Cellula terroristica a Olbia. Dall'Italia finanziamenti al gruppo al Nursa Flussi di denaro verso la Siria: scoperta rete di transizioni illegali da milioni di euro - www.Pontilenews.it


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CRONACA

 

11-05-2018

Cellula terroristica a Olbia. Dall'Italia finanziamenti al gruppo al Nursa

Flussi di denaro verso la Siria: scoperta rete di transizioni illegali da milioni di euro


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Nella giornata di ieri la Digos di Sassari, con il coordinamento della polizia di Stato, ha scoperto e smantellato una cellula terroristica composta da quattro uomini — siriani e marocchini — che da anni operava indisturbata sul territorio italiano, a Olbia. L’obiettivo di questa cellula era quello di mettere in moto ingenti flussi di denaro dall’Italia verso la Siria, e spedirli direttamente nelle mani dei membri del Jabhat Al-Nursa — si tratta di un gruppo jihadista salafita in passato formalmente affiliato ad Al-Qa’ida —. Armato e violento, Jabhat Al Nursa è nato nel 2012 nell’ambito della guerra civile in Siria, al fine contrastare il governo di Bashar al-Assad. Secondo le prime stime, questa cellula di sostenitori terroristi capitanati da Anwar Daadoue — 46 anni, siriano — sarebbe riuscita a trasferire illegalmente in Siria una quantità di soldi enorme da quando è in attività: circa due milioni di euro secondo le prime ipotesi. 

 

Contro i membri della cellula sono stati ora mossi una serie di capi di accusa: associazione con finalità di terrorismo; finanziamento del terrorismo; intermediazione finanziaria abusiva; attività di sostegno alla causa jihadista. Soltanto il capo della cellula è riuscito a fuggire in Svezia prima dell’arresto. È stato grazie alle intercettazioni telefoniche investigative che la vicinanza di questi soggetti ai gruppi antigovernativi siriani si è manifestata con chiarezza: l’esistenza di contatti diretti con i membri del Jabhat Al Nursa è infatti emersa per via delle informazioni fin troppo dettagliate che i membri della cellula si scambiavano in relazione ai fatti della guerra in Siria. Fin dalle prime indagini della polizia, è inoltre emersa la presenza di ulteriori complici sparsi nel territorio italiano di cui la cellula si serviva per raggiungere i propri scopi. Stiamo dunque parlando della scoperta e dello smantellamento di una vera e propria rete illegale di finanziamento, considerata un punto di riferimento importante da tutti i siriani residenti in Italia che desiderassero trasferire dei soldi verso il proprio paese. 

 

Prima ancora di un giustificato compiacimento, la notizia tende a incutere una certa preoccupazione. Innanzitutto, alla luce di quanto scoperto, risulta la quasi assoluta impossibilità di tracciare questi trasferimenti illegali di denaro. Nel realizzare i finanziamenti, la cellula si serviva infatti di capitali di proprietà del capo Anwar Daadoue ubicati in vari paesi. Questi soldi venivano recapitati in Siria mediante dei fiduciari nel momento stesso in cui avveniva il trasferimento di denaro da parte di colui che richiedeva il finanziamento, rendendo così quasi impossibile collegare le due transizioni l’una all’altra. Altro aspetto da non sottovalutare è poi l’ubicazione dell’organizzazione che fa capo a questa grande rete di interessi: l’Italia. Paese che fino ad oggi non avendo subito attacchi diretti da parte dei terroristi si è salvato dalla violenza fondamentalista. È quasi d’obbligo domandarsi se la scelta di tenere fuori il nostro paese dagli attacchi armati sia proprio da rinvenire nell’esistenza di questa rete, così indispensabile per il perseguimento degli scopi di moltissimi soggetti vicini alla causa terrorista.

 

di Livia Larussa

 





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