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CHIEDI ALL'ESPERTO: BIOLOGA NUTRIZIONISTA

 

13-02-2015

Come posso aiutare mia figlia con un disturbo alimentare?

Anoressia e ossessione del peso corporeo


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Cara Dottoressa,  

sono la mamma di una ragazza di 16 anni. Le scrivo perchè sono molto preoccupata per mia figlia, la quale da qualche mese è dimagrita tantissimo. Il tutto è cominciato a gennaio dell' anno scorso. Mia figlia è sempre stata di buon appetito e normopeso, foese con un paio di chiletti in più rispetto al suo peso; dopo le feste di Natale avendo preso un pò di peso ha deciso da sola di mettersi a dieta, all'inizio ha tolto dolci, merendine, patatine...poi pasta, pane e quindi ha cominciato a togliere totalmente i carboidrati, poi piano piano eliminava sempre di più....vedevo mia figlia dimagrirsi sotto i miei occhi e più le dicevo che doveva mangiare, che non era quello il modo giusto di dimagrire e più lei eliminava, fino ad arrivare a mangiare una mela e uno yogurt al giorno. Ha cominciato a dirmi bugie, il suo carattere sempre solare stava cambiando, mi aggrediva, si isolava, il ciclo mestruale non c'era più da mesi. L'ho portata contro la sua volontà da uno psicologo e poi da un nutrizionista. Ma dopo due sedute si è rifiutata di tornarci. È trascorso un anno, la situazione non è cambiata anzi è peggiorata, è arrivata a pesare 40kg ( è alta 1,70m) . L' ho anche minacciata più volte di farla ricoverare, ma credo che la sto allontanando sempre di più. Sono una mamma disperata. Mi rivolgo a Lei dottoressa per avere un suo consiglio. Un saluto. Grazie. Stefania

 

Carissima sig.ra Stefania, immagino la preoccupazione e la disperazione, ma soprattutto la sensazione di impotenza di fronte a questa malattia, l'anoressia.    

Perché tale dobbiamo considerarla, cioè un grave stato morboso sintomatico che insieme alla, Bulimia, viene classificata fra i disturbi del comportamento alimentare, causato da una malattia o da un'alterazione psichica (anoressia mentale o anoressia nervosa), che colpisce soprattutto le donne di età compresa tra i 12 e i 30 anni. Si manifesta inizialmente con un'attenuazione dello stimolo ad alimentarsi, poi segue l'anoressia vera e propria, cioè mancanza di appetito, il rapido dimagrimento e nelle donne l'assenza delle mestruazioni.

La cura dell' anoressia coinvolge necessariamente l'ambiente familiare del paziente, richiedendo un'ampia disposizione a collaborare e a mettere in discussione comportamenti e situazioni familiari, cause possibili dell'insorgere del disturbo.   

La guarigione assomiglia a un percorso a tappe: per venire fuori dal problema, bisogna prima di tutto ammettere di avere un problema. Accettare un aiuto.  

Il trattamento iniziale se la situazione è grave ha lo scopo di correggere le alterazioni metaboliche provocate dell'alimentazione insufficiente, quindi possono essere necessarie l'ospedalizzazione e l'alimentazione endovenosa. 

Il rifiuto per il cibo può essere il sintomo , non la causa di una malattia che ha profonde radici. Il disagio anoressico è espresso con il corpo, ma le radici infatti sono da ricercarsi in un malessere interiore.

Il trattamento per questo disturbo alimentare deve essere quindi multidisciplinare: lo Psicologo e il Nutrizionista che lavorino in sinergia sulla riabilitazione nutrizionale- comportamentale, cioè attraverso una terapia cognitivo- comportamentale. 

Quindi carissima Stefania, il processo è molto elaborato e lungo le consiglio di rivolgersi ad uno Specialista della Nutrizione, se continua a rifiutarsi la convinca almeno a farsi seguire da un medico di sua fiducia (è un buon inzio). Le stia vicino in modo affettuoso ma non invadente. Le faccia capire con dolcezza e pazienza che ha bisogno di aiuto, la aiuti a prendere coscienza del problema. Sono qui a sua disposizione.

 

Cordiali saluti

 

Dott.ssa Barbara Vitale 

Biologa Nutrizionista e Allenatrice sportiva

 

Se avete domande potete rivolgervi a esperti@redazione.it oppure alla dott.ssa Barbara Vitale cell.3395804731 

di Barbara Vitale
 





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