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POLITICA

 

20-01-2015

Anonymous: i buoni o i cattivi della rete?


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Gruppi più o meno numerosi di individui che agiscono in totale anonimato per perseguire univocamente un obiettivo tramite web: questo è sinteticamente Anonymous. Si distinguono dagli altri hacker in quanto ogni loro azione segue dei principi e degli ideali precisi, come la lotta contro la censura e contro le false notizie a favore della libertà di pensiero e di espressione. Il loro motto è: “Noi siamo Anonymous. Siamo una legione. Non perdoniamo. Non dimentichiamo. Aspettaci”. 

I primi passi

Risale al 2003 l'idea di convogliare l'azione di tutti coloro che già a quel tempo erano soliti commentare o esprimere la propria opinione sul web in maniera del tutto anonima (da qui il nome Anonymous) verso obiettivi comuni. E' impossibile però ottenere una definizione precisa del fenomeno poiché Anonymous prima di essere un gruppo di persone è un'idea, e come tale può essere interpretata più o meno soggettivamente. Molto interessante è il pensiero di Chris Landers il quale, in una pubblicazione del 2008 sul City Paper, paragona metaforicamente gli attivisti ad uno stormo di uccelli: “In qualsiasi momento, più uccelli possono unirsi, lasciare lo stormo o staccarsi completamente verso un'altra direzione”.

 

Il volto di Anonymous

La maschera che dà un volto al movimento è quella di Guy Fawkes, resa celeberrima dal film V per Vendetta, che nel 5 novembre del lontano 1605 organizzò una congiura contro il potere, allora rappresentato dal re Giacomo I di Inghilterra. La congiura venne sventata e tutt'oggi quella data, presa poi come riferimento simbolico da Anonymous, è ricordata come la notte delle polveri. Nel film, ispirato appunto alla storia di Fawkes, il “paladino” alla fine riesce nel suo intento, ed Anonymous, puntando di fatto a sovvertire gli ordini sulla quale oggi si sostiene il potere, ha deciso di identificarsi proprio con colui che riuscì, almeno cinematograficamente, a sconfiggere lo Stato sovrano sulla quale vigeva una democrazia corrotta.

 

Le vittime degli hacker

La strage di Charlie Hebdo ha indiscutibilmente smosso gli animi degli “anon”, che si sono visti minare uno dei pilastri fondamentali del movimento, forse il più importante: la libertà di stampa. Pochi giorni dopo l'attentato del 7 gennaio 2015 hanno infatti rilasciato un comunicato ufficiale, tramite video, in cui dichiaravano guerra aperta all'Isis tramite un attacco feroce e massiccio di tutti i portali jihadisti istiganti atti terroristici.

Anche l'azienda Eternit, dopo la clamorosa (ma non troppo, ndr) sentenza della Cassazione italiana che, per prescrizione, ha annullato il lungo processo e di conseguenza ritirato le accuse rivolte contro il proprietario svizzero della società Stefan Schmidheiny in barba alle innumerevoli vittime dell'amianto, è stata colpita dai giustizieri mascherati di Anonymous che, penetrando il sito www.eternit.at hanno proclamato: “Contro la strage #Eternit, eternit.at Hacked! Nessuno può scappare dalle sue responsabilità”.

Esattamente una settimana prima Anonymous se la prendeva invece con la Lega Nord di Matteo Salvini colpevole di aver istigato, tramite una serie di frasi e slogan propagandistici, atti violenti di chiara derivazione antisemita lungo tutta la Penisola. Anonymous dopo aver colpito il sito www.leganord.org proclama: “Da settimane dedichiamo le nostre attenzioni ai server della Lega Nord; i risultati di questa attività, vista l'ingente mole di messaggi privati, password, etc., che sono caduti in nostro possesso è indubbia. E' nostra intenzione portare il massimo intralcio all'attività della Lega Nord […] La bassezza degli slogan razzisti espressa nelle e-mail che i simpatizzanti leghisti inviano al loro gerarca preferito (Salvini, Maroni) esprime a pieno il degrado subumano che si incarna nel carroccio”, e ancora “Anonymous non può in alcun modo tollerare che per mano dei fascisti, padani o meno, l'Italia riviva il tempo della discriminazione razziale, soprattutto se ad essere colpiti sono i rifugiati politici ed i Rom/ Sinti, un popolo che ha già sofferto 500.000 morti nelle camere a gas naziste e perciò vede i suoi diritti sanciti da trattati dell'ONU (O.N.U. - Risoluzione 1992/65 Protezione dei Sinti e dei Rom); siamo, quindi, pronti a combattere il razzismo con ogni mezzo e ci schieriamo a fianco del fronte antirazzista dei centri sociali proponendoci di sostenerlo con ogni nostra forza”.

Poi Confindustria, sempre nel periodo di novembre, precisamente in occasione dello sciopero generale indetto dai sindacati, è stata presa di mira dagli attivisti i quali, attaccando il sito della multinazionale, hanno espresso la loro solidarietà nei confronti degli operai: “Non c'è nulla di naturale nello sfruttamento degli esseri umani che il sistema produttivo industriale dei padroni impone alle persone e al Pianeta. Lo stesso Aristotele, assoluto riferimento classico e non certo incline a idee sovversive, riteneva esplicitamente dissennato un sistema economico basato, come quello attuale, su quella che egli chiamava chrematistiké, cioè pulsione all'accumulazione illimitata delle ricchezze. […] Ripudiamo il capitalismo col suo agonismo proiettato in ogni aspetto della vita, incapace di produrre ciò che davvero serve e per ogni essere umano, spregiatore delle persone e dell'ambiente! […] Reddito per tutte/ i!”

Ha sicuramente risentito di una grande risonanza mediatica l'assalto al sito del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia) avvenuto nei giorni immediatamente successivi alla sentenza Cucchi dove tutti gli accusati sono stati assolti. Sul sito di Anonymous Italia si legge: “Anonymous contro la violenza e l'ingiustizia di Stato: la sentenza Cucchi oltraggia la dignità umana!” e poi, dopo aver motivato l'attacco, delle vere e proprie richieste allo Stato tra cui “una legge contro la tortura da parte delle forze dell'ordine, una continua videosorveglianza nelle questure e nelle carceri al fine di garantire la tutela delle persone detenute o sotto la custodia degli agenti, leggi che permettano di espellere dalle forze dell'ordine e di punire adeguatamente chi tra gli agenti si sia macchiato di maltrattamenti, percosse o molestie contro persone in stato di fermo, arresto o comunque sotto custodia.”

E ancora, sbirciando sul blog italiano www.anon-news.blogspot.com, si possono scorgere azioni a tutela dell'ambiente e contro “le grandi opere che sistematicamente comportano corruzione e inefficienza”, come Mose, Expo2015, TAV, Muos, rigassificatori, centrali nucleari, inceneritori, così come attacchi ad alcuni governi, ad esempio quello brasiliano in occasione della FIFA World Cup 2014, dove si è contestata al Presidente una deriva capitalistica dell'ordine delle priorità. Gli “Anon” in quello specifico caso si sono chiesti: “E' mai possibile che in un Paese martoriato da fame e povertà ci si preoccupi maggiormente di investire su un evento riservato esclusivamente a pochissimi cittadini anziché su scuole, trasporti, sanità, ecc.?” Evidentemente sì.

Insomma, sicuramente dai fatti riportati si può ora capire molto meglio il metodo e la tecnica di approccio utilizzati da Anonymous per perseguire i propri obiettivi ed inseguire i propri ideali. Buoni o cattivi? Impossibile stabilirlo, ogni tentativo di giudicare sarebbe assolutamente opinabile. Però una cosa è certa, ci troviamo di fronte a persone che, pur agendo senza un volto, si comportano sempre coerentemente con quanto sostenuto e proclamato il ché, almeno per i personaggi a cui siamo abituati noi italiani, non è cosa da sottovalutare.

 

 

 





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