Expo 2015, cercasi "camouflage" per mascherare l'incompiutezza dell'opera Dopo gli scandali della "cupola" sulle tangenti e la ricerca di colpe specifiche l'Expo di Milano rischia un grosso flop: solo il 18% dei lavori è stato portato a termine - www.Pontilenews.it


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POLITICA

 

22-03-2015

Expo 2015, cercasi "camouflage" per mascherare l'incompiutezza dell'opera

Dopo gli scandali della "cupola" sulle tangenti e la ricerca di colpe specifiche l'Expo di Milano rischia un grosso flop: solo il 18% dei lavori è stato portato a termine


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Siamo alle solite. Anche stavolta un evento internazionale come Expo 2015 rischia di slittare o per lo meno di non riuscire come doveva. Le colpe? Difficile trovare un responsabile. In generale, dopo lo scandalo tangentopoli scoppiato alcuni mesi fa intorno agli appalti Expo, i vari esponenti politici assieme agli imprenditori hanno iniziato a passarsi la patata bollente della colpa, senza però che questa restasse per più di qualche battuta in mano alla stessa persona. Alla fine si è comunque arrivati a due personaggi in particolare, il senatore del Ncd Roberto Formigoni e l'ex-sindaco di Milano Letizia Moratti, artefici dell'organizzazione primordiale dell'evento la quale, visti i risultati, non sembra esser stata proprio eccellente.

 

Oramai ci siamo, l'Expo di Milano sarà ufficialmente inaugurato il 1° maggio. I lavori però sono tutt'altro che ultimati, e anzi, siamo ancora a “caro amico”. Secondo il Fatto Quotidiano, a due mesi dall'evento erano state realizzati solo il 18% degli stand e delle strutture, mentre per il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) è invece solamente il 9% dei lavori ad esser stato portato a termine, e ben l'80% delle procedure di appalto sono ancora in discussione.

 

Pensare che in circa 40 giorni si riesca a portare a termine il restante 82% delle strutture è assai utopistico. La soluzione? Un bando da 1 milione di euro per il “camouflage” dell'Expo, ovvero per rendere in qualche modo presentabile l'evento ai partecipanti che arriveranno da tutto il mondo e che hanno già pagato il loro biglietto, al fine di rimediare parzialmente alla figuraccia che l'Italia tutta sta facendo (tanto per cambiare, ndr) davanti al mondo intero. Come si intenda camuffare lo scempio che (non) sta prendendo forma è comunque poco chiaro.

 

Entrando nel merito dell'evento, ha fatto molto scalpore la partecipazione come sponsor ufficiali di Expo 2015 delle multinazionali americane Mc Donald's e Coca Cola. In molti tra politici, medici e nutrizionisti si sono dichiarati indignati, chiedendosi come possa un evento che deve raccontare la buona e sana alimentazione mediterranea e che deve dare indicazioni soddisfacenti e innovative sul nutrimento del pianeta possa affidarsi a compagnie che sono, senza dubbio, tra le peggiori rappresentanti di questi principi. E' un po' come se “un convegno di dentisti fosse sponsorizzato dallo zucchero filato”, come ha dichiarato venerdí sera Maurizio Crozza durante il suo show televisivo.

 

D'altra parte Oscar Farinetti, proprietario e fondatore di Eataly, si è invece dimostrato favorevole al matrimonio tra le aziende americane ed Expo, sostenendo che “essere contrari alla presenza di McDonald’s e Coca Cola è una stupidaggine enorme: il tema di Expo è nutrire il pianeta, ed è universale. Semmai dobbiamo parlare del perché nel mondo c’è ancora un 20% di malnutriti. Non so cosa faranno Coca Cola e McDonald’s, che è presente come main sponsor; la presenza non è così forte: saranno chiamati ovunque nel mondo, io sono amico dell’Ad di Coca Cola e gli rompo le scatole ogni giorno affinché tolga i coloranti dalla bevanda. Quelli di McDonald’s li ho incontrati, e abbiamo parlato di prodotto sano e pulito. Intanto danno lavoro a tante persone”. Dichiarazioni insomma quantomeno inadatte a soddisfare tutti sulla scelta di queste due compagnie come main sponsor di un evento creato con lo scopo di “nutrire il pianeta”.

 





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