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CULTURA

 

12-10-2015

Expo, il padiglione Svizzera e il suo esperimento: consumo non responsabile

I peggiori risultati si sono avuti sulle torri dell'acqua e delle mele


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"Nutrire il Pianeta, energia per la vita" è un tema nobile e importante. Uno dei padiglioni che, al meglio, ha saputo cogliere il significato del messaggio lanciato dall'Expo 2015, è la Svizzera. Scopriamo perché.

 

La Svizzera, innanzitutto ci ha messo  del suo. Il progetto, denominato con un gioco di parole «Confooderatio Helvetica», della società di architetti Netwerch, ha lanciato una forte provocazione: un esperimento che ha messo alla prova i visitatori, per vedere quanto questo messaggio fosse da loro colto. In che modo? Stimolando una riflessione sulla responsabilità personale, sull’equa ripartizione dei beni alimentari e sulla sostenibilità.

 

Il significato dell'esperimento. Il cuore del padiglione svizzero è costituito da una grande piattaforma aperta con quattro torri visibili da lontano, riempite di prodotti alimentari che rappresentano una Svizzera sostenibile e fedele alle proprie tradizioni: l’acqua, risorsa rara e limitata; il sale, elemento essenziale nella nutrizione e nella produzione industriale; il caffè, principale prodotto d’esportazione svizzero; le mele, elemento essenziale per una dieta sana e naturale. Attraverso gli ascensori i visitatori accedono alle torri e, una volta arrivati in cima, potranno portare con sé o consumare le quantità di prodotto che desiderano, il punto è: per quanto? Questo dipenderà dal loro senso del consumo e dalla loro responsabilità personale; calibrando questa quantità, il singolo visitatore dovrà far si che anche chi venga dopo di lui abbia la stessa possibilità di attingere alle risorse, che non sono illimitate.

 

I risultati. I peggiori risultati in termini di mancata responsabilità da parte dei visitatori si sono avuti sulle torri dell'acqua e delle mele: la prima riempita con 350.000 bicchieri riutilizzabili, e la seconda con 420.000 sacchettini di plastica (2 o 3 rondelle per sacchettino). Il secondo, il terzo e il quarto piano di queste due risorse sono stati svuotati dai visitatori; pertanto, per ovviare a tale mancanza gli organizzatori sono stati costretti a razionalizzare e a chiudere momentaneamente il primo piano, per far si che mele e i bicchieri d'acqua arrivino alla fino alla fine di Expo2015. Un destino diverso è spettato alla torre del caffè (inizialmente 2.5 milioni bustine Nescafé) e del sale (1. 344  milioni piccole dosi, 20 g.) che ancora sono disponibili, presumibilmente perché meno gradite ai palati dei visitatori.

 

Dunque, nonostante la Svizzera abbia avuto un'idea originale, che in un certo senso ha sintetizzato il "ce ne è per tutti?", i visitatori hanno dimostrato una voracità che ha solo pensato al consumo, incurante del prossimo.

di Giulia Bordini
 





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