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CHIEDI ALL'ESPERTO: BIOLOGA NUTRIZIONISTA

 

20-01-2015

L'intervento nutrizionale nella prevenzione oncologica


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La dieta  è considerata uno dei fattori più importanti che contribuiscono a determinare il rischio oncologico. Solo il 5-10% dei tumori è determinato puramente da difetti genetici , mentre il rimanente 90-95% è legato all'interazione di diversi fattori riconducibili allo stile di vita quali fumo, alimentazione, assunzione di alcool, livello di attività fisica , obesità, esposizione a raggi UV e infezioni.

Gli effetti di un inadeguato regime alimentare rappresentano probabilmente il più importante fattore di rischio oncologico dopo l'abitudine al fumo.

Negli ultimi 30 anni la ricerca ha dimostrato come i differenti tassi di incidenza di neoplasie  nel mondo siano verosimilmente dovuti ai differenti stili di vita e abitudini alimentari delle diverse popolazioni.

(Riboli E. Kaas R. The EPIC Project: rationale and study design. European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition. International Journal of Epidemiology.1997; 26 (1):6-14).

Si stima che circa il 20% delle neoplasie sia causatoda un peso corporeo superiore agli standard di normalità.

Sono disponibili numerose e convincenti evidenze che individuano nell'eccesso ponderale un importante fattore di rischio per lo sviluppo di tumori a carico di esofago, pancreas, colon retto, mammella, endometrio e rene.

Sappiamo già bene quanto sia importante rispondere all’imperativo: muoversi! Ora, dalla recente letteratura emergono ulteriori evidenze della relazione cancro -in particolare quello al seno- ed esercizio fisico. 

Dall’ European Breast Cancer Conference è arrivata una conferma importante: fare attività fisica con costanza riduce del 12 % il rischio di ammalarsi di tumore al seno per le donne.

La riduzione dell'insulino-resistenza  e del tessuto adiposo, gli effetti sul metabolismo degli ormoni steroidei endogeni, e la diminuzione del tempo di transito intestinale sono ritenuti i principali meccanismi metabolici attraverso i quali l'attività fisica esplica il suo effetto oncoprotettivo.

Nel 2007, sulla base di 71 studi caso controllo  e 16 studi di corte, WCRF (World Cancer Research Fund)  e AIRC  ( American Institute for Cancer Research) concludono che l 'associazione positiva fra consumo di carne rossa (bovina, ovina e suina)  e di carne conservata (sottoposta a affumicatura, salagione, essiccazione o addizionata di conservanti chimiici)  e tumore del colon retto è convincente.

Uno studio pubblicato sul British Medical Journal individua per la prima volta anche il legame tra un consumo eccessivo di proteine animali e tumore al seno.

In particolare i ricercatori di Harvard volevano capire se un consumo di  proteine in età giovanile potesse influenzare l'incidenza del cancro in età adulta.

Per questo hanno suddiviso le diete delle partecipanti al Nurses' Health Study, in base al tipo di cibi consumati: carni rosse non lavorate come carne bovina  o maiale, le carni lavorate, pollo, tacchino, pesce, legumi e noci. Nelle risposte le donne avevano indicato la frequenzacon la quale consumavano ogni cibo.

Lo studio ha permesso di rilevare che un consumo sopra  la media di acrne rossa aumenta del 22% il rischio di sviluppare il cancro al seno in età adulta.

Ogni porzione in più al giorno eleva il rischio del 13%.

Al contrario , le donne in post menopausa che avevano consumato un maggior numero di pollame, pollo e tacchino,  presentavano un rischio inferiore di cancro al seno.

Mentre una possibile associazione protettiva fra fibra alimentare e tumori del colon-retto è tata ipotizzata per la rima volta da Burkitt nel 1971

 (Burkitt DP 1971. Epidemiology of cancer of the colon and rectum. Cancer 28:3-13).

Numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato che un consumo regolare di ortaggi non amidacei e frutta è fortemente associato ad una riduzione del rischio di sviluppare una malattia tumorale  e che cereali integrali , legumi, verdura e frutta contengono una miscela complessa di "phytochemicals" che possiedono una potente attività antiossidante, antiproliferativa, e oncoprotettiva.

Inoltre l'eccessiva assunzione di cloruro di sodio  e di cibi conservati attraverso l'utilizzo di sale rappresenta una causa probabile di tumori dello stomaco

DIETA EQUILIBRATA

Quindi in conclusione ci sono cibi che se assunti per lunghi periodi possono prevenire oppure favorire la trasformazione neoplastica di una cellula. E nonostante molti meccanismi e diverse molecole coinvolte siano ancora considerati semplici imputati, e non sicuramente colpevoli, la ricerca, soprattutto negli ultimi anni, ha fatto passi da gigante. Lo stesso vale per la maggior parte dei cibi descritti spesso dai giornali come i “salvaprostata” o i “salvaseno” della situazione. Va detto però che, mentre i ricercatori continuano il loro lavoro quotidiano di analisi dei singoli cibi e dei loro componenti, utili o pericolosi che siano, oggi sappiamo con ragionevole certezza che una dieta sana ed equilibrata è in grado di ridurre fino a oltre il 30% il rischio di avere. un tumore. Sono infatti ormai tantissimi gli studi, realizzati su diversi gruppi di popolazione nel mondo, che dimostrano quanto una maggiore o minore diffusione del cancro dipenda in larga parte anche da come si vive, da ciò che si mangia e perfino da quanto si mangia.

FATTORE TEMPO - I meccanismi biologici con cui gli alimenti favoriscono la trasformazione tumorale delle cellule sono numerosi e complessi e quindi è ragionevole pensare che un’alimentazione preventiva significhi essenzialmente condurre una dieta equilibrata, in cui si mangiano un ventaglio ampio di alimenti diversi, assunti costantemente nel corso degli anni. Il fattore tempo infatti gioca un ruolo fondamentale. Perchè i cambiamenti dietetici possano dare risultati tangibili, in termini di prevenzione oncologica, ci vuole tempo: per questa ragione è necessario che le abitudini alimentari “protettive” inizino già da bambini e siano portate avanti per molti anni. I segni tangibili dei cambiamenti nella dieta fanno la loro comparsa, a livello di prevenzione, dopo almeno 15 anni dal suo inizio.

FRUTTA E VERDURA - Uno dei dati ormai incontrovertibili che si trova in tutta o quasi la letteratura scientifica su questo argomento, oltre alla pericolosità dei grassi animali soprattutto per quanto riguarda il carcinoma mammario, è l’alto valore protettivo di frutta e verdura. Consumare questi alimenti in grandi quantità ostacola la comparsa della gran parte dei tumori: bocca, laringe, esofago, stomaco, intestino. Frutta e verdura sono infatti ricchissime di sostanze preziose, come vitamine, fibre e inibitori della cancerogenesi (flavonoidi e isoflavoni). Non mettere in tavola ogni giorno questi alimenti significa privare l’organismo di importanti scudi naturali, che da un lato neutralizzano gli agenti cancerogeni e dall’altro riducono la capacità delle cellule tumorali di proliferare.

di Barbara Vitale
 





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