all'annuncio dell'assenza al corteo. In seguito a questi eventi, l'Anpi si è dichiarata «sinceramente sorpresa per la possibile rinuncia all'unità faticosamente costruita per il corteo del 25 aprile». Fa riflettere perciò, come sia possibile che ancora nel 2018, un giorno che ha permesso un traguardo importante attraverso l'unità di un paese intero, venga onorato con tutto, tranne che con l'unica cosa che l'ha consentito: l'unità appunto.

 

di Valerio Marcangeli

 





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