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ESTERI

 

10-11-2015

Scandalo doping. La Russia rischia la messa al bando dei suoi atleti dai prossimi giochi olimpici

Burattinai di questa grande macchina che falsificava test antidoping sono lo Stato e alcuni membri della Iaaf, della Rasada, della Federazione russa e della Wada


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Un nuovo scandalo ha scosso lo Stato russo. Una commissione istituita dalla Wada, agenzia mondiale antidoping, ha chiesto alla Iaaf, Federazione internazionale di atletica, l’esclusione dalle prossime competizioni di atletica per gli atleti russi, quali Olimpiadi, mondiali ed europei, a causa dei troppi casi di doping riscontrati.

 

Al termine di un’inchiesta durata 11 mesi, la commissione ha evidenziato carenze nei controlli svolti dalla Federazione internazione e quella russa nei confronti degli atleti. Dick Pound, posto a capo della commissione, sostiene inoltre la complicità da parte dello Stato russo. Quest’ultimo, grazie all’intervento dei servizi segreti dell’Fsb che sembra aver controllato i laboratori antidoping di Mosca anche durante i Giochi invernali di Sochi nel 2014, ha favorito lo sconcertante sviluppo della pratica del doping tra gli atleti. La Wada ha riconosciuto un altro colpevole nella figura di Vitaly Mutko, ministro dello Sport russo. Questo avrebbe infatti dato ordini specifici nella manipolazione dei dati nelle analisi antidoping.

 

La Russia è da sempre città natale di atleti eccezionali. Ma quanti tra di loro hanno gareggiato in maniera pulita? Secondo il Sunday Times, nell’Olimpiade di Londra 2012, otto atleti detentori di medaglie avrebbero dovuto subire una squalifica dai giochi a causa del doping, ma grazie al “dio denaro”, giunto sino alle tasche dell’ex presidente Iaaf Lamine Diack, sono riusciti a fuggire ogni sanzione. In particolare, per questo scandalo, sarebbe stata chiesta la sospenzione a vita per ben cinque atleti e cinque allenatori russi. Infine, ad essere coinvolti sembrerebbero essere, quindi, membri della Federazione russa, della Rusada (agenzia antidoping nazionale), della Iaaf e della Wada.

 

Le indagini relative a questa grande inchiesta hanno avuto inizio nel 2014, quando in un documentario, dal titolo “Top-secret Doping: How Russia makes its Winners”, sono intervenuti Vitaly Stepanov e Yulia Stepanova, dipendente dell’agenzia antidoping russa e un’ex atleta squalificata per doping, illustrando il recolare uso di sostanze dopanti tra gli atleti russi. 

di Chiara Di Nicola
 





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