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CULTURA

 

04-05-2018

Audrey Hepburn: non solo tubino e filo di perle

L'amore per la sua famiglia e l'impegno per i più deboli erano al primo posto per l'attrice


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«L'eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai» diceva Audrey Hepburn, e non aveva tutti i torti. Nata nel 1929 a Ixelles, in Belgio, ricorre oggi 4 maggio l'ottantanovesimo anniversario della sua nascita. Ballerina prima e attrice poi, viene ricordata dal grande pubblico per interpretazioni in pellicole divenute punti fermi nella storia del cinema, quali: Vacanze Romane, Colazione da Tiffany, Sabrina e Sciarada. Ha lavorato al fianco di divi di Hollywood come Cary Grant e Gregory Peck, conquistando tutti con il suo irresistibile fascino.

 

Fascino e stile che hanno garantito ad Audrey Hepburn un posto d'onore tra le icone intramontabili della moda, tanto che ancora oggi viene presa a modello per bellezza ed eleganza. E non solo per aver consacrato il cosiddetto “little balck dress” come un capo indispensabile, ossia il classico tubino nero — che, secondo tutti gli esperti di moda, non dovrebbe mai mancare nell'armadio di una donna —. La cura, il buon gusto e la semplicità sono spesso da apprezzare più nei comportamenti di una persona che non nel suo guardaroba, ed è per questo che l'attrice risultava, e risulta tutt'ora, un esempio da ammirare e seguire. Appariva ai fotografi sempre sorridente e garbata, leggera benché portasse con sé un pesante passato.

 

Durante l'occupazione nazista, infatti, la Hepburn rimasta sola con la madre e i fratellastri — il padre, sostenitore del regime, divorziò dalla moglie e abbandonò la famiglia — crebbe malnutrita e sviluppò diversi problemi di salute. Problemi che, a distanza di anni, causarono la fine della sua carriera da ballerina. Ma non solo. Probabilmente in questi stessi anni l'attrice ha sviluppato quei valori che poi condizionarono il resto della sua vita. La famiglia, prima di tutto, per cui avvenne il ritiro dalle scene nel 1988, e a seguire la beneficenza. In particolare, fu nominata ambasciatrice dell'UNICEF e da quel momento fino alla sua morte si dedicò ad aiutare i bambini in difficoltà nelle aree più povere del mondo. Impegno che viene consolidato con la Medaglia Presidenziale della Libertà, riconoscimento che le viene consegnato dal Presidente degli Stati Uniti nel 1992. Nel 2011, i due figli Sean e Luca — il primo avuto con l'attore Mel Ferrer, il secondo dal medico italiano Andrea Dotti — hanno istituito il club degli Amici di Audrey, un gruppo di sostenitori speciali dell'UNICEF impegnato nella lotta alla malnutrizione in Ciad.

 

di Eleonora Savona

 





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