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CRONACA

 

15-05-2015

Milano, la morte di Domenico in gita: questi i dubbi

Stamattina i funerali di Domenico, mentre alcune indiscrezioni non confermate trapelano sulle indagini


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Sono ore importanti per le indagini della Questura di Milano sulla morte di Domenico Maurantonio, lo studente padovano precipitato da un hotel durante una gita scolastica. La classe del diciannovenne si trovava a Milano per visitare l’Expo 2015, quando il ragazzo è caduto da una finestra del quinto piano durante la notte tra sabato 9 e domenica 10 maggio.

La tragedia si sarebbe consumata durante le prime ore del mattino, perché, stando ad alcune indiscrezioni trapelate, Domenico avrebbe usato Whatsapp per comunicare con i suoi compagni fino alle 5 del mattino. Il cadavere del diciannovenne è stato poi ritrovato intorno alle 8:30 del mattino dal personale del Leonardo Da Vinci di via Senigallia a Bruzzano, albergo alla località alla periferia di Milano dove la scolaresca alloggiava. Il giovane sarebbe quindi uscito dalla stanza che condivideva con altri due compagni di classe fino a raggiungere la finestra del pianerottolo dal quale è poi precipitato.

Una vicenda con molti punti oscuri, sulla quale la Questura indaga dopo aver interrogato approfonditamente i compagni di Domenico Maurantonio. Stando ad alcune indiscrezioni trapelate finora, diversi sono i dubbi della polizia: Domenico infatti è stato ritrovato senza gli occhiali da vista dai quali non si separava mai, e con alcuni lividi sul braccio non compatibili con la caduta. E’ dunque possibile che i compagni di classe abbiano dato delle spiegazioni più approfondite.

Proprio stamattina si sono tenuti i funerali di Domenico, presso Altichiero, quartiere di Padova. Una cerimonia molto composta, dove i genitori del giovane, gli insegnanti del Liceo Scientifico Ippolito Nievo, gli amici e i compagni di scuola hanno voluto ricordare il ragazzo precocemente scomparso. Puntuali anche le parole del parroco della chiesa di Altichiero Don Lorenzo: “Se tutta la verità è uscita, bene. Se ce n'è ancora di nascosta sotto il magone e la paura, speriamo che la si lasci uscire al più presto per quanto male possa fare. Perché solo con la verità c'è futuro e libertà”.

Un funerale davvero strano quello di Domenico Maurantanio perché proprio nelle ultime ore si è susseguita una fuga di notizie sulle indagini che getterebbero un’ombra di inquietudine sulla vicenda. Sembrerebbe infatti che la tragedia accaduta all’Hotel Leonardo Da Vinci non sia dovuta a una caduta accidentale o al suicidio del ragazzo, ma ad uno scherzo finito male. I ragazzi della classe del Liceo Scientifico Ippolito Nievo hanno raccontato agli inquirenti di aver bevuto molto quella notte prima di andare a dormire, ma come è possibile che nessuno si sia accorto della caduta di Domenico?

L’indiscrezione circolata in queste ore sarebbe legata alla possibilità di uno scherzo: lassativo nella birra del giovane padovano, che lo avrebbe portato alla necessità di liberarsi fuori dalla finestra prima di riuscire a raggiungere il bagno. Qualcuno, dunque, avrebbe esagerato con quello che voleva essere solo un goliardico gioco, e avrebbe così provocato la tragica fine del giovane Domenico. Anche se la Questura non ha assolutamente confermato la voce, per rispetto delle indagini e per i genitori della vittima.

Una nota diffusa dalla Questura di Milano recita: “La vicenda della tragica morte di Domenico Maurantonio ha visto susseguirsi, su taluni organi di informazione, una serie di opinioni ed illazioni, allo stato destituite di fondamento che vengono attribuite agli investigatori che, viceversa, nel rigoroso rispetto delle indagini e nel doveroso rispetto del dolore dei genitori, si astengono da qualsiasi comunicazione non fondata su elementi concreti. Il Dirigente della Squadra Mobile e l'Ufficio Stampa della Questura mai hanno comunicato notizie afferenti le dichiarazioni degli studenti ed in particolare se siano o meno credibili. La Questura di Milano, nel pieno rispetto dell'assoluta indipendenza di chi fa informazione, auspica d'altro canto che ciascuno si faccia carico delle proprie - più che legittime - supposizioni, senza spacciarle come provenienti dagli investigatori”.

Nel frattempo Fabio Coppo, uno degli insegnanti in gita a Milano con la scolaresca di Padova, ha commentato la scelta di alcuni compagni di sottoporsi al test del Dna, compresi i tre ragazzi che dormivano nella stessa stanza di Domenico: “E' difficile capire cosa sta passando per la testa dei ragazzi di fronte a questo lutto. Di certo loro hanno detto tutto quello che sapevano agli investigatori e la verità verrà fuori. Si sono subito sottoposti volontariamente all'esame del Dna”.

In un vortice di indiscrezioni più o meno attendibili l’unica certezza sembra essere quella sull’accelerazione delle indagini, che nei prossimi giorni faranno probabilmente maggior luce sulla vicenda. Eppure il più grande dubbio che attanaglia chiunque si avvicini a questo tragico avvenimento è quello destato dalle parole di Maria Grazia Rubini, preside del Liceo Scientifico Ippolito Nievo: “Non posso nemmeno lontanamente immaginare che i compagni di classe abbiano visto cadere Domenico dalla finestra e siano tornati a dormire senza avvertire i professori. Se sarà questa la verità allora andrò in pensione perché questo mestiere non mi apparterrà più”.

 

 





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