Expo, tutto quello che non ti hanno ancora raccontato Dai prezzi, passando per i padiglioni, fino ai dati sugli sprechi alimentari: facciamo una passeggiata di perlustrazione - www.Pontilenews.it


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CULTURA

 

12-10-2015

Expo, tutto quello che non ti hanno ancora raccontato

Dai prezzi, passando per i padiglioni, fino ai dati sugli sprechi alimentari: facciamo una passeggiata di perlustrazione


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In molti si sono chiesti che cosa sia Expo e che cosa si faccia a una esposizione universale. Ebbene, la nostra esplorazione si è concentrata sopratutto all’interno dei padiglioni, per cercare di capire come i vari Paesi abbiano risposto al tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. Pertanto cercheremo di chiarirvi un po' le idee, offrendo il nostro bilancio.

 

Che cos'è Expo 2015? L’Esposizione Universale, che l’Italia sta ospitando  a Milano dal 1° maggio al 31 ottobre 2015, si compone di un’area espositiva di 1,1 milioni di metri quadri, ispirandosi al cardo, che si sviluppa da Nord a Sud solo con i padiglioni italiani, e al decumano, da est a ovest, degli antichi accampamenti romani; i Paesi e le Organizzazioni internazionali coinvolti sono più di 140. Anche se molto più piccola di quella precedente tenutasi a Shangai nel 2010, questa esposizione universale  richiede pazienza e soprattutto una buona dose di coraggio; per quale motivo? Le file disumane che vi troverete ad affrontare, circa 2 ore e mezza di attesa, per entrare nei padiglioni più gettonati, per lo più orientali (Giappone, Emirati Arabi, Cina, Qatar, Kazakistan ecc..): delle vere e proprie orde umane che si dispongono lungo gli assi del decumano.

 

Cosa si fa a Expo 2015? "Nutrire il Pianeta. Energia per la vita" è il tema scelto per l'esposizione universale 2015: l’individuo viene messo al primo posto che, con la sua vita e il suo lavoro, contribuisce alla trasformazione dell’ambiente naturale in cui vive. Pertanto ogni padiglione ha cercato, a proprio modo, di dare spazio alle proprie colture e tradizioni, alle piante, ai climi e ai terreni delle zone di loro provenienza, tramite percorsi interattivi. La nota negativa è che il tema nobile di questa esposizione universale è stato per lo più fuorviato dalla presenza preponderante del cibo, inteso come cucina e gusto. Poco si parla di grandi problematiche quotidiane, dallo sfruttamento del pianeta fino agli sprechi alimentari; basti pensare che 1/3 di ciò che è coltivato finisce nella spazzatura ogni giorno. Pertanto, eccetto qualche padiglione, come quello Zero e quello Svizzero (il primo ha riprodotto un’installazione che materializza tonnellate di rifiuti accatastati, il secondo, di cui parleremo in un articolo dedicato, con le sue quattro torri ha dato un forte messaggio da questo punto di vista), Expo 2015 mostra solo un piccolo scorcio su come affrontare, risolvere o quantomeno contenere, grandi problematiche che ruotano attorno alle risorse alimentari;  non dobbiamo dimenticare che il nostro è un mondo che soffre ancora la fame. Insomma, un tema bellissimo e nobile che è stato oscurato anche dalla gara, tra i vari paesi e multinazionali, a chi abbia il padiglione più bello: il design la fa da padrone.

 

A Expo si mangia? Ebbene, la risposta è sì, purché sappiate che se volete mangiare e assaggiare qualunque tipo di cucina, orientale o occidentale che sia, dovrete pagare e anche salato. I prezzi di Expo sono alti, vale la pena ricordarvi che una bottiglietta d’acqua oscilla tra 1,50 e 2 euro, un caffè tra 1 euro e 1,30, una porzione di shashimi costa 22 euro, il prosciutto iberico 35 euro, e così via. Per quanto riguarda l'acqua è bene dire che, per ovviare al problema del prezzo e di eventuali speculazioni, Expo si è munita di fontanelle gratuite che, seppure difficili da trovare, offriranno da bere agli assetati che faranno su e giù per i 147 padiglioni.

 

Chi sponsorizza Expo 2015? In molti hanno mostrato la loro indignazione dinnanzi agli sponsor scelti, e allo spazio concessogli, per questa esposizione universale che ricordiamo essere improntata sulla corretta e sana alimentazione. Stiamo parlando dei colossi del junk food, da MCcDonald's a Coca-Cola. In una società in cui l’obesità dilaga, dove i dati ufficiali ci dicono che nel mondo sono quasi 2 miliardi le persone in sovrappeso (circa 42 milioni sono i casi riscontrati fra i bambini sotto i 5 anni), per quale motivo questi marchi hanno dovuto sponsorizzare un evento universale, che avrebbe dovuto educarci sulla nutrizione e sull’alimentazione? Il cibo e le risorse scarseggiano al mondo d'oggi: la gente muore di fame a causa di sprechi alimentari, di coltivazioni e allevamenti intensivi che il più delle volte sono causati dalle stesse aziende, che sfruttano i terreni per i loro profitti. Anche quest’anno la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) ha pubblicato i suoi dati ufficiali: sono circa 795 milioni  le persone che soffrono la fame e la malnutrizione nel mondo.

 

Che succederà ai padiglioni una volta terminata Expo2015? Fin dalla sua prima edizione, tenutasi a Londra nel 1851 e ospitata all’interno del Crystal Palace, l’Esposizione Universale è da sempre stata l’occasione per condividere innovazione, scoperte tecnologiche, progetti architettonici che poi si sono trasformati in veri e propri simboli della cultura; basti pensare alla Torre Eiffel, eretta a Parigi per l’Esposizione del 1889. Per quanto riguarda Expo2015, il Comune di Milano ha imposto il riutilizzo solo del 40% della superficie, visto che il 60% dovrà essere destinato ad aree verdi. Tra i Paesi più organizzati da questo punto di vista spiccano gli Emirati Arabi Uniti, che smonteranno e rimonteranno a Masdar City il loro padiglione convertendolo in un museo. Anche la Svizzera riutilizzerà le sue torri come serre urbane. 

di Giulia Bordini
 





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