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ESTERI

 

05-01-2016

Ricordando l'attentato a Charlie Hebdo: polemica sullo speciale in uscita il 6 gennaio

L’immagine di copertina è stata disegnata dal nuovo direttore, Riss Laurent Sourisseau. Il titolo: Un anno dopo, l’assassino è ancora in libertà


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Parigi, numero 10 di rue Nicolas-Appert. A un anno di distanza dall’attentato terroristico alla redazione parigina di Charlie Hebdo, il 7 gennaio 2015, è il tempo delle commemorazioni, ma anche delle polemiche. Se proprio oggi il presidente della Repubblica François Hollande e la sindaca di Parigi Anne Hidalgo hanno inaugurato una targa commemorativa in onore delle vittime, dall'altra parte Charlie Hebdo torna a prendersela con la religione con un numero speciale in uscita mercoledì 6 gennaio. Dopo i recenti fatti di Parigi, è questo ciò di cui la Francia ha bisogno?

 

L’immagine di copertina del numero speciale di Charlie Hebdo  è stata disegnata dal nuovo direttore, Riss Laurent Sourisseau, che ricordiamo essere rimasto ferito negli attacchi dello scorso gennaio. Il soggetto, però, questa volta non è né Allah né Maometto, ma un Dio dalle sembianze cristiane, con una folta barba, una tunica bianca insanguinata e un kalashnikov sulle spalle. Sullo sfondo l’occhio di Dio o della provvidenza, simbolo conosciuto anche nella tradizione massonica; l'occhio nel triangolo. Il titolo dello speciale in uscita domani è «Un anno dopo, l’assassino è ancora in libertà», e sarà diffuso anche all’estero: la tiratura sarà di un milione di copie. Nel nuovo numero di Charlie Hebdo  compariranno i disegni dei vignettisti morti nell'attentato del 7 gennaio 2015 (Cabu, Wolinski, Charb, Tignous e Honoré) e anche dei contributi esterni, come: del ministro della Cultura Fleur Pellerin,di alcune attrici francesi (Charlotte Gainsbourg e Juliette Binoche tra le tante), di intellettuali e scrittori (Élisabeth Badinter, Bangladesh Taslima Nasreen, l'americano Russell Banks e il musicista Ibrahim Maalouf).

 

Scoppia così una nuova polemica sulla vignetta di Charlie Hebdo . Vescovi e musulmani francesi esprimono la loro indignazione. «La Conferenza episcopale francese non commenta chi cerca solo di provocare. È il genere di polemiche di cui la Francia ha bisogno?», hanno scritto i vescovi francesi in un tweet. Interviene anche Anouar Kbibech, il presidente del Consiglio del culto musulmano, dicendo che la caricatura «colpisce tutti i credenti delle diverse religioni», e prosegue, «abbiamo bisogno di segni di distensione. Chiaramente questa caricatura non aiuta, in un momento in cui abbiamo bisogno di ritrovarci fianco a fianco. Bisogna rispettare la libertà di espressione dei giornalisti ma anche quella dei credenti».

 

Ricordiamo che nell'attacco terroristico a Charlie Hebdo, commesso un anno fa dai terroristi islamici Chérif e Said Kouachi, sono morte dodici persone e undici sono rimaste ferite. Dopo il primo attentato, il 9 gennaio un complice degli attentatori si è barricato in uno dei supermercati della catena kosher Hypercacher uccidendo quattro persone. Si è trattato di uno dei più grandi attentati in Francia dopo quello del 13 novembre 2015 al teatro Bataclan, allo Stade de France e a tre ristoranti parigini. Nel frattempo nella sede del giornale satirico, e nel luogo in cui fu ucciso un poliziotto sono state inaugurate delle targhe commemorative con i nomi delle vittime; una terza è prevista  davanti al supermercato kosher.

di Giulia Bordini
 





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