Morti sul lavoro: da gennaio sono 255 le morti bianche in Italia I recenti episodi di La Spezia e Padova fanno riflettere su un problema che continua a persistere - www.Pontilenews.it


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CRONACA

 

16-05-2018

Morti sul lavoro: da gennaio sono 255 le morti bianche in Italia

I recenti episodi di La Spezia e Padova fanno riflettere su un problema che continua a persistere


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Morti bianche, così vengono chiamate le persone decedute a causa di incidenti sul lavoro, dove l'aggettivo "bianco" allude all'assenza di un vero responsabile per l'incidente. Effettivamente, spesso non si può trovare un responsabile vero e proprio per queste morti, ma se questo fenomeno continua a verificarsi forse la colpa è di chi non riesce a correggere i problemi che avvolgono il mondo del lavoro ancora nel 2018.

 

Una burocrazia complessa e controproducente, i tagli al personale, mezzi non adeguati e mancata formazione lavorativa. Ci sono ad esempio solo 3500 ispettori per più di 4 milioni di imprese in Italia. Solo da questo gennaio i morti sul lavoro in Italia sono stati ben 255, quasi 2 al giorno, come riporta l'Osservatorio indipendente di Bologna che da dieci anni aggiorna quotidianamente sul suo blog il drammatico susseguirsi di incidenti. L'ultimo caso a La Spezia dove un operaio di 56 anni, Dragan Zakic, è stato travolto da una lastra di metallo in un cantiere navale. Ma non ci sono solo i morti, gli infortuni sono ancora più frequenti. A Padova, tre giorni fa, quattro operai sono rimasti gravemente feriti in un incendio scoppiato in un'acciaieria, le cause dell'incidente sono ancora da verificarsi.

 

I dati dell’Inail mostrano che il totale degli incidenti denunciati nel 2017, inclusi anche quelli non mortali, è rimasto quasi invariato rispetto al 2016: sono stati circa 635 mila, cioè 1.379 denunce in meno rispetto al 2016. Quindi non si tratta di un fenomeno in crescita, ma che non si riesce ad arginare nonostante il progredire delle tecnologie. Eppure, da quanto riportato dall'Eurostat, risulta che l'Italia non è il fanalino di coda in Europa, anzi il tasso normalizzato di infortuni (che tiene conto delle diverse tipologie di attività ecoomiche) in Italia è più basso di paesi come la Francia e la Germania. Questi dati però non devono sminuire un problema allarmante che non si riesce a ridurre definitivamente.

 

di Francesco Scaglia

 





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