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CULTURA

 

20-09-2015

Wikipedia: verso il dominio (e l'omologazione) occidentale del sapere

Chi si occupa di riempire, aggiornare e modificare le voci dell'enciclopedia online più popolare del mondo? 5 paesi, tutti occidentali


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«Wikipedia è un’enciclopedia online, collaborativa e gratuita. Disponibile in oltre 280 lingue, affronta sia gli argomenti tipici delle altre enciclopedie tradizionali sia quelli presenti in almanacchi, dizionari geografici e pubblicazioni specialistiche. Wikipedia è liberamente modificabile: chiunque può contribuire alle voci esistenti o crearne di nuove». Se chiunque, dunque, può collaborare a “nutrire” e “pulire” l’enciclopedia online, secondo uno studio condotto dall’Università di Oxford, in realtà, sarebbero solo 5 i paesi attivi in questo senso, e tutti di “schieramento” occidentale: Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania e Italia.

La ricerca, guidata da Mark Graham, professore dell’Oxford Internet Institute, mostra come la democratizzazione di Internet non equivalga a una democratizzazione della gestione di Wikipedia. Vi sarebbe infatti una vera e propria polarizzazione della divulgazione del sapere sull’enciclopedia più cliccata del mondo da parte dell’Occidente, che porterebbe a creare un parallelismo tra diffusione del sapere e detenzione del potere economico. Un dato esemplificativo è quello del caso dell’Olanda, che pur non essendo tra i 5 paesi maggiormente impegnati nell’aggiornamento di Wikipedia, ed essendo, anzi, molto lontana da questi in “graduatoria”, sarebbe molto più attiva di tutti i paesi dell’Africa messi insieme.

 

La filosofia di Wikipedia è ispirata alla più emancipata democrazia (ci tratteniamo dal parlare di anarchia, perché alcuni volontari si occupano di monitorare le pagine e amministrarle): qualsiasi utente, anche senza registrarsi, prendendo visione delle regole fondamentali, delle linee guida e della wikiquette che normalizzano l’enciclopedia, può donare il suo contributo al progetto, dichiaratamente «libero e collaborativo».

Nonostante la presenza degli amministratori, e sebbene vi siano cinque pilastri a definire le caratteristiche di Wikipedia e la condotta richiesta ai collaboratori, questi non bastano a garantire la correttezza di ciò che si legge sull’enciclopedia online: involontariamente (ma, di fatto, anche di proposito) chiunque può, infatti, inserire degli errori nella compilazione o nella correzione delle voci (a questo proposito, un’etichetta di affidabilità – proprio come un marchio di qualità – della descrizione della voce potrebbe ravvisarsi nell’indicazione delle fonti, non sempre presenti): uno studio del 2014 condotto da Robert Hasty della Wallace School of Osteopathic Medicine nel North Carolina, pubblicato sul Journal of the American Osteopathic e su BBC Health, denunciava che ben il 90% delle voci riguardanti la salute e la medicina su Wikipedia contenesse degli errori, e che almeno il 30% di specialisti e studiosi di medicina consultassero l’enciclopedia online regolarmente (per non parlare dei malati – immaginari o reali – che si affidano alle ricerche su internet quotidianamente e non a un medico). Wikimedia Uk si difese rispondendo che lo studio aveva considerato poche voci.

 

Ad ogni modo, nonostante le inesattezze di Wikipedia vengano continuamente denunciate da più voci, l’enciclopedia online continua ad essere la principale fonte di ricerca e di approfondimento per  tanti, tantissimi navigatori di internet. Alla questione dell’(in)attendibilità, si aggiunge oggi quella della tendenziosità della divulgazione del sapere, della dominazione nella fabbricazione della diffusione delle conoscenze da parte di qualcuno, e della sottomissione di qualcun altro.

All’appello della propagazione del sapere mancano dei punti di vista. Mancano delle voci, e stavolta nel senso di espressioni, accenti, richiami.  

di Vittoria Montesano
 





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