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17-12-2015

Corruzione Fifa: Platini non si recherà al colloquio con la Commissione etica

Il numero uno della Uefa protesta nei confronti di un processo a suo avviso meramente politico e dal verdetto annunciato, il cui unico scopo è quello di impedirgli la candidatura alla Presidenza Fifa


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Domani, 18 dicembre 2015, Michel Platini, numero uno della Fifa, non sarà presente per protesta al cospetto della Commissione etica della Fifa, che ha il ruolo di giudicarlo riguardo alla turbolenta vicenda del pagamento di 2 milioni di franchi svizzeri ottenuto dalla Fifa stessa per prestazioni professionali risalenti più di 10 anni prima.

 

La Commissione ha già preso dei provvedimenti nei confronti dell’ex giocatore della Juventus e della nazionale francese, sospendendolo dal ricoprire i suoi incarichi per un arco di tempo di 90 giorni. Tale sanzione è conseguente alle accuse, nei confronti dello svizzero, riguardanti diversi episodi di corruzione, tra cui anche un’indagine della procura generale svizzera. Tuttavia, il numero uno della Uefa si è sempre professato innocente, tanto da dichiarare al fisco tutti i redditi da lui stesso percepiti. Ora, nonostante la richiesta degli investigatori di sospensione a vita per il big del calcio, Platini potrebbe essere solamente sospeso per diversi anni, così da non consentirgli la candidatura alla presidenza Fifa, prevista per il prossimo febbraio.

 

La scelta di Platini è la testimonianza dell’indignazione e la frustrazione dell’uomo, spiegano i suoi legali. Secondo gli avvocati questo sembrerebbe essere “un processo esclusivamente politico, con lo scopo di impedirgli di candidarsi alla Presidenza della Fifa” e il cui verdetto “è già stato annunciato a mezzo stampa”. A tali affermazioni la Commissione etica della Fifa ha voluto rispondere assicurando il fatto che non esistono dei pregiudizi nei confronti della persona Michel Platini. Ha garantito, inoltre, per il numero uno del calcio lo svolgersi di un processo giusto ed equo. “Vorremmo sottolineare chiaramente che la camera arbitrale della Commissione etica si occuperà di questo caso come farebbe in qualsiasi altro caso, seguendo una procedura indipendente e imparziale” ha sottolineato una nota dell'organismo giudicante.

 

E se Platini si fa desiderare, il presidente della Fifa, Joseph Blatter, è giunto, nella mattinata di oggi 17 dicembre, presso la sede della Federcalcio internazionale a Zurigo, per essere ascoltato dai giudici del Comitato Etico. Sostenuto dal suo avvocato, l'elvetico Lorenz Erni, è pronto a dare delucidazioni nei riguardi di quei 2 milioni di franchi svizzeri che nel 2011 sono finiti nelle tasche del presidente Uefa, Michel Platini, per una consulenza svolta per la Fifa fra il '99 e il 2002. Intanto, il ministro della giustizia della Svizzera ha reso noto il congelamento di alcuni conti bancari del valore di milioni di franchi e in rapporti con la Fifa. Mentre la Federcalcio brasiliana, denominata Cbf, ha eletto Antonio Carlos Nunes nuovo vicepresidente, sostituendo quindi, il presidente José Maria Marin, implicato anche lui nel processo Fifa. Il settantasettenne è, inoltre, il probabile successore al posto di rettore della Federcalcio, nel caso in cui Marco Polo Del Nero fosse definitivamente sospeso. Infine, l'ex presidente della Federcalcio di El Salvador, Reynaldo Vasquez, è stato arrestato su richiesta della Giustizia statunitense. I motivi che lo hanno condotto al fermo riguardano: corruzione, riciclaggio di denaro per un valore pari a 450 mila dollari, appropriazione di tangenti per la vendita dei diritti commerciali nei mondiali del 2014 e del 2018, e di alcune partite amichevoli.

 

In tutta questa pessima situazione che coinvolge e mette sotto i riflettori gli organi della Fifa, gli sponsor mostrano il loro mal contento. Il calcio sta perdendo credibilità, troppe le storture emerse negli ultimi mesi. Ad esempio, l’Adidas ha annunciato di voler rivalutare l’accordo per la sponsorizzazione dei Mondiali. Lo sponsor tedesco, il più longevo nell’ambiente calcistico, che fornisce il pallone ufficiale ai Mondiali dal 1970 e ha un contratto fino al 2030, ha evidenziato la propria indignazione nei confronti del lavoro condotto dalla Fifa. L’Adidas mantiene, tuttavia, rapporti con la Federcalcio tedesca, la Dfb, coinvolta negli scandali relativi ai rapporti di corruzione per l’assegnazione dei Mondiali 2006.

di Chiara Di Nicola
 





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