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SPORT

 

01-12-2015

Nba, Kobe Bryant annuncia il suo ritiro: Cara pallacanestro, il mio corpo mi dice che è tempo di dirti addio

La stella dei Lakers, il numero 24, confessa, in una lettera bellissima, di essere arrivato all'ultimo capitolo della sua straordinaria carriera


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Kobe Bryant, gioiello dei Los Angeles Lakers, dopo 20 anni trascorsi tra il rumore delle scarpe da ginnastica mosse sul parquet, ha annunciato di volersi ritirare al termine della stagione 2015-2016. E così il 13 aprile prossimo, quando lo Staples Center di Los Angeles sarà vuoto alla fine dell’incontro tra Lakers e Utah, che pone un punto alla regular season gialloviola, Kobe Bryant farà ufficialmente il suo ingresso nella storia. La sua carriera ha avuto il fischio di inizio nel 1996 ed è stata caratterizzata sempre dalla stessa maglia, quella dei Lakers, il suo sogno da bambino diventato realtà. Una carriera fatta di grandi soddisfazioni: terzo nella classifica dei realizzatori, davanti a lui solo Kareem Abdul-Jabbar e Karl Malone, 5 anelli, il premio di most valuable player 2008, migliore nelle Finals 2009 e 2010.

 

La lettera dell’addio. “Cara pallacanestro”, con queste parole inizia la lettera che sancisce la fine della carriera del numero 24 dei Lakers. Ha vinto il tempo, ha incassato il tiro mancino della stanchezza, dell’età che avanza. “Il mio cuore può sopportare la battaglia. La mia mente può sostenere la fatica. Ma il mio corpo mi dice che è tempo di dirti addio”. Quest’ultima è stata la parola più difficile da dire, da scrivere. È l’addio ad un sogno da bambino. L’addio ad un pezzo di vita, ad una fetta importante della sua esistenza. “Sono pronto a lasciarti andare in modo che entrambi possiamo assaporare ogni momento trascorso insieme. Quelli belli e quelli brutti. Ci siamo dati tutto. Dal momento in cui ho cominciato ad arrotolare i calzini di mio padre e a lanciare immaginari tiri della vittoria nel Great Western Forum ho saputo che una cosa era reale: mi ero innamorato di te. Un amore così profondo che ti ho dato tutto dalla mia mente al mio corpo dal mio spirito alla mia anima. Da bambino di 6 anni bambino profondamente innamorato di te non ho mai visto la fine del tunnel. Vedevo solo me stesso correre. E quindi ho corso. Ho corso su e giù per ogni parquet dietro ad ogni palla persa per te. Hai chiesto il mio impegno ti ho dato il mio cuore perché c’era tanto altro dietro. Ho giocato nonostante il sudore e il dolore non per vincere una sfida, ma perché TU mi avevi chiamato. Ho fatto tutto per TE perché è quello che fai quando qualcuno ti fa sentire vivo come tu mi hai fatto sentire. Hai fatto vivere a un bambino di 6 anni il suo sogno di essere un Laker e per questo ti amerò per sempre. Ma non posso amarti più con la stessa ossessione. Questa stagione è tutto quello che mi resta. Sono pronto a lasciarti andare. Sappiamo entrambi, indipendentemente da cosa farò, che rimarrò per sempre quel bambino con i calzini arrotolati bidone della spazzatura nell’angolo 5 secondi da giocare. Palla tra le mie mani. 5… 4… 3… 2… 1… Ti amerò per sempre, Kobe”. Sono queste le parole che il campione dei Lakers ha utilizzato per dare il suo ultimo saluto all’Nba, come riporta il “The Player’s Tribune”.

 

Le prodezze. Vestendo la maglia dei Lakers, Bryant ha vinto 5 titoli Nba, con la nazionale l’oro alle Olimpiadi di Pechino 2008 e di Londra 2012. All’età di 6 anni si trasferì con la sua famiglia nel “Bel Paese Italico”, dove il padre giocò per 8 anni. Kobe fece il suo ingresso nel basket già in tenera età: a 18 anni era il più giovane debuttante in Nba e il più giovane vincitore dell’Nba Slam Dunk Contest. Nonostante i numerosi infortuni che costellano la carriera di questo fenomeno, rimane il terzo giocatore più prolifico della storia dell’Nba, grazie a quella voglia di vincere che lo ha sempre caratterizzato, quelle mosse, prodezze sbirciate a Michael Jordan, quel mordente tratto distintivo dei grandi campioni.

di Chiara Di Nicola
 





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