Roma-Sampdoria. I giallorossi vincono all'Olimpico, ma Spalletti non esulta 'Mi sembra ci sia attenzione giusta, la forza giusta negli allenamenti, per cui è a livello psicologico che si bloccano. Da domani ne parleremo', ha commentato il tecnico di Certaldo - www.Pontilenews.it


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08-02-2016

Roma-Sampdoria. I giallorossi vincono all'Olimpico, ma Spalletti non esulta

'Mi sembra ci sia attenzione giusta, la forza giusta negli allenamenti, per cui è a livello psicologico che si bloccano. Da domani ne parleremo', ha commentato il tecnico di Certaldo


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La Roma mette in buca il terzo successo consecutivo contro la Sampdoria di Montella e si avvicina all’obiettivo Champions. Decidono il match le reti di Florenzi e Perotti, e di Pjanic che accidentalmente riapre la partita con un autogol. Edin Dzeko, invece, appena rientrato dall’infortunio, contro la formazione blucerchiata non ha iniziato la sua gara tra i titolari. Ha fatto il suo ingresso solo al 61’ minuto, sostituendo il compagno di squadra Maicon. Con i pareggi di Fiorentina, Inter, Milan e Sassuolo, Luciano Spalletti, nella ventiquattresima giornata di Serie A, è stato chiamato alla prima vera prova dal suo ritorno in giallorosso: accorciare la distanza dalla zona Champions battendosi contro i blucerchiati in piena crisi, a caccia di punti per scacciare lo spauracchio retrocessione. Inoltre, la Roma, in questo match contro la Sampdoria, ha scelto di celebrare il Capodanno cinese. Così, i calciatori sono scesi in campo indossando una maglia particolare con su scritto un messaggio speciale nella lingua orientale: “Una scimmia d’oro porta buona sorte e felicità”.

 

La partita. Le formazioni scendono in campo, la Roma è schierata in un 3-4-2-1. Il tecnico di Certaldo si è trovato costretto a dover reinventare il centrocampo a causa delle importanti assenze, come quelle di De Rossi, non convocato per un affaticamento al polpaccio, e di Nainggolan, squalificato. Celi fischia l’inizio dell’incontro con cinque minuti di ritardo. Fin dai primi istanti di gioco le squadre caute si studiano, prendendosi le misure. Al 7′ minuto Zukanovic reclama un calcio di rigore per la Roma a causa di un fallo di mano commesso da Ranocchia. Il difensore blucerchiato, in scivolata, però colpisce il pallone col corpo, non con il braccio. Al 10′ minuto il direttore di gara mostra il cartellino giallo per Barreto che, su una giocata di Salah, ferma la sfera con la mano. Il primo tempo da questo momento si tinge di giallorosso, gli uomini di Luciano Spalletti iniziano ad essere più presenti, preponderanti. Al minuto 20 arriva il primo vero brivido capitolino, grazie alla splendida azione corale di Maicon, Salah e Perotti a servire El Shaarawy in area, ma l’ex rossonero calcia alto dal dischetto in movimento. Al 29′ minuto la Roma reclama nuovamente il tiro dal dischetto. Florenzi alza la palla e Silvestre, all’interno dell’area di rigore, la colpisce col braccio. Il movimento del difensore della Sampdoria è evidentemente sospetto. Celi, in questa occasione, avrebbe dovuto assegnare il calcio di rigore ai giallorossi, ma sceglie di lasciar correre. Il cartellino giallo per Zukanovic piomba al minuto 34, a causa di un fallo nei confronti di Correa in contropiede. Al 38′ minuto anche Correa reclama un calcio di rigore, ma il direttore di gare Celi lo ammonisce per simulazione. L’argentino, infatti, non subisce alcun fallo da parte di Rudiger. Allo scadere dei primi 45 minuti di gioco i giallorossi passano in vantaggio. Contropiede di Florenzi che serve in corsa El Shaarawy, il tiro del faraone è deviato e di testa il numero 24 mette in buca. Il calciatore della Roma non segnava di testa dal settembre 2013: da quel giorno ad oggi ha trovato la via del gol altre dodici volte. La ripresa inizia con il primo cambio nella formazione capitolina: esce Zukanovic, entra Digne. Al minuto 49 tuona la rete del raddoppio giallorosso: azione corale impeccabile finalizzata da un destro volante dell’argentino ex Genoa, Perotti, al suo primo gol nella Capitale. Al 55′ Ranocchia riceve un cartellino giallo per un fallo in ritardo su Perotti, mentre sette minuti dopo è Keita ad essere ammonito da Celi a causa di un intervento falloso e da dietro su Correa. Durante il minuto 56 Montella sceglie di modificare la disposizione dei suoi uomini in campo: esce Muriel, entra Quagliarella. Al 57’ minuto la Sampdoria accorcia il vantaggio: Fernando calcia in area, Pjanic devia beffando Szczesny. Al minuto 61 Spalletti mischia le carte: esce Maicon, entra Dzeko. Risponde Montella 4 minuti dopo mettendo in campo Alvarez al posto di Barreto. Ultima sostituzione blucerchiata al minuto 76: esce Correa, entra Cassano. Mentre l’allenatore giallorosso all’86’ minuto di gioco sceglie di far entrare in campo Iago Falque al posto di El Shaarawy. Termina il match, Celi fa risuonare il triplice fischio chiudendo un secondo tempo in cui i giallorossi si sono spenti, schiacciati dagli uomini di Montella.

 

Il post partita. Una Roma camaleontica che interpreta la gara secondo le esigenze del momento, adottando più moduli all’interno di uno stesso match. È questa la Roma di Spalletti ritrovata, rigenerata. Dove le novità hanno compensato le mancanze che hanno gravato nell’avvio di campionato. La gara vede inizialmente la Sampdoria con un 3-5-2, ma che non si rivela adatto in quanto permette molti metri al palleggio dei giallorossi che, con un 4-4-1-1, occupano il campo in fraseggi stretti e precisi. Ma, dopo circa un’ora di gioco, la proposta offensiva dei giallorossi cala di intensità, facendo alzare il baricentro dei blucerchiati che cominciano a prendere campo e mantengono questa superiorità sino agli ultimi istanti di gara. Le prestazioni degli uomini di Spalletti si aggirano tutte intorno alla sufficienza. Ma, lodi di meritano vanno sicuramente a Sczcesny, sempre attento ed impeccabile, in più occasioni ha mostrato il suo talento proteggendo il vantaggio giallorosso, e Perotti, gol splendido e prestazione impeccabile, sempre presente in ogni luogo del campo, si muove bene sia in mediana che in fase offensiva. Il mister Spalletti al termine dell’incontro ha mosso, verso i microfoni, un mezzo sorriso per la vittoria ottenuta, ma non si è dimostrato affatto soddisfatto degli ultimi 45 minuti di gioco: “Senza essere spumeggianti la vittoria l’avevamo preparata: non eravamo belli ma con equilibrio tentavamo di trovare una situazione nuova senza attaccare lo spazio, senza essere cattivi nel pressare. Una partita preparata, ma non fatta bene. Poi sul 2-0 abbiamo subito gol e c’è stata un’involuzione che non riesco a capire. Dzeko non l’ho messo titolare per il problema al polpaccio e non aveva più di trenta minuti sulle gambe. Quando è entrato pensavo mi aiutasse di più perché la squadra aveva bisogno di respirare giocando palla addosso a lui: in alcuni momenti ha fatto bene, in altri ha randellato quasi a caso e diventa difficile anche per lui tradurre in palla giocata i palloni buttati lì. Io do la colpa a noi, non al pubblico. Bisogna farla finita di parlare di ambiente difficile. Noi abbiamo tutto e dobbiamo mettere in evidenza il nome che portiamo sulle spalle. Salah sa anche andare alle spalle della linea difensiva: stasera ha preso più la palla sui piedi a differenza della sfida con il Sassuolo. A lui piace la piazzola centro destra per fare gol come quello del Sassuolo. La curiosità di andare dietro la linea difensiva devono averla: la Samp non ha la linea difensiva corta e soffre la palla dietro. È più facile farlo con squadre corte che usano il fuorigioco, come il Sassuolo. Quella di questa sera poteva essere la Roma di Spalletti, quando ho tolto Maicon e Zukanovic, c’erano due mediani, Perotti trequartista dietro a Dzeko, El Shaarawy a sinistra e Salah a destra. Ancora non riesco a farlo vedere ma le intenzioni erano quelle. Un altro problema che abbiamo è che scappiamo troppo, si va troppo lunghi. Diventa difficile dare al centrocampo la possibilità di essere a sostegno delle punte e di aiuto ai difensori: una squadra che applica un calcio corretto sta al massimo in quaranta metri, noi stiamo in 60. Dobbiamo avere più fiducia delle velocità che abbiamo”.

di Chiara Di Nicola
 





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